Immaculate Conception - Bartolomé Esteban Murillo

Immaculate Conception – Bartolomé Esteban Murillo

IL DOGMA DELL’ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA AL CIELO

La definizione del dogma dell’Assunzione di Maria Santissima, realtà di fede già creduta dai Santi Padri latini e greci dei primi secoli del cristianesimo, è avvenuta, in maniera solenne e definitiva, nel 1950 per opera di Pio XII.

Ignoriamo come e quando avvenne la morte di Maria, festeggiata assai presto come «dormitio». È una solennità che, corrispondendo al dies natalis (morte) degli altri santi, è considerata la festa principale della Vergine. Il 15 agosto ricorda con probabilità la dedicazione di una grande chiesa a Maria in Gerusalemme.

La Chiesa celebra in Maria il compimento dei Mistero pasquale. Essendo Maria la piena di grazia, senza nessuna ombra di peccato, il Padre l’ha voluta associare alla risurrezione di Gesù. Alla fine del suo passaggio sulla terra, la Madre del Redentore, preservata dal peccato e dalla corruzione, è stata elevata nella gloria in corpo e anima vicino a suo Figlio, nel cielo.

La tomba vuota di Maria, immagine della tomba vuota di Gesù, significa e prelude alla vittoria totale del Dio della vita sulla morte, quando alla fine del mondo farà sorgere in vita eterna la morte corporale di ognuno di noi unita a quella di Cristo. Nel 2009 in occasione di questa Solennità il Papa Emerito Benedetto XVI così diceva: “L’Assunzione ci ricorda che la vita di Maria, come quella di ogni cristiano, è un cammino alla sequela, la sequela di Gesù, un cammino che ha una meta ben precisa, un futuro già tracciato: la vittoria definitiva sul peccato e sulla morte e la comunione piena con Dio”.

Nella pagina evangelica Elisabetta, dopo aver chiamato Maria come “la Madre del mio Signore”, riconoscendone la Maternità divina, la proclama “Beata perché ha creduto che si stava compiendo ciò che era stato detto dal S¬gnore”, questa è la condizione della beatitudine di Maria: ascolto della Parola di Dio e fiducia nel suo compimento.

Il Papa Paolo VI, esaltando la fede di Maria, nell’Esortazione Apostolica Marialis Cultus (1974), circa la devozione da tribu¬are alla Vergine Santa, la definisce “Prima et perfecta Christi discipula”, “Fu la prima, la più perfetta seguace di Cristo”. Maria Santissima è maestra di fede, perché ha saputo accogliere la Parola di Dio che cercava casa nel suo grembo verginale, ha saputo ascoltare, non solo sentire che è una dimensione più superficiale, ecco perché sant’Agostino dice di lei: “Proprio come Maria, la quale, se fu beata per aver concepito il corpo di Cristo, lo fu maggiormente per aver accettato la fede nel Cristo” (Sermone 72/A,7).

Credere orienta la nostra vita alla fiducia o meno in Dio e a quel destino di gloria a cui tutti siamo chiamati e che oggi viene profeticamente annunciato nella celebrazione di questa Solennità.