LO STATO DI SALUTE DELL’ASSOCIAZIONE DEGLI EXALLIEVI DI DON BOSCO IN ITALIA

PREMESSE

Per stabilire l’effettivo stato di salute di un’associazione come di una persona fisica, è fondamentale una corretta diagnosi la quale non può che formularsi attraverso una precisa anamnesi del paziente. Pertanto, anche una meditazione sull’argomento non può prescindere da una breve digressione sul passato della nostra associazione, fatto di molte luci oltre che di inevitabili ombre. Non va di certo trascurato, infatti, che poche sono le associazioni ancora attive, in ambito laico ed ecclesiale, che possono vantare 150 anni di vita e di storia che hanno lasciato un’impronta indelebile sui vari campi su cui si è dispiegata la sua azione, dalla formazione spirituale e sociopolitica alla comunicazione sociale e religiosa fino all’intervento incisivo sulle più importanti tematiche etico-sociali del dibattito pubblico. D’altro canto, però, non devono tralasciarsi quegli aspetti problematici il cui esatto inquadramento nelle mutate dinamiche socioeconomiche e la cui puntuale ricognizione possono offrire, esse sole, quegli strumenti di giudizio che agevolano la ricerca delle soluzioni per essi più appropriate.

In tal senso, una riflessione critica sul tema non può che muovere i passi dal più generale fenomeno di disarticolazione dell’associazionismo in generale e religioso-ecclesiale, in particolare. Occorre interrogarsi sulle cause che hanno provocato i profondi mutamenti intervenuti.

La diffusione di maggiore benessere tra larghi strati della popolazione ha inciso sul tessuto delle relazioni sociali favorendo una propensione all’agire individualistico.

Anche la rivoluzione tecnologica e informatica ha avuto un esteso riverbero sulle modalità della comunicazione interpersonale e dell’aggregazione sociale, creando più “social” e meno socialità in senso classico.

Infine, nuovi assetti del mondo ecclesiastico-religioso e della congregazione salesiana in particolare sono scaturiti dalla crisi vocazionale e dalla conseguente rimodulazione delle risorse umane e degli assetti organizzativi, provocando anche un alleggerimento dell’assetto proprietario delle strutture salesiane divenute elefantiache ed eccessivamente onerose per il contesto socio religioso attuale. Da qui il venir meno di molti luoghi e spazi fisici fino ad allora capaci di costruire l’aggregazione sociale e giovanile in particolare.

La descrizione di questa situazione che fa da sfondo comune alla crisi dell’associazionismo religioso in generale, va poi declinata secondo il contesto e le peculiarità della realtà salesiana e delle varie aggregazioni che vi orbitano intorno.

Focalizzando il nostro sguardo sull’associazione degli Exallievi, al contesto sopra descritto non proprio favorevole, bisogna aggiungere la modalità principe attraverso cui in passato è germinata nella nostra associazione la cd. “affectio societatis” (che rappresenta il collante di ogni struttura associativa). Il senso di appartenenza a don Bosco e alla realtà salesiana e degli Exallievi è stato generato da un comune e condiviso percorso spirituale, formativo e affettivo, costruito sui campi degli oratori, nelle aule degli istituti scolastici e dei centri di formazione professionali. Si è trattato di una “affectio societatis” istituita non intorno a un scopo o ragione sociale, come può essere la causa ambientalista, la lotta al disagio, all’emarginazione sociale e alla povertà economica etc., bensì su un retroterra di esperienze e formazione morale e spirituale condivise che potevano bastare nella società degli anni ’50 – ’80 ma che nel contesto sociale attuale si rivelano evidentemente insufficienti.

Ne consegue che prima di tutto occorre interrogarsi ed eventualmente proporre un cambio di prospettiva radicale, che dia rinnovato vigore alla visibilità e alla capacità di attrazione delle fasce giovanili che transitano all’interno delle realtà salesiane. Ciò si può ottenere esclusivamente attraverso la scelta di una forte ragione sociale, che costituisca lo scopo primario della nostra associazione, la identifichi e la illumini come un vero e proprio marchio di fabbrica.

Solo successivamente e alla luce della scelta operata, sarà opportuno ragionare sugli evidenti punti di debolezza individuati e sulle loro cause, da analizzare non solo in linea generale, ma soprattutto tenendo conto delle specificità e, quindi, delle profonde differenze che corrono tra le diverse tipologie di Unioni, sia da un punto di vista geografico e territoriale, che secondo il contesto in cui operano, a seconda che si tratti di un oratorio o di un istituto scolastico o di un centro di formazione professionale, a seconda ancora che si operi in presenza o meno di una comunità religiosa di Salesiani, da soli o in sinergia con altri gruppi della Famiglia salesiana.

Infine, la proposta di possibili rimedi che provvedano a stimolare l’attività sociale delle Unioni e le modalità di approccio alla vita dei territori ai vari livelli associativi, senza dare nulla per scontato fino ad arrivare anche al ripensamento della struttura organizzativa dell’associazione e delle modalità di finanziamento della stessa.

Ovviamente, si tratta di un tentativo che potrebbe non riuscire perché ci si dovrà misurare con resistenze forti, a partire dagli stessi Exallievi, e con un passato importante ma anche ingombrante che potrebbero ostacolare una rimeditazione ab imis della nostra associazione. Tuttavia, è un tentativo che abbiamo il dovere morale di esperire.

PROPOSTE

Da quanto premesso e da quanto emerso sia dagli incontri di studio e riflessione ad hoc con i membri della commissione e con i Presidenti ispettoriali che vi hanno partecipato sia dal confronto con l’esperienza delle Exallieve delle FMA che hanno di recente rivoluzionato il loro assetto organizzativo, si è distillata una serie di elementi da tradurre in vere e proprie proposte di riassetto associativo. Prima, però, di scendere nel dettaglio dell’analisi propositiva è opportuno enunciarne i principi informatori che possono considerarsi al contempo i suoi principali obiettivi sintetizzabili in tre espressioni chiave:

  1. “rinnovare in modo creativo la propria fedeltà a Don Bosco”;
  2. “calare Don Bosco nel presente”
  3. “sentirsi protagonisti di un modo nuovo di essere Chiesa”.

1. “FORTE RAGIONE SOCIALE”

Per aumentare la capacità attrattiva nei confronti delle nuove generazioni è indispensabile una espressione vigorosa della propria identità e missione associativa che per gli Exallievi di Don Bosco non può che essere l’impegno sociale e politico. A livello locale/territoriale tale impegno dovrà essere declinato:

  1. con la creazione o l’irrobustimento di una vera e propria rete di relazioni istituzionalizzate con le altre componenti della famiglia salesiana, con le altre associazioni locali, cattoliche e non, che operano nel campo della promozione sociale nonché con le istituzioni pubbliche territoriali e la stampa locale;
  2. con la trasformazione delle unioni preesistenti in (o con la creazione ex novo di) veri e propri centri di Progettazione sociale e di iniziativa politica territoriale che operano con robusto corredo di competenze nella trama delle relazioni sopra citate oltre a offrire i propri servizi, in primis, alle case salesiane di riferimento a livello territoriale.

A livello nazionale si dovrà operare la trasformazione dell’organismo direttivo nazionale in centro servizi di indirizzo e coordinamento e supporto dei centri di progettazione e iniziativa politica locali nonché polo di studio e approfondimento di tematiche sociopolitiche nonché di elaborazione di proposte da lanciare nel dibattito pubblico, esprimendovi forte visibilità da coltivare, anche in questo caso, attraverso una rete istituzionalizzata di relazioni con l’associazionismo, cattolico e non, che opera nel campo della inclusione sociale nonché con le pubbliche istituzioni a livello e la stampa nazionali.

2. RIASSETTO ORGANIZZATIVO

L’istituzionalizzazione associativa dell’impegno sociale e politico sia a livello locale sia a livello nazionale prevede come passaggio obbligato la rimodulazione dell’assetto organizzativo e della veste giuridica dell’associazione, per far collimare il più possibile la struttura associativa alla sua forte ridefinizione in termini funzionali. Il serbatoio di idee ed esperienze cui attingere per questa importante operazione di “restyling” associativo è ampio, a partire dal recente esperimento in tal senso delle Exallieve delle FMA. Sarà necessario comunque mettere in campo una squadra di persone con forti e radicate competenze nel settore che sappia elaborare un progetto di revisione dei moduli associativi che sia davvero efficace.

3. RIPENSAMENTO DEI PERCORSI FORMATIVI E DELLE MODALITA’ DI AGGREGAZIONE

Perché una siffatta operazione vada in porto non basta la buona volontà: occorrono motivazione e competenze. Chi dovrà pertanto guidare i nuovi centri di progettazione sociale, pur dovendo provenire dal terreno di coltura della salesianità, scuole, oratori e cfp, dovrà acquisire competenze e un profilo professionale di alto livello nel campo della progettazione sociale e delle relazioni pubbliche. Dovrà essere adeguatamente formato e se del caso compensato. Occorrono persone che lavorino a tempo pieno, pur tenendo sempre a mente l’identità e la missione derivanti dall’educazione ricevuta da Don Bosco. Solo in questo modo sarà possibile tentare di ricostruire una forte aggregazione intorno alla nuova associazione degli Exallievi.

4. NUOVE FORME DI FINANZIAMENTO

 Ultimo ma non meno importante il discorso sul finanziamento il cui canale principale non dovrà e non potrà più essere costituito dalla quota sociale bensì dalle molteplici forme di finanziamento (a partire dal 5 per mille) che il panorama dei fondi sociali e non solo (vedi anche pubblicità e sponsorizzazioni) mette a disposizione. Anche in questo caso, però, non basterà la buona volontà ma sarà necessario formare un team di soci esperti con le competenze adatte alla captazione “scientifica” di tutte le possibili forme di finanziamento delle attività di promozione sociale.

Il presente documento è stato redatto sulla scorta di quanto emerso nel corso delle riunioni della Commissione di studio appositamente nominata dalla Presidenza nazionale, ma aperta al contributo di quei Presidenti e Delegati ispettoriali che abbiano voluto parteciparvi.

Illustrato al Consiglio Nazionale dell’8 maggio 2021

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