8. Visitatore delle opere salesiane

Siamo negli anni 1870-1875. Il prefetto generale si sente responsabile dell’osservanza religiosa, non soltanto nell’Oratorio, ove risiede, ma anche negli altri centri della Congregazione nascente, le case di Borgo San Martino, Lanzo, Sampierdarena, Varazze, Alassio e Torino-Valsalice. Vuole essere continuamente informato sull’andamento di questi istituti per svolgere correttamente un compito che egli giudica indispensabile al buon funzionamento dell’insieme. Per questo sono necessarie delle ispezioni sistematiche. Le esegue accompagnandole con consigli e decisioni disciplinari.
Don Bosco visitava spesso le case, ma sempre con atteggiamento paterno e necessariamente benevolo. Don Rua, dal canto suo, le visitava come saggio amministratore di opere educative, preoccupato sia delle condizioni materiali che delle condizioni morali. Doveva verificare la fedeltà allo spirito che don Bosco infondeva nella Congregazione nascente.
Si dispone ad assolvere questo incarico di ispettore a partire dal 1874, quando don Bosco ottiene l’approvazione definitiva del testo costituzionale.[50] Tra il 1874 e il 1876, registra sistematicamente le sue osservazioni su un taccuino, che è stato conservato.[51]
Si è costruito un programma di visita scritto a più riprese su uno dei suoi taccuini. L’ispezione riguarda prima di tutto i locali, poi le persone, infine l’ambiente in generale. Controlla accuratamente i registri di amministrazione.[52] Ispeziona gli ambienti, a cominciare dalla chiesa e dalla sacrestia, con verifica degli altari, dei paramenti sacri, delle celebrazioni settimanali, delle domeniche e delle festività religiose. Poi passa alle stanze dei superiori e ai dormitori dei giovani.
I confratelli sono oggetto principale di tutte le sue attenzioni. Verifica che siano assicurate le conferenze spirituali ai Salesiani e agli aspiranti della casa e la regolarità dei rendiconti mensili. Poi valuta la vita religiosa dei confratelli. Controlla se gli incarichi di prefetto e di catechista sono svolti correttamente come li descrive la regola. Viene infine l’ambito economico.
Nel 1874 e nel 1875 visita Borgo San Martino, Lanzo, Sampierdarena, Varazze, Alassio e Torino-Valsalice. Le annotazioni lasciate, mostrano che don Rua è un ispettore meticoloso, poco preoccupato della suscettibilità dei direttori, primi interessati alle sue osservazioni. Lasciando le case, consegna loro una lettera con le osservazioni contenute nel taccuino personale. Così non ne guadagna in popolarità, ma di questo non si preoccupa. Il suo compito è quello di dar forma alle case, come in anni precedenti aveva fatto con i novizi. Contribuisce così, forse senza rendersene conto, a imprimere nelle istituzioni un’identità specifica propriamente salesiana e crea una nuova figura istituzionale nella nascente Società, quella dell’ispettore.

Don Rua svolge il compito di visitatore fino al Capitolo Generale del 1877, nel quale si decide la creazione delle ispettorie.