LETTERA ALLE FAMIGLIE

Carissime famiglie,

stiamo vivendo un periodo storico segnato da un evento di una portata così grande che non avremmo mai pensato di dover affrontare nella nostra esistenza: siamo stati catapultati in un tunnel buio di una pandemia, che ci ha cambiato la vita da un giorno all’altro. Paura e angoscia per la nostra salute, assenza di certezze da parte della scienza, interrogativi sul futuro economico del nostro paese hanno contrassegnato le nostre giornate.

Siamo stati costretti a rimanere chiusi in casa dove tante sono state le scene di sofferenza, di dolore, di impotenza e di morte che, attraverso i mezzi di comunicazione, ci hanno scosso e destabilizzato dentro.

Più passavano i giorni e più è salita al Signore la preghiera affinché Egli ci potesse liberare da questa pandemia che si è andata spandendo a macchia d’olio colpendo tante nazioni del mondo senza distinzione di sorta.

Tuttavia abbiamo trascorso più ore della giornata nelle nostre case tutti insieme, genitori e figli, abbiamo gustato di più la gioia dello stare insieme in un tempo tutto per noi, abituati come eravamo, invece, a dover fare i conti con l’orologio e con gli impegni quotidiani di piccoli e grandi.

E così abbiamo inventato il modo di “riempire” il tempo in maniera costruttiva senza cadere nella noia, abbiamo dato più spazio ai nostri hobby, abbiamo portato a termine degli uffici iniziati e lasciati sospesi, abbiamo giocato e dialogato di più con i nostri figli…

Sicuramente abbiamo avuto modo di curare maggiormente la nostra relazione di coppia avendo goduto di maggiore tempo per ascoltarsi, per parlarsi, per recuperare freschezza e slancio. Ma è anche vero che, col passare del tempo, abbiamo dovuto gestire con fatica il dialogo di coppia e quello con i figli, diventato sempre più laborioso per il sopraggiungere di tante preoccupazioni, non ultima quella di far bastare lo stipendio per arrivare a fine mese o anche la paura di non ritornare a lavorare. E così, non sempre tutte le giornate sono trascorse in un clima di serenità e di armonia.

Questo nostro stare in casa in questo tempo di quarantena mi ha richiamato alla mente l’esperienza dei discepoli che, insieme a Maria, si trovavano in preghiera nel cenacolo quando lo Spirito Santo li avvolse con la sua forza e il suo amore.

Carissime famiglie, come Maria non ha lasciato da soli i discepoli nel cenacolo, siatene certe che Maria non vi lascia da soli in questi giorni. Lei, che è nostra Madre, condivide le nostre paure, perché anche lei, seppure prescelta da Dio ad essere la madre del suo Figlio, diverse volte nella sua vita ha sperimentato la paura e l’angoscia. Nonostante ciò, costantemente, ha fatto risuonare in sé quelle parole che l’angelo le aveva rivolto a Nazareth: “Non temere”.

Ed ella, come una giaculatoria, avrà fatto risuonare queste parole dell’angelo nel cielo del suo cuore quando, ancora incinta, insieme al suo sposo Giuseppe, non trovava una casa dove far nascere al sicuro il suo Bambino. Le avrà fatte risuonare nel cielo del suo cuore quando fuggiva in Egitto per mettere al riparo suo Figlio dalla ferocia di Erode. Le avrà fatte risuonare nel cielo del suo cuore, quando piena di ansia si è recata a Gerusalemme insieme a Giuseppe per trovare Gesù che era scomparso dalla carovana. Le avrà fatte risuonare nel cielo del suo cuore, quando avrà visto il Frutto del suo grembo catturato, processato e messo a morte ingiustamente appeso ad una croce.

Carissime famiglie, Maria che ha conosciuto la paura e l’angoscia come le stiamo conoscendo noi in questo tempo di coronavirus ci invita a “Non temere”, a coltivare la fiducia che lei è nelle nostre case e che il suo Figlio risorto ci donerà nuovamente giorni di risurrezione, giorni in cui il nostro cuore sarà abitato da quella gioia tanto attesa e sperata.

A tutte le mamme, in questa domenica dedicata particolarmente a loro, va la nostra preghiera e il nostro affetto. Esse hanno sempre un “grembiule” cinto ai fianchi dove spesso raccolgono gli sfoghi dei mariti che tornano stanchi dal lavoro, le lacrime dei figli di fronte alle sconfitte della vita e a sera, quando sono andati tutti a dormire, nel silenzio le presenta alla Mamma del Cielo, perché sia Maria ad asciugare e riempire di tenere carezze e di baci non solo le guance dei suoi cari ma anche quelle di tutti gli uomini e le donne della terra.

Otranto, 10 maggio 2020

X Donato Negro
Arcivescovo