Lettera dell’Ispettore IME
Carissimi confratelli,
carissimi animatori e laici impegnati,

carissima Famiglia salesiana,

eccomi giunto al mio terzo anno di servizio all’intera ispettoria meridionale.

primi due anni sono stati faticosi, ma belli nel leggere una realtà ispettoriale impegnata a servire i giovani, soprattutto i più poveri, e con un potenziale carismatico tale da poter sognare ancora alla grande!

Stiamo camminando insieme cercando di crescere nell’Ascolto, nel Discernimento e nelle Scelte da fare.
Nel mio primo anno siamo stati impegnati in una testimonianza gioiosa dell’essere Chiesa “Casa per molti, Madre per tutti #nessunoescluso”; il secondo anno ci ha visti coniugare in tanti modi l’“Io sono una missione #perlavitadeglialtri”;
questo nuovo anno pastorale 2019-2020 ci ricorda che

“PUOI ESSERE SANTO #LÌDOVESEI”.

Il tema è affascinante e ci aiuta, con Papa Francesco e il nostro Rettor Maggiore, a saper cogliere “la santità della porta accanto” e a ricordarci che “la santità è anche per te!”

Carissimi, nella nostra ispettoria c’è tanta santità tangibile nei confratelli, nei giovani, nei laici, nelle famiglie. Non potete immaginare quanta santità giovanile c’è nella nostra IME, che può aiutare ogni CEP a rivitalizzare il proprio impegno nell’accogliere il dono della santità.

Per questo motivo, dopo averci pregato molto e dopo essermi confrontato con il mio Consiglio, ho deciso di indire “un anno speciale della Santità Giovanile” nella nostra ispettoria.

Ho scelto come luogo significativo dove far confluire l’attenzione di tutti, la Basilica di San Domenico Savio a Lecce, unica al mondo dedicata al “piccolo, grande santo”.

Vivremo la nostra Festa Adolescenti e Festa Ispettoriale a Lecce nei giorni 25 – 26 aprile 2020. Ci sarà una bellissima sorpresa!

Inaugureremo “Percorsi di santità giovanile” nella Basilica di Lecce e offriremo opportunità formative per adolescenti.

Infine, si farà peregrinare in tutti gli oratori una nuova statua di Domenico Savio con un’urna contenente una reliquia del santo. Sono certo che Domenico attirerà ragazzi, giovani e genitori attorno a sé.

Tutto questo, perché in ognuno di noi, si possa risvegliare il desiderio di essere santi lì dove siamo.

Chiedo a tutti i confratelli, ai laici impegnati, all’intera Famiglia Salesiana, di prestare attenzione ai giovani che quotidianamente vivono nelle nostre opere. Sappiate scorgere l’abbondante santità giovanile che abbiamo in casa e riscoprire, con lo spirito delle Beatitudini, la vocazione comune alla santità.

Le tre parole che vi lascio per questo anno sono:

RACCONTARSI – DESIDERIO – GIOIA

RACCONTARSI: Richiede il fermarsi, senza cellulare, senza whatsapp, facebook o instagram, senza computer e pensare alla propria storia, guardandosi dentro, facendo memoria: le benedizioni e i guai: tutto. Le grazie e i peccati: tutto. E guardare lì la fedeltà di Dio fedele alla promessa di amore che dice a ciascuno: “Tu vali, nel mio amore c’è spazio per tutti”. Scopriremo che Dio ci vuole santi!

DESIDERIO: Chiediamo che lo Spirito Santo infonda in noi un intenso desiderio di essere santi per la maggior gloria di Dio e incoraggiamoci a vicenda in questo proposito. Così condivideremo una felicità che il mondo non ci potrà togliere. (GE, 177).

GIOIA: La Gioia fa parte del carisma salesiano. La Gioia è di casa a Valdocco e don Bosco ne faceva fare esperienza ai suoi ragazzi. Il santo è capace di vivere con gioia e senso dell’umorismo. Senza perdere il realismo, illumina gli altri con uno spirito positivo e ricco di speranza. Essere cristiani è «gioia nello Spirito Santo» (Rm 14,17), perché «all’amore di carità segue necessariamente la gioia.

Se lasciamo che il Signore ci faccia uscire dal nostro guscio e ci cambi la vita, allora potremo realizzare ciò che chiedeva san Paolo: «Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti» (Fil 4,4).

Ogni CEP ne sia testimone!

Napoli, 1 settembre 2019
Don Angelo Santorsola
Ispettore