Marvelli Interpella – Exallievi ed Exallieve di Don Bosco
Exallievi ed Exallieve di Don Bosco - Puglia
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La Santità di Alberto Marvelli Interpella gli Exallievi

di Don Tommaso De Mitri, sdb

/Marvelli Interpella
Marvelli Interpella2018-08-07T12:57:38+00:00

La Santità del Beato Alberto Marvelli Interpella gli Exallievi di Don Bosco

Il 5 Ottobre scorso abbiamo celebrato la memoria liturgica del Beato Alberto Marvelli che noi Exallievi consideriamo un modello al quale ispirare la volontà di vivere da laici cristiani adulti in conformità con la educazione salesiana ricevuta nella nostra giovinezza. Nel contatto col mondo salesiano anche noi nella casa di Don Bosco, come Alberto nell’oratorio di Rimini, abbiamo visto sviluppare gli intensi valori cristiani ricevuti in famiglia e ci siamo sentiti spinti verso traguardi coraggiosi di santità. Anche noi come lui abbiamo frequentato assiduamente l’esperienza formativa dei gruppi, abbiamo vissuto un’atmosfera di grande fervore religioso e di profonda spiritualità. I Salesiani vigilavano su noi ragazzi, animavano i giochi, correggevano i nostri difetti con bontà, prevenivano i disordini e litigi, cercavano di creare nell’ambiente dell’oratorio o della scuola una vita serena e gioiosa, ricca di attività. Il principio pedagogico era: “Mettere il giovane nella morale impossibilità di peccare”. Anche per noi, come lo fu per Alberto, la matrice della formazione umana, apostolica, spirituale è salesiana. I Salesiani che incontrarono Alberto capirono subito di che stoffa era fatto; lo impegnarono, gli diedero fiducia, lo guidarono sulla via della crescita spirituale. Altrettanto hanno fatto con noi e ci hanno consentito di maturare quei convincimenti di fede e quei comportamenti di responsabilità che, con la scelta di essere exallievi, ci siamo impegnati a conservare per tutta la vita, inserendoci nella chiesa e nella società come cittadini onesti e come cristiani convinti. La nostra vocazione battesimale alla santità e all’impegno nella comunità cristiana si è esplicitata, con l’opzione di aderire all’Associazione degli Exallievi di Don Bosco, secondo la modalità carismatica della spiritualità e della missione salesiana.

Sulla base dell’educazione ricevuta nell’ambiente salesiano si è strutturato un forte e significativo cammino di maturazione umana e cristiana che ha portato Alberto Marvelli alle vette della santità riconosciuta. Soprattutto per rendere grazie al Signore vogliamo considerare brevemente gli aspetti che vorremmo riscontrare nella nostra maturità cristiana di Exallievi salesiani e che hanno caratterizzato la vita di Alberto, splendido esempio di santità laicale. La sua figura si staglia come quella di un precursore del Concilio Vaticano II, riguardo all’impegno di santità e di apostolato dei laici, nella Chiesa e nella società.

Anzitutto la santità deve essere avvertita come una meta chiara e precisa. Il laico cristiano, in virtù della consacrazione battesimale, ha ricevuto il dono della santità dei figli di Dio e può portarla al massimo sviluppo con la fede e con la sequela del Signore Risorto. Alberto annota nel suo diario nel giorno di Pasqua del 1938: “Una meta mi sono prefisso di raggiungere, oggi, ad ogni costo, con l’aiuto di Dio. Meta alta, sublime, radiosa, preziosa, desiderata da tempo, ma finora mai attuata. Essere santo, apostolo, caritatevole, studioso, puro, forte. Non stare un attimo in ozio. Forse è presunzione? Forse credo di essere così forte da riuscire? Lo sai, o Signore, nulla io posso da me… Confido completamente nel tuo aiuto, e da parte mia cercherò di mettere la maggior volontà possibile”(Pasqua 1938).

Inoltre la santità deve essere un cammino determinato e perseverante. “Il nostro procedere nella vita spirituale”, scrive, “deve essere un salire continuo e deciso, somma delle esperienze precedenti e delle grazie attuali continue che il Signore costantemente ci elargisce. Devo progredire, continuamente, gradino per gradino, giorno per giorno, minuto per minuto, sempre aspirando a quella che è la vetta massima, Dio” (21 Marzo 1939).

La santità poi deve esprimersi in uno stile preciso, fatto di intelligenza volitiva e di volontà intelligente. Sono ancora parole sue: “Bisogna abituarsi ad esaminare ogni idea, e studiare e meditare e ripensare… Il Signore mi ha dato una intelligenza, una volontà, una ragione: ebbene, queste devo adoperarle, tenerle in esercizio, farle funzionare. Se non si adoperano si arrugginiscono e si finisce per essere delle nullità” (23 Agosto 1946).

Marvelli ci insegna che il segreto della santità è un’intensa vita di preghiera.

La forza che anima il dinamismo tipico della santità è l’amore di Dio, alimentato con l’assidua preghiera e con la frequentazione dei sacramenti; nel suo “Diario” stampato, dopo la sua morte, si possono verificare le tappe di questo costante e progressivo maturare nella vita interiore, fino ad arrivare alle vette dei mistici. Fra l’altro scriveva: “Gesù mi invita a salire, ad ascendere. Ho un desiderio intenso di farmi santo attraverso la vita che il Signore mi riserva”.

Questo evidenzia la necessità di curare il cammino della fede, di non darlo per scontato. Oggi troppi progetti e programmi educativi e pastorali, ecclesiali e sociali, danno per scontato l’evento della fede. La fede autentica è da una parte una relazione profondamente personale con Dio, ma possiede insieme una essenziale componente comunitaria, che aiuta a vincere l’imperante cultura individualista e autoreferenziale del nostro tempo. Per il coinvolgimento delle nuove generazioni è essenziale proporre e condividere cammini forti di fede, al fine di superare le inevitabili conseguenze dell’indebolimento dei legami interpersonali e l’affievolimento delle appartenenze.

La comunione e l’unità della Chiesa, che nascono dall’Eucaristia, sono realtà di cui dobbiamo avere sempre maggiore consapevolezza. Sempre più occorre essere consapevoli che mediante l’Eucaristia entriamo in unità con Cristo e così diventiamo tra noi una cosa sola. Dobbiamo sempre nuovamente imparare a custodire e difendere questa unità da rivalità, da contese e gelosie che possono nascere nelle e tra le comunità e i gruppi ecclesiali.

Sul versante dell’impegno sociale e politico Marvelli rifulge come esempio di coraggiosa coerenza rispetto alle sue convinzioni cristiane. Lo vediamo impegnato nello sforzo di riedificazione della sua città all’indomani della guerra, nell’animazione di gruppi giovanili, nell’esercizio di responsabilità amministrative. Fa della politica uno dei luoghi concreti dove è possibile sperimentare la fede, esercitare la carità, organizzare la speranza, coniugando in modo mirabile le domande della gente con l’annuncio del vangelo. Scrive nel suo diario: “Bisogna fondare il diritto nazionale ed internazionale su basi cristiane. Il Vangelo e le Encicliche pontificie devono essere la norma di vita non solo dei singoli, ma dei popoli, delle nazioni, dei governi, del mondo. (31Gennaio 1941).

Anche noi nella nostra vita, come ha voluto Marvelli per la sua, vogliamo testimoniare un tratto tipicamente salesiano: l’amore ardente per i poveri.

Sulla sua tomba Alberto è rappresentato sullo sfondo delle macerie della Rimini distrutta dalla guerra, mentre si protende nel gesto dell’offerta della sua giacca al povero, come segno dell’offerta di se stesso a Cristo e a ciascuno di noi. Giovane, amico dei giovani, innamorato della vita, degli uomini e di Dio. Sempre presente fra i ragazzi, i poveri, i sofferenti. Animatore nell’oratorio, impegnato nello sport, laborioso nella scuola. Ed è con sorpresa che si constata come alla sua giovane età e nella brevità della sua esistenza, abbia potuto svolgere un’attività così vasta e intensa in svariati campi. Nell’apostolato profonde il suo particolare carisma, tramite i contatti personali, i discorsi, le lezioni, le conferenze; anima molte iniziative di carità e di assistenza sociale; è membro delle Conferenze di S. Vincenzo con la predilezione per i poveri e gli abbandonati. Istituisce per questi bisognosi anche la „Messa del povero‟ a cui segue, la Domenica, un pranzo sereno che serve lui stesso.

Quella di Marvelli è una testimonianza che ci spinge a promuovere gradualmente la corresponsabilità di tutti i membri del Popolo di Dio. Ciò esige un cambiamento di mentalità quanto ai laici, che non sono da considerare solo dei «collaboratori», ma realmente dei «corresponsabili» dell’essere e dell’agire della Chiesa.

La dimensione associativa, che oggi incontra in quasi tutti i nostri contesti, difficoltà e stanchezze, è un aiuto per il consolidamento di un laicato maturo ed impegnato, nei limiti del possibile, nella testimonianza della carità, che renda credibile e autentico l’annuncio del vangelo, fuori dalle logiche del potere, dell’accaparrare, della ricerca del proprio interesse. L’esperienza associativa può offrirci valide motivazioni a livello personale e possibilità di sinergie in forma comunitaria, in modo che la Parola annunciata e vissuta diventi credibile incarnandosi in comportamenti di solidarietà, di condivisione, in gesti che mostrano il volto di Cristo come di vero Amico dell’uomo. La silenziosa e quotidiana testimonianza della carità, vissuta e promossa da Alberto animi la le nostre realtà associative, perché chi vive nella sofferenza senta vicina la Chiesa e sperimenti l’amore del Padre, ricco di misericordia. Nello spirito di Don Bosco, siamo chiamati ad essere «buoni samaritani» pronti a curare le ferite materiali e spirituali dei fratelli e attenti verso le vecchie e le nuove forme di povertà.

Accogliamo la lezione di vita e di fede di Alberto Marvelli, quale vero esempio di exallievo salesiano, che ha posto la sua giovane e breve esistenza al servizio di Cristo e del Vangelo con entusiasmo e creatività, rispondendo generosamente al Signore.

Le nostre Unioni, rinvigorite da una rinnovata presa di coscienza personale del dono ricevuto nell’avere incontrato Don Bosco, si scopriranno sempre più come espressione di Chiesa, e, in compagnia con il Signore Risorto, saranno in grado di fugare ogni sensazione di sterilità o di chiusura di battenti. L’età di molti di noi è avanzata, ma rimane giovane lo spirito e possiamo augurarci che ad animarci sia sempre il vigore giovanile di Alberto: “La vita è azione, è movimento, ed anche la mia vita deve essere azione, movimento, continuo, senza soste: movimento ed azione tendenti all’unico fine dell’uomo: salvarsi e salvare… Ho bisogno di aria, di spazio, di orizzonti sconfinati, di cieli luminosi e stellati, di mari e oceani immensi” (8 Ottobre 1939).

Un ringraziamento fraterno vada a quanti si sono prodigati, con l’assunzione e l’esercizio scrupoloso di cariche direttive, a tenere sempre vivo questo spirito, trasfondendo alle nostre Unioni e alla Federazione Pugliese apporti di appassionati ideali e di concreti sacrifici personali e familiari.

Bari, 23 Ottobre 2010

PRESIDENZA DELLA FEDERAZIONE ISPETTORIALE PUGLIESE EXALLIEVI/E DI DON BOSCO

 

Exallievi ed Exallieve di Don Bosco
FEDERAZIONE ISPETTORIALE PUGLIESE
DON ANGELO DRAISCI 

Nominato Delegato
della
Federazioe Ispettoriale Pugliese

Exallievi ed Exallieve
di
Don Bosco

Per saperne di più
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DON ANGELO DRAISCI
Nominato Delegato
della Federazione Ispettoriale Pugliese Exallievi ed Exallieve
dii Don Bosco
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