Domenica 19 maggio 2019, presso la sala conferenze dell’Istituto Salesiano, gli Exallievi e le Exallieve di Don Bosco dell’Unione di Corigliano d’Otranto, hanno celebrato il convegno annuale dal titolo “Testimoni degli insegnamenti di Don Bosco”.

Momento centrale dell’evento è stata la relazione di Don Luciano Scarpina, Parroco di Racale e Assistente Diocesano per l’Università Cattolica, già Assistente Ecclesiastico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e alla Segreteria di Stato, “Il laico cattolico adulto nella realtà ecclesiale del terzio millennio”.

Alla preghiera iniziale sono seguiti i saluti del presidente dell’Unione Angelo Fontanarosa, quelli della coordinatrice dell’Opera salesiana Giovanna Coccioli e un momento formativo del delegato dell’Unione, Don Gianni Garzia.

È intervenuto sul tema “Nel laicato cattolico, l’opzione per gli Exallievi/e di Don Bosco” Don Tobia Carotenuto, Delegato per la Famiglia Salesiana dell’Ispettoria salesiana meridionale e al termine, in modo provocatorio, Angelo Fontanarosa ha chiesto se i salesiani hanno intenzione di “sbarazzarsi” degli exallievi. La risposta di Don Tobia è stata un “no” secco, ma sarà il tempo a dire l’ultima parola.

Presenti al convegno le Figlie di Maria Ausiliatrice: significativo l’intervento della direttrice Suor Rosetta Labate, ex ispettrice; Azione Cattolica nella persona della presidente Gina Fiore e altre associate; i Salesiani cooperatori e le Exallieve delle FMA. Un pensiero e un ringraziamento particolare agli ospiti della Casa protetta Albanova, che hanno partecipato accompagnati dalla loro assistente Chiara De Matteis, segno di una fratellanza che va oltre i confini della Famiglia Salesiana.

Gli Exallievi hanno voluto ricordare alcuni passaggi che ritengono importanti della lettera di Don Egidio Viganò ai Salesiani “Gli Exallievi di Don Bosco”:

  1. «Gli allievi si sentivano amati da Don Bosco, non come semplici discepoli, ma come figli, per cui, una volta adulti, sorse tra di loro naturale il pensiero di ritornare alla casa paterna…» […]Sappiamo quanto Don Bosco amasse i suoi allievi; terminato il loro curricolo educativo, non li dimenticava, li seguiva, li aiutava, li invitava, li accoglieva, li incoraggiava, li orientava ancora, li ammoniva se fosse il caso, si preoccupava del loro bene soprattutto spirituale.

  2. «Vedo – disse loro in uno di quei numerosi incontri – che molti di voi hanno già la testa calva, i capelli incanutiti e la fronte solcata da rughe. Non siete più quei ragazzi che io amavo tanto; ma sento che ora vi amo ancora più d’una volta, perché colla vostra presenza mi assicurate che stan saldi nel vostro cuore quei principi di nostra santa religione che io vi ho insegnati e che questi sono la guida della vostra vita. […]E poi vi amo ancora di più, perché mi fate vedere che il vostro cuore è sempre per Don Bosco… (e vi dico) che sono tutto vostro nel fare e nel pensare, in ogni mia azione. Voi eravate un piccolo gregge: questo è cresciuto, cresciuto molto, ma si moltiplicherà ancora. Voi sarete luce che risplende in mezzo al mondo, e col vostro esempio insegnerete agli altri come si debba fare il bene e detestare e fuggire il male. Sono certo che voi continuerete ad essere la consolazione di Don Bosco».

  3. E in un’altra occasione: «Una cosa più di ogni altra vi raccomando, o miei cari figlioli, ed è questa: dovunque vi troviate, mostratevi sempre buoni cristiani e uomini probi… Molti di voi hanno già famiglia. Ebbene, quella educazione che voi avete ricevuta nell’Oratorio da Don Bosco, partecipatela ai vostri cari».