Laura Meozzi – Exallievi ed Exallieve di Don Bosco
Exallievi ed Exallieve di Don Bosco - Puglia
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Laura Meozzi

Laura Meozzi2018-08-07T20:52:41+00:00
Laura MeozziLAURA MEOZZI

(1874-1951)

Venerabile
Inizio del processo: 9 ottobre 1986
Venerabile: 27 giugno 2011

“Crocifissione dell’anima e del corpo con Gesù, in consumazione continua. Salire, salire sempre per una strada di croci, senza arrestarsi e con il sorriso sul labbro… Trasformarsi in Gesù per amore e per dolore”. Su questo pensiero si orientò l’intera vita di suor Laura Meozzi: in esso si rivela il costante anelito del suo cuore e l’intimo rapporto di profonda fede che la assimilò allo Sposo celeste.

Nata a Firenze il 5 gennaio 1873 da un’agiata famiglia, Laura venne portata al fonte battesimale dopo tre giorni. Aveva appena trascorso l’infanzia nella città natale quando, nel 1877, a causa di difficoltà amministrative, la famiglia dovette trasferirsi a Roma. Qui Laura frequentò i corsi scolastici nel collegio delle Suore di Santa Dorotea e ricevette una seria formazione del carattere. Soprattutto attraverso la Comunione eucaristica frequente e gli esercizi spirituali annuali la giovane Laura ravvivò in sé l’amore a Gesù e crebbe nel desiderio di una sempre più completa unione con Lui, dedicandosi anche alle opere di misericordia. Quando il direttore spirituale, un Salesiano, le dice che Dio la chiama tra le suore di don Bosco, passa notti intere in preghiera. In quegli anni divenne chiara in lei la chiamata del Signore alla vita consacrata, così che, superati alcuni ostacoli familiari, nel 1896 la giovane Laura iniziò il cammino formativo presso l’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Dopo aver emesso i voti religiosi, suor Laura svolse un’intensa attività come insegnante, molto apprezzata soprattutto per uno spiccato senso di maternità fra le alunne dei collegi e fra le giovani dei ceti popolari che affollavano gli oratori, i laboratori e le varie forme di aggregazione che la sua sollecitudine andava organizzando. Per le suore, insegnanti e non, riservava i tesori del suo innato tatto formativo e della sua esperienza didattica; spesso le ammoniva: “Siate prima madri, poi insegnanti”. Lavorò a Genova, Alì Marina, Catania e Nunziata.

Nel 1922, in occasione del Capitolo generale dell’Istituto, si decise un programma di nuova espansione missionaria. Suor Laura, alla soglia dei cinquant’anni, fu inviata, insieme a due consorelle italiane e tre polacche, a fondare la prima comunità in terra polacca: a Rózanystok, all’estremità nord-est del Paese; trovarono alloggio in una povera baracca di legno. Appena riadattate le preesistenti casette di un ospedale militare dismesso, fece sorgere il primo collegio per i bambini che la Prima Guerra Mondiale aveva duramente provato. Diviene così la pioniera della presenza delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Polonia. Pur nella povertà estrema apre case per ogni esigenza: inizia con alloggi per bambini orfani e abbandonati; segue le ragazze, le scuole, i laboratori, le postulanti, le novizie, le suore; poi i rifugiati, i perseguitati, gli ammalati, i profughi… Madre Laura riesce a dare conforto a tutti. Dietro invito del vescovo di Wilno, nel 1924, la comunità religiosa iniziò a prendersi cura anche di ragazze con particolari problemi sociali e caratteriali. Si aggiunsero, nel corso degli anni, un collegio per studenti, diverse scuole, corsi di taglio e confezioni per le adolescenti, un grande oratorio per la collaborazione con le attività parrocchiali, il primo noviziato a Rózanystok.

Un’incrollabile fiducia nella Provvidenza sosteneva l’intensa operosità di suor Laura. Ella nutriva una fervorosa devozione al Cuore Misericordioso di Gesù e dalla frequente partecipazione all’Eucaristia attingeva luce e forza per la vita quotidiana. “Amare e cercare solo Gesù; vivere e lavorare solo per Lui”, era il suo programma spirituale. In questa comunione con il Signore ella visse una costante pratica delle virtù e dei consigli evangelici. Con prudenza e giustizia guidava le consorelle; con energia e mitezza affrontava gli ostacoli; con sincero e costante spirito di carità, caratterizzato da purezza e gentilezza, serviva i fratelli.

Nel 1931 tutte le comunità costituite in Polonia furono erette in visitatoria. Ma sopraggiunse la Seconda Guerra Mondiale che, tra l’altro, comportò l’occupazione tedesca e poi sovietica delle case del centro-sud. Alcune suore trovarono rifugio presso alcune famiglie, altre presso qualche opera salesiana, altre ancora caddero vittime dei bombardamenti o furono avviate alla deportazione in Germania o in Siberia. Suor Laura, rinunciando a tornare in Italia, decise di rimanere accanto alle sue figlie polacche e di condividerne rischi e sofferenze. Accanto alle giovani consorelle sperimentò l’occupazione della Russia e della Germania, la chiusura delle case aperte con grandi sacrifici. Ciò che era stato fecondato nel dolore e nell’amore coraggioso avrà poi una grande fioritura di opere educative a vantaggio di tanti bambini e ragazze polacche. Suor Laura aveva il dono speciale di una maternità forte e dolce. Sapeva accompagnare con saggezza e gradualità, perché aveva il dono del discernimento degli spiriti, dell’ascolto e della consolazione.

Al termine del conflitto suor Laura iniziò l’opera di ricomposizione delle varie comunità, con sistemazioni di fortuna, attraverso il ricupero di quanto era rimasto delle case un tempo avviate e dando nuovo impulso all’opera di ricostruzione materiale e morale della popolazione. Si dovettero abbandonare i territori divenuti repubbliche sovietiche e ricominciare tutto da capo. Suor Laura inizia di nuovo: riapre ben 12 case. A Pogrzebien´, in un vecchio castello che era servito ai tedeschi per annientare donne e bambini, rinasce il noviziato; ovunque ritorna il vigore, la gioia, il sorriso. Il suo fisico, però, provato da un’affezione cancerosa aggravata da disagi e fatiche, iniziò a dare segni di debolezza e prostrazione in rapido crescendo, procurandole gravi sofferenze. In un definitivo atto di fiducioso abbandono consumò la propria offerta al Signore, alle cui mani misericordiose consegnò lo spirito nella notte del 30 agosto 1951.

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