ASSOCIAZIONE DEI SALESIANI COOPERATORI

Regione Italia-Medio Oriente-Malta

PROPOSTA FORMATIVA 2019-2020

Tema dell’anno
PUOI ESSERE SANTO

#lìdovesei

PREMESSE

Puoi essere santo #lìdovesei. È questo il tema della proposta pastorale per l’anno 2019/2020 dedicato alla “santità” che nasce dalla Strenna 2019 del Rettor MaggiorePerché la mia gioia sia in voi (Gv 15,11). La santità anche per te”. Nel testo della Strenna don Ángel Fernández Artime si è ispirato all’Esortazione Apostolica “Gaudete et exsultate” di Papa Francesco. Egli esorta noi, popolo di Dio, a rallegrarci ed esultare perché il Signore ci ha scelti singolarmente per essere santi e immacolati di fronte a Lui. Il Santo Padre ci incoraggia a dare tutto di noi stessi per crescere verso quel progetto unico e irripetibile che Dio ha voluto per noi da tutta l’eternità e ci indica la strada: compiere azioni ordinarie in un modo straordinario! In essa il Papa indica la santità come “autentica fioritura dell’umano”. La santità è la misura alta della vita cristiana ordinaria: tutta la vita della comunità ecclesiale e delle famiglie cristiane deve portare in questa direzione” (“Novo Millenio Ineunte”) e come chiamata che il Signore rivolge a tutti. Il riferimento biblico è quello delle Beatitudini dell’evangelista Matteo. Il Sinodo ha invitato a guardare particolarmente alla “giovinezza dei santi” (n° 212-213-214 Instrumentum Laboris): “Tutti i santi sono passati attraverso l’età giovanile e sarebbe utile ai giovani di oggi mostrare in che modo i Santi hanno vissuto il tempo della loro giovinezza”. Se tutti sono chiamati alla santità, ciascuno la realizza nel tempo senza omologazioni ma con una risposta personale e inedita, frutto di una vita cristiana non anonima.

1. PREGNANZA E CENTRALITÀ DEL TEMA

Strenna 2019: “Perché la mia gioia sia in voi (Gv 15,11). La santità anche per te”.

Scegliendo questo tema e questo titolo, don Ángel Fernández Artime intende tradurre nel linguaggio salesiano e alla luce della sensibilità carismatica salesiana, il forte appello alla santità che papa Francesco ha rivolto a tutta la Chiesa . Il Rettor Maggiore, desidera fare quelle sottolineature che sono tipicamente “salesiane” nel quadro della spiritualità salesiana, quella condivisa da tutti i 31 gruppi della Famiglia Salesiana come eredità carismatica ricevuta dallo Spirito Santo per mezzo del nostro amato Padre don Bosco, il quale senza dubbio ci aiuterà a vivere con la stessa gioia profonda che ci viene dal Signore: «Perché la mia gioia sia in voi» (Gv 15,11).

Le parole spese da don Artime sono rivolte a tutti i membri della Famiglia Salesiana: ai confratelli Sdb, alle Fma, a noi Salesiani cooperatori, ai fratelli e sorelle delle associazioni e dei diversi gruppi della FS. Ai papà e alle mamme, agli educatori e alle educatrici, ai catechisti e agli animatori di tutte le nostre presenze nel mondo e a tutti gli adolescenti e giovani del grande mondo contemporaneo.

Egli ha raccolgo l’invito rivolto dal Papa a tutta la Chiesa. La sua Esortazione non è un trattato sulla santità, ma un appello lanciato al mondo contemporaneo e alla Chiesa in modo speciale per vivere la vita come vocazione e come chiamata alla santità; una santità incarnata nel tempo presente, nell’oggi, nella realtà di ciascuno e nel contesto attuale.

Dio chiama tutti alla santità

Si può immaginare che non poche persone, forse anche tra noi e certamente tra i molti giovani che hanno ascoltato la chiamata del Papa, avranno avuto la sensazione che la parola “santità” suonasse un po’ estranea, in molti casi fortemente estranea e sconosciuta al linguaggio del mondo contemporaneo. Non è impensabile che ci siano blocchi culturali o anche interpretazioni che tendono a confondere il cammino della santità con una sorta di spiritualismo alienante che fugge dalla realtà. O forse, al massimo, il termine “santità” è inteso come una parola applicata e applicabile solo a coloro che sono venerati nelle immagini delle nostre chiese.

Quindi è degno di ammirazione e persino “audace” lo sforzo del Papa di presentare la perenne attualità della santità cristiana che, nella sua qualità di chiamata proveniente da Dio stesso nella sua Parola, è proposta come meta per il cammino di ogni persona. Dio stesso «ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente» (GE, 1).

La chiamata alla santità è familiare alla nostra tradizione salesiana (san Francesco di Sales). L’appello di papa Francesco attira l’attenzione anzitutto per la forza e la determinazione con la quale egli sostiene che la santità è una chiamata rivolta a tutti, non solo a pochi, in quanto essa corrisponde al progetto fondamentale di Dio su di noi. È destinata dunque alla gente comune, alla gente che accompagniamo nella vita quotidiana ordinaria, fatta di cose semplici.

Non si tratta di una santità per pochi eroi o per persone eccezionali, ma di un modo ordinario di vivere l’ordinaria esistenza cristiana: un modo di vivere la vita cristiana incarnata nel contesto attuale, con i rischi, le sfide e le opportunità che Dio ci offre nel cammino della vita.

La Sacra Scrittura ci invita a essere santi: «Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste» (Mt 5,48); e: «Siate santi, perché io [il Signore] sono santo» (Lev 11,44).

C’è quindi un esplicito invito a sperimentare e a testimoniare la perfezione dell’amore, che non è cosa differente dalla santità. La santità stessa, infatti, consiste nella perfezione dell’amore; un amore che anzitutto si è fatto carne in Cristo. Pertanto tutti e ciascuno siamo chiamati alla santità: essa è la vita piena e riuscita, secondo il disegno di Dio, nella piena comunione con Lui e con i fratelli. Non si tratta dunque di una perfezione riservata a pochi, ma di una chiamata destinata a tutti.

Qualcosa di infinitamente prezioso e che tuttavia non è raro o estraneo ma fa parte della comune vocazione dei credenti. È la bella proposta che Dio offre a ogni uomo e donna. Non un percorso di falsa spiritualità che allontana dalla pienezza della vita, ma pienezza di umanità, perfezionata dalla Grazia. La “vita in abbondanza”, come promette Gesù.

Non caratteristica omologante, banalizzante, irrigidente; ma risposta al soffio sempre nuovo dello Spirito, che crea comunione valorizzando le differenze – poiché è lo Spirito Santo che «sta all’origine dei nobili ideali e delle iniziative di bene dell’umanità in cammino».

Non si tratta di un insieme di valori astrattamente sottoscritti e formalisticamente onorati, ma dell’armonia di tutte quelle virtù che incarnano i valori nella vita.

Non mera capacità di respingere il male per attaccarsi al bene, ma atteggiamento stabile, pronto e gioioso nel vivere bene il bene.

Non una meta che si raggiunge in un istante, ma un cammino progressivo, secondo la pazienza e la benevolenza di Dio, che interpella la libertà e l’impegno personale.

Non atteggiamento escludente nei confronti del diverso, bensì fondamentale esperienza del vero, del bene, del giusto e del bello.

In definitiva, la santità è la vita secondo le beatitudini, per divenire sale e luce del mondo; cammino di profonda umanizzazione, come è ogni autentica esperienza spirituale. Perciò diventare santi non esige di alienarsi da sé o di allontanarsi dai propri fratelli, ma di vivere una intensa vita coraggiosa, umanizzante, e una esperienza (talvolta faticosa) di comunione e di relazione con gli altri.

“Farsi santi” è il primo e il più urgente compito per un cristiano

Sant’Agostino afferma: «Sarà vera vita la mia vita, tutta piena di te». È in Lui, cioè in Dio stesso, che sta la ragione della possibilità del cammino nella santità alla sequela di Cristo. Il cammino della santità è reso possibile al cristiano dal dono di Dio in Cristo: in Lui – di cui i santi, e anzitutto la Vergine Maria, sono meraviglioso riflesso – si rivela al contempo la pienezza del volto del Padre e il vero volto dell’uomo.

Il progetto di Dio per ciascuno di noi oggi è semplicemente la pienezza della vita cristiana che si misura sulla statura che Cristo raggiunge in noi, e dal grado in cui, con la grazia dello Spirito Santo, modelliamo la nostra vita secondo quella di Gesù il Signore. Non significa, dunque, realizzare cose straordinarie ma vivere uniti al Signore, facendo nostri i suoi gesti, i suoi pensieri e comportamenti. Di fatto anche accostarsi all’Eucaristia significa esprimere e testimoniare che desideriamo assumere e fare nostro lo stile, il modo di vivere e la stessa missione di Gesù Cristo.

Lo stesso Concilio Vaticano II, nella Costituzione sulla Chiesa, ha proclamato con decisione la chiamata universale alla santità, affermando che nessuno ne è escluso: «Nei vari generi di vita e nei vari compiti una unica santità è coltivata da quanti sono mossi dallo Spirito di Dio e, obbedienti alla voce del Padre e adorando in spirito e verità Dio Padre, camminano al seguito del Cristo povero, umile e carico della croce, per meritare di essere partecipi della sua gloria» (LG, 41).

Don Bosco vuole i suoi giovani felici nel tempo e nell’eternità

Nell’incipit della sua Lettera da Roma, del 10 maggio 1884, Don Bosco scrive ai suoi giovani: «Uno solo è il mio desiderio: quello di vedervi felici nel tempo e nell’eternità».

Alla conclusione della sua vita terrena, queste parole riassumono il cuore del suo messaggio ai giovani di ogni epoca e di tutto il mondo. Essere felici, come meta sognata da ogni giovane, oggi, domani, nel tempo. Ma non solo. “Nell’eternità” è quel di più che solo Gesù e la sua proposta di felicità, la santità appunto, sa offrire. È la risposta alla sete profonda del “per sempre” che arde nel cuore di ogni giovane.

Il mondo, le società di tutte le nazioni, non sono in grado di proporre questo “per sempre” e neppure la felicità eterna. Dio sì.

In Don Bosco tutto questo era chiarissimo, ed egli è stato capace di seminare nei suoi ragazzi il forte desiderio di diventare santi, di vivere per Dio e di raggiungere il paradiso: «Ha guidato i giovani sulla via della santità semplice, serena e gioiosa, unendo in una sola esperienza di vita il cortile, uno studio serio e un costante senso del dovere».

Santi per i giovani e con i giovani

La santità caratteristica del carisma salesiano in cui c’è spazio per tutti, consacrati e laici, ha poi una sua più specifica traduzione in relazione alla santità giovanile. Don Pascual Chávez, scrisse all’inizio del suo ministero nella lettera Cari salesiani, siate santi!: «I giovani stessi aiutarono Don Bosco “ad iniziare, nell’esperienza giornaliera, uno stile di santità nuova, sulla misura delle esigenze tipiche dello sviluppo del ragazzo. Furono così, in qualche modo, contemporaneamente discepoli e maestri. La nostra è una santità per i giovani e con i giovani; perché anche nella ricerca della santità, “i giovani e i Salesiani camminano insieme”: o ci santifichiamo con loro, camminando ed imparando con loro, o non saremo mai santi». L’autentico cuore salesiano della nostra Famiglia deve essere santo per raggiungere i giovani; ma non ignora il dovere, ancora più radicale, di santificarsi in mezzo ai giovani e insieme ad essi.

Questo desiderio può essere riferito a tutti e a ciascuno dei 31 gruppi che formano la Famiglia Salesiana. Con vero interesse, Don Artime ha cercato i riferimenti alla santità nelle Costituzioni e nei Regolamenti delle diverse congregazioni della nostra Famiglia, nel Progetto di Vita apostolica dei Salesiani Cooperatori, negli Ideari, Statuti e Regolamenti (secondo i nomi loro propri) di tutti i gruppi che appartengono all’albero del nostro carisma. Ci assicura che, in un modo o nell’altro, tutti contemplano la santità come un obiettivo e uno scopo per il quale siamo nati anche come istituzione religiosa, al fine di conseguirla nella nostra stessa vita. Una santità che, quindi, è proposta a ciascuno dei membri e che si propone come obiettivo nell’apostolato rivolto agli altri.

Cosa vuol dire: «la santità anche per te!»?
Che cos’è allora la santità, questa santità che ci viene presentata così vicina e accessibile al giovane, alla donna e all’uomo di oggi?
  • Si tratta di una cosa vicina, reale, concreta, possibile. Anzi è la vocazione fondamentale all’amore come riconosce il Concilio Vaticano II;
  • Si tratta di far fruttificare la grazia del Battesimo senza aver paura che Dio ci chieda troppo;
  • Si tratta di essere santi contenti perché così ci ha sognato Dio;
  • Si tratta di un cammino, quello della santità, che accetta la dimensione della croce;
  • Si tratta di vivere la santità perché non allontana dai propri doveri, interessi, affetti, ma li assume nella carità. La santità è la perfezione della carità e risponde dunque al bisogno fondamentale dell’uomo: quello di essere amato e di amare. La santità è dunque un cammino di umanizzazione che coincide con la piena fioritura dell’umano.
  • Si tratta di una santità che è anche un “dovere” e un dono (cioè una vocazione, una responsabilità, un impegno e un dono).

2. TITOLO E HASHTAG

Basta il titolo, da solo, per interpellarci interiormente e per mobilitarci esteriormente:

Puoi essere santo #lìdovesei.

Sono stati proprio i giovani a scegliere lo stesso titolo e hashtag della prossima proposta formativa. Potremmo definirli, in senso generale, ingenui, geniali e genuini. Tre parole che rimandano ai “geni”, cioè a quelle piccole sequenze del nostro dna che garantiscono una originalità inimitabile in ciascuno di noi. Quindi non possiamo certo deludere le loro aspettative di essere santi!

Ingenui: perché davvero credono ancora ai loro sogni: Puoi essere santo. Questa sentenza è per molti di noi solo un’utopia, un’idea teorica di certo irraggiungibile, un desiderio che forse si può coltivare, ma in fondo destinato alla frustrazione. Insomma, ad una realtà senz’altro bella e attraente, ma innegabilmente lontana e impossibile. Invece questi ragazzi ci dicono che non bisogna cedere sul desiderio della santità!

Geniali: perché rimandano alla vita di tutti i giorni: #lìdovesei. Non cercano le condizioni ineccepibili per poter essere santi, ma sono certi che ognuno di noi, a partire esattamente dalla sua condizione storica ha tutte le carte in regole per essere santo.

Genuini: perché molto immediati e concreti: Puoi essere santo #lìdovesei. In poche e semplici parole riescono a dire il compito di una vita intera. Lo slogan rappresenta bene la concretezza dell’ordinario che siamo chiamati ad abitare in modo straordinario. Il Signore Gesù chiede a ognuno di noi di vivere una santità nell’ordinario della vita di tutti i giorni.

3. L’ICONA

L’icona scelta per la proposta formativa di quest’anno è dedicata a Maria, immagine della santità della Chiesa!

La santità cristiana ha in Maria di Nazareth, la Madre del Signore, del Figlio di Dio, il modello più bello e più vicino. Maria è la donna dell’“Eccomi”, della piena e totale disponibilità alla volontà di Dio. Dicendo: «Avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38), Maria dichiara di trovare la piena e profonda felicità in tutto ciò che quel “fiat” supponeva nella fede. Non solo quando il Figlio lascia la casa e si separa da lei perché deve svolgere la missione del Padre; ma anche nel momento estremo in cui Maria sperimenta il dolore per la Sua crocifissione e morte. Un dolore atroce vissuto come madre.

In Maria, Madre del Signore, possiamo incontrare la ricchezza di una vita che ha accolto il disegno di Dio in ogni istante; una vita che è stata un “eccomi” permanente detto a Dio. Com’è affascinante, in questa prospettiva, contemplare Maria e meditare il valore dell’esistenza umana e il suo significato pieno nell’orizzonte dell’eternità!

La coraggiosa accoglienza del misterioso piano di Dio porta Maria ad essere Madre di tutti i credenti, modello di ascolto e di accoglienza della Parola di Dio per ciascuno di noi e guida sicura verso la santità. E questo perché ci insegna che solo Dio rende grande la nostra vita. «Solo se Dio è grande, anche l’uomo è grande. Con Maria dobbiamo cominciare a capire che è così. Non dobbiamo allontanarci da Dio, ma rendere presente Dio; far sì che Egli sia grande nella nostra vita; così anche noi diventiamo divini; tutto lo splendore della dignità divina è allora nostro».

Per tale ragione è impensabile che il facile cammino di santità possa essere percorso dal cristiano senza guardare a Maria come Madre. Contemplarla è imparare a credere, imparare a sperare, imparare ad amare. E se pregheremo come lei e con lei, sperimenteremo certamente nel nostro cammino quotidiano quella consolazione che può venire solo da Dio. Inoltre, invocandola come Madre del Figlio di Dio, apriremo i nostri cuori al dono della sua intercessione come Madre del Figlio e dei suoi figli.

4. LE SEI TAPPE

Attraverso le tappe di quest’anno si desidera offrire alcune suggestioni attraverso alcuni possibili indicatori sul tema della santità a partire dall’esistenza. Prima di tutto l’esistenza di Gesù, poi quella della Chiesa e infine la nostra personale esistenza. È importante ancorare la riflessione alla vita di tutti i giorni, ovvero all’esistenza. Questo ci fa evitare di pensare alla santità come ad un tema lontano e staccato dalla vita quotidiana. L’invito che ci è rivolto è quello di aiutare tutti i giovani a sintonizzarsi con il pressante invito di Dio ad essere e diventare santi: «Come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri di un tempo, quando eravate nell’ignoranza, ma, come il Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta. Poiché sta scritto: Sarete santi, perché io sono santo» (1Pt 1,14-15).

PRIMA TAPPA: Essere persone e comunità di preghiera (settembre-ottobre)
La santità è il dono più grande che possiamo offrire ai giovani, alle famiglie, alla nostra Associazione. Tutti abbiamo bisogno della testimonianza della nostra vita. La santità semplice sarà il dono più prezioso che possiamo offrire loro.

Tuttavia, questo cammino non è possibile senza coltivare una profondità di vita, senza una fede autentica e senza la preghiera come espressione di questa stessa fede. Papa Francesco afferma: «Non credo nella santità senza preghiera» (GE 147). Effettivamente tutto questo è impossibile senza l’intimità con il Signore Gesù: preghiera di ringraziamento, espressione di riconoscenza al Dio trascendente; preghiera di supplica, espressione del cuore che confida in Dio; preghiera di intercessione, espressione di amore fraterno; preghiera di adorazione, espressione che riconosce la trascendenza di Dio; preghiera di meditazione della Parola, espressione del cuore docile e obbediente; preghiera eucaristica, culmine e fonte del cammino di santità.

SECONDA TAPPA: Praticare le virtù sviluppando nella nostra vita i frutti dello Spirito Santo (novembre-dicembre)

In questa tappa siamo invitati a rifiutare il male e attaccarsi al bene, appassionarsi al bene, compiendo bene il bene, tutto il bene. Preghiera e azione nel mondo, servizio e donazione e anche tempi per il silenzio. Vita di famiglia e responsabilità nel lavoro. «Tutto può essere accettato e integrato come parte della propria esistenza in questo mondo, ed entra a far parte del cammino di santificazione, e ci santifichiamo nell’esercizio responsabile e generoso della nostra missione» (GE, 26). Allora, perseguire la vita buona del Vangelo nella pratica gioiosa e costante delle virtù sarà veramente una via semplice di santità. Amore, carità, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé… La santità non è litigio, contesa, invidia, divisione, fretta. «La santità non ti rende meno umano, perché è l’incontro della tua debolezza con la forza della grazia» (GE, 34).

TERZA TAPPA: Testimoniare la comunione per farci santi insieme (gennaio-febbraio)

Il cammino della santità si sperimenta insieme e la strada della santità è un cammino vissuto in comunità e si consegue insieme. I santi stanno sempre insieme, in compagnia. Dove ce n’è uno, ne troviamo sempre molti altri. La santità del quotidiano fa fiorire la comunione ed è un generatore “relazionale”. Ci si fa santi insieme. Non è possibile essere santi da soli e Dio non ci salva da soli: «perciò nessuno si salva da solo, come individuo isolato» (GE, 6). La santità si nutre di relazioni, di confidenza, di comunione perché la spiritualità cristiana è essenzialmente comunitaria, ecclesiale, profondamente diversa e molto lontana da una visione elitaria o eroica della santità. Al contrario non c’è santità cristiana là dove si dimentica la comunione con gli altri, dove si dimentica di cercare e guardare il volto dell’altro, dove si dimentica la fraternità e la rivoluzione della tenerezza.

QUARTA TAPPA: Vivere la vita di ogni giorno come luogo di incontro con Dio (marzo-aprile)

Il cuore dello spirito salesiano, che ci distingue come una Famiglia carismatica, si caratterizza per il fatto di concepire la vita in modo positivo e di intenderla, giorno dopo giorno, come il luogo dell’incontro con Dio. Tale luogo è attraversato da una rete ricca di relazioni, lavoro, gioia e relax, vita familiare, sviluppo delle proprie capacità, donazione, servizio …, tutti vissuti alla luce di Dio. Ciò si concretizza, in modo semplice, in quella convinzione molto salesiana che viene dallo stesso Don Bosco: per essere santo devi fare bene quello che devi fare. È la proposta della santità della vita quotidiana. Se Teresa d’Avila trova la santità tra le stoviglie di una cucina, e Francesco di Sales dimostra che il cristiano può vivere nel mondo, in mezzo agli impegni della vita e alle preoccupazioni ed essere santo, Don Bosco con la semplicità della gioia, dell’esatto compimento del proprio dovere e di una vita vissuta tutta per amore del Signore, crea con i suoi ragazzi a Valdocco una vera scuola di santità.

QUINTA TAPPA: Cercare la semplicità (che non è facilità) delle Beatitudini (maggio-giugno)

Nell’annuncio delle Beatitudini Gesù ci ha offerto un vero cammino di santità. Le Beatitudini «sono come la carta d’identità del cristiano» (GE, 63). In esse ci è proposto un modo di vivere nel quale si realizzano processi che vanno dalla povertà di cuore, che vuol dire anche austerità di vita, al reagire con umile mitezza in un mondo dove si litiga facilmente e per qualunque cosa; dal coraggio di lasciarsi “trafiggere” dal dolore altrui e averne compassione al cercare con vera fame e sete la giustizia, mentre altri si spartiscono la torta della vita ottenuta per mezzo dell’ingiustizia, della corruzione e dell’abuso di potere. Le Beatitudini inducono il cristiano a guardare e ad agire con misericordia, che significa aiutare gli altri e anche perdonare; lo spingono a mantenere un cuore puro e libero da tutto ciò che sporca l’amore verso Dio e verso il prossimo. La proposta di Gesù ci chiede di seminare pace e giustizia e costruire ponti tra le persone. Chiede anche di accettare le incomprensioni, le falsità nei confronti di se stessi e, in definitiva, tutte le persecuzioni, anche le più subdole, che esistono oggi.

SESTA TAPPA: Crescere nei piccoli gesti (luglio-agosto)

È un altro semplice indicatore, pratico e alla portata di tutti. Dio ci chiama alla santità mediante i piccoli gesti, attraverso le cose semplici, quelle che senza dubbio possiamo scoprire negli altri e realizzare in noi stessi nella vita di ogni giorno; incoraggiati anche dal fatto che il percorso di santità non è né unico né lo stesso per tutti. Si percorre un cammino di santità nella propria condizione di uomo e di donna. In questo senso la tenerezza femminile, la finezza dei piccoli dettagli e dei gesti sono un magnifico esempio per tutti. Per questa ragione papa Francesco dice: «Voglio sottolineare che anche il “genio femminile” si manifesta in stili femminili di santità, indispensabili per riflettere la santità di Dio in questo mondo e […] mi preme ricordare tante donne sconosciute o dimenticate le quali, ciascuna a modo suo, hanno sostenuto e trasformato famiglie e comunità con la forza della loro testimonianza» (GE, 12).

5. LA STRUTTURA DELLE SINGOLE TAPPE

Le tappe, dopo una breve spiegazione dei vari indicatori suggeriti, avranno la seguente struttura:
1. la prima sezione, SALESIANI COOPERATORI ALLA … SCOPERTA DELL’ESISTENZA DI GESÙ, è un invito a rivitalizzare le nostre conoscenze approfondendo il testo delle Beatitudini dell’evangelista Matteo ed i documenti del magistero della Chiesa;
2. la seconda, SALESIANI COOPERATORI ALLA … SCOPERTA DI DON BOSCO SANTO, ci suggerisce di approfondire il Progetto di Vita Apostolica (PVA) e documenti salesiani sul tema della santità;
3. la terza sezione, SALESIANI COOPERATORI ALLA … SCOPERTA DELLA PROPRIA ESISTENZA, ci invita alla riflessione sulla personale esistenza approfondendo la vita di giovani santi.

6. L’OBIETTIVO GENERALE: sperimentare e vivere insieme il cammino della santità applicando la vita di ogni giorno come luogo di incontro con Dio.

7. DOCUMENTI E TESTI CONSIGLIATI

  1. “Perché la mia gioia sia in voi (Gv 15,11). La santità anche per te” Strenna 2019 del Rettor Maggiore don Ángel Fernández Artime ;
  2. Esortazione Apostolica “Gaudete et Exsultate” di Papa Francescso;
  3. Esortazione Apostolica Postsinodale “Christus vivit” di Papa Francesco;
  4. “Alle radici della spiritualità di Don Bosco” di don Giuseppe Buccellato;
  5. Lettera apostolica “Novo millennio ineunte” di Papa Giovanni Paolo II;
  6. “Santi nella Famiglia Salesiana” di don Enrico dal Covolo;
  7. “Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la XXXIX giornata mondiale di preghiera per le vocazioni” Libreria Editrice Vaticana;
  8. “Le Beatitudini” dell’Evangelista Matteo (5,3-12);
  9. “Progetto di vita apostolica” Associazione dei Salesiani Cooperatori;
  10. “La Famiglia Salesiana in cammino verso la santità: le Giornate di Spiritualità 2019”;
  11. “La santità alla scuola di Don Bosco” di don Aldo Giraudo;
  12. “Attingiamo all’esperienza spirituale di Don Bosco, per camminare nella Santità secondo la nostra specifica vocazione” di don Pascual Chávez Villanueva;
  13. “Cari Salesiani, siate santi” di don Pascual Chávez Villanueva;
  14. “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. Instrumentum Laboris” LEV, Roma 2014, (212,213,214);
  15. “Vivere con gioia la santità nella vita laicale” audio di don Luigi Maria Epicoco. La catechesi è disponibile on line https://www.youtube.com/watch?v=72cpkhQgWbw.
Elenco File
FileAzione
PresentazioneScarica 
Puoi essere santo #lìdoveseiScarica 
Prima Tappa - PresentazioneScarica 
Prima TappaScarica 
Prima Tappa - GuidaScarica 
Seconda Tappa - PresentazioneScarica 
Seconda TappaScarica 
Seconda Tappa - GuidaScarica 
Terza Tappa - PresentazioneScarica 
Terza TappaScarica 
Terza Tappa - GuidaScarica 
Quarta Tappa - PresentazioneScarica 
Quarta TappaScarica 
Quarta Tappa - GuidaScarica 
Quinta Tappa - PresentazioneScarica 
Quinta TappaScarica 
Quinta Tappa - GuidaScarica 


Descrizione
Proposta 2019 - 2020
a cura dei Salesiani Cooperatori
Categoria,
Versione2019-20
Files Totali17
Dimensione5.49 MB
Inserimento28 Settembre 2019
Aggiornamento25 Maggio 2020
Miniature