Exallievi ed Exallieve di Don Bosco - Puglia
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San Nicola Vescovo

Corigliano d'Otranto

/San Nicola Vescovo
San Nicola Vescovo2018-09-07T07:10:06+00:00

San Nicola di Bari (Pàtara di Licia odierna Icken, tra 260 e 280 – Mira, 6 dicembre 343), conosciuto anche come Nicola di Mira o San Niccolò o Nicolò, fu vescovo nella seconda metà del IV secolo della città di Myra (antico nome di Demre, in Asia Minore, l’attuale Turchia). Venerato come santo della Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, è conosciuto nel mondo con il nome di Santa Claus (o Klaus). E’ all’origine del personaggio di Babbo Natale.Consegna Chiavi

Figlio di Epifanio e Giovanna, cristiani benestanti e cresciuto secondo i dettami del Cristianesimo, perse prematuramente i genitori a causa della peste. Divenuto erede di un ricco patrimonio si servì per aiutare i bisognosi. In seguito lasciò la sua città natale e si trasferì a Myra dove venne ordinato sacerdote. Alla morte del vescovo metropolita di Myra venne acclamato dal popolo come nuovo vescovo. Imprigionato ed esiliato nel 305 da Diocleziano, fu poi liberato da Costantino nel 313 e riprese l’attività apostolica. La Chiesa parrocchiale di Corigliano d’Otranto è dedicata a San Nicola Vescovo, patrono della città, la cui festa si celebra il 22 e 23 agosto. Durante la processione, con la statua del santo, per le vie del paese, ha luogo il rito della consegna delle chiavi della città al Santo Patrono da parte del Sindaco. La cerimonia si svolge nei pressi della Cauporta (porta di sotto), adiacente al castello, a sud dell’antico nucleo abitativo cittadino, in una suggestiva cornice di fedeli che intonano devotamente l’inno a San Nicola.

Morì a Myra il 6 dicembre, presumibilmente dell’anno 343 e le sue spoglie furono conservate fino al 1087 nella cattedrale di Myra. Caduta la città in mano musulmana, Bari e Venezia, al tempo dirette rivali nell’Adriatico, entrarono in competizione per il trafugamento in Occidente delle spoglie. I baresi ebbero la meglio anticipando i veneziani: il 9 maggio 1087 una spedizione di tre navi partì dalla città di Bari che era passata sotto il dominio normanno. Sbarcò ad Adriatico e si diresse a Myra dove si impadronì delle spoglie di Nicola. Nel 1089 le spoglie vennero definitivamente poste nella cripta della Basilica, alla presenza di Papa Urbano II che dichiarò festivi il 6 dicembre e il 9 maggio.

Nacque in seguito la leggenda che Nicola stesso quando era in vita, passando da Bari, avrebbe dichiarato “In questa città riposeranno le mie spoglie”. I veneziani tuttavia non si rassegnarono e nel 1099 – 1100 si recarono ugualmente a Myra, dove fu loro indicato il sepolcro vuoto dal quale i baresi avevano trafugato le ossa. I veneziani si misero a scavare, rinvenendo delle ulteriori reliquie del corpo di Nicola, che furono prese e trasferite nell’abazia di San Niccolò del Lido.

Le ricognizioni effettuate sulle reliquie custodite a Bari (1956) e a Venezia (1992), hanno appurato che i resti ossei appartengono allo stesso scheletro. Anche in base a quanto riportato dai documenti storici, si è dedotto che i baresi, nella fretta di trafugare i resti, frantumarono lo scheletro, limitandosi a portare via i frammenti di maggior dimensione. I veneziani pertanto reperirono i frammenti più minuti, che erano stati opportunamente nascosti.

Il culto si diffuse dapprima in Asia Minore, nel VI secolo ben 25 chiese a Costantinopoli erano dedicate a lui. San Nicola è uno dei santi più popolari del cristianesimo; il suo emblema è il bastone pastorale e tre sacchetti di monete; tradizionalmente viene rappresentato vestito da vescovo con mitra e pastorale. Il santo oggi è patrono dei marinai, pescatori e naviganti, dei bambini, delle ragazze da marito, scolari, farmacisti, profumieri, bottai, delle vittime di errori giudiziari e degli avvocati. E’ inoltre patrono dei mercanti e commercianti e per questo la sua effige figura nello stemma della Camera di Commercio di Bari.

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