Exallievi ed Exallieve di Don Bosco - Puglia

Chiamati ad essere santi

di Don Jayapalan Raphael

//Chiamati ad essere santi

Chiamati ad essere santi

da NewsFlash – Rivista Mondiale Exallievi – 24-06-2018

Miei cari Exallievi ed Exallieve di Don Bosco,

Saluti nel nome di Don Bosco. Mentre pubblichiamo questo numero sul giorno degli Exallievi, il 24 giugno, non possiamo non essere attratti da Valdocco. In questi giorni sono a Torino. Qui senti la presenza di Don Bosco. Quando ascolti attentamente, senti la voce di Don Bosco che ti parla. Valdocco era il luogo (fabbrica) dei santi. Don Bosco, egli stesso un grande santo, aveva un solo obiettivo: formare i giovani come santi. In questo contesto, voglio riflettere con voi sul tema della santità, centrale nella recente esortazione apostolica di papa Francesco – Gaudete et Exsultate – tanto quanto nella vita di Don Bosco.

Cinque anni dopo la sua elezione, papa Francesco ci ha dato la sua terza esortazione apostolica. Non è un trattato filosofico, ma è un testo con il “semplice scopo” di ricordarci la chiamata alla santità. Ne aveva già parlato nell’udienza generale il 19 novembre 2013. È la vocazione che unisce tutti ed è un dono dall’alto.

Tutti – non solo vescovi, sacerdoti e religiosi – sono chiamati ad essere santi – una madre o un padre, uno studente o un avvocato, un insegnante o un addetto alla reception. Ci ricorda la chiamata alla santità nel contesto attuale, con i suoi rischi, sfide e opportunità.

In parole semplici e pratiche, il Papa ci dice che una vita santa non è nulla di ideale o astratto, ma una santità paziente “della porta accanto”, espressa attraverso piccoli gesti. È un invito a mettere Dio al centro e offrire con gioia ogni momento della nostra vita, rendendola un dono d’amore per le persone che ci circondano.

L’esortazione del Papa è puntuale. Tocca le nostre stesse vite come gli ex allievi di Don Bosco.

Ci viene in mente il sermone di Don Bosco che ha toccato i cuori di Domenico Savio e dei suoi ragazzi il 2 ottobre 1854. Conteneva tre punti: tutti possono diventare santi, è facile diventare un santo e la santità consiste nell’essere allegri. Possiamo vedere molte somiglianze tra la chiamata del Papa e la chiamata del nostro Padre Don Bosco.

Vorrei indicarne tre.

1. Santità significa essere se stessi

Papa Francesco ci offre molti esempi di vita santa attraverso l’Esortazione: Santa Teresa di Lisieux, la carmelitana francese, che ha trovato la santità nel fare piccoli compiti; Sant’Ignazio di Loyola, il fondatore gesuita che cercava di trovare Dio in tutte le cose; San Filippo Neri, il fondatore degli Oratori che era famoso per il suo senso dell’umorismo. Don Bosco ha tratto ispirazione da tutti questi, in particolare da San Filippo Neri, santo dell’oratorio e modello di vita allegra.

I santi pregano per noi e ci danno esempi di come vivere, ma siamo fatti per essere noi stessi, e ognuno è destinato a “discernere il proprio percorso” e “tirare fuori il meglio di noi stessi”.

Come Thomas Merton ha detto: «Per me essere un santo significa essere me stesso».

San Pietro ci dà in poche parole il modo di farlo: «Ognuno vive secondo la grazia ricevuta, mettendola al servizio degli altri, come buoni amministratori di una grazia multiforme di Dio. Colui che parla, fa come nelle parole di Dio, colui che esercita un ufficio, lo fa con l’energia ricevuta da Dio, affinché in tutto Dio possa essere glorificato per mezzo di Gesù Cristo» (I Pietro 4, 10-11).

2. La vita di tutti i giorni può portare alla santità

Tutto ciò che dobbiamo fare è “vivere le nostre vite in amore” e “rendere testimonianza” a Dio in tutto quello che facciamo. Inoltre non deve significare grandi azioni drammatiche.

Il Papa vede la santità nelle occupazioni quotidiane: nei genitori che formano i loro figli con amore, in uomini e donne che lavorano per por-tare il pane a casa, in marito e moglie che si prendono cura l’uno dell’altro, nel fare il lavoro onestamente e con competenza e offrendo tempo nel servizio ai vicini, insegnamento dei figli o dei nipoti con passione per conoscere e seguire Gesù, come catechista, educatore o volontario, diventando un segno visibile dell’amore di Dio e della sua presenza a coloro che ci circondano; a casa, in viaggio, al lavoro, in chiesa, in qualsiasi momento e in qualsiasi stato di vita, andare al mercato, ascoltare il figlio a casa, passare il tempo in preghiera, partecipare alla Messa domenicale, ricevere la comunione, fare confessione, rosario in preghiera, sulla strada per la chiesa vedendo un povero bisognoso, fermandosi a parlare con lui e dandogli qualcosa ecc.

Non dobbiamo “svenire dal rapimento mistico”, per essere un santo o andare in giro con “gli occhi abbassati”. Né dobbiamo allontanarci dalle altre persone.

Quando Domenico Savio andava in giro con faccia seria e facendo molti sacrifici per diventare santo, Don Bosco gli ricordava: «Qui la santità consiste nell’essere allegri». L’allegria richiede equilibrio tra azione e contemplazione e non farsi coinvolgere dalla “corsa al successo”; correre da una cosa all’altra.

3. Sii gentile e misericordioso

Se riesci a vedere la tua vita come una “missione”, allora ti rendi presto conto che puoi semplicemente essere amorevole e gentile verso la santità. Le beatitudini evangeliche, il cuore della riflessione, sono proposte come un modello positivo di santità che consiste nel seguire il percorso “alla luce del Maestro”. Pazienza, mansuetudine, umorismo, audacia e fervore, vita insieme e preghiera costante sono descritti come alcune delle caratteristiche della santità nel mondo di oggi.

Riceviamo i consigli pratici di papa Francesco per vivere una vita di santità: non spettegolare, smettere di giudicare e, cosa più importante, smettere di essere crudele. Ciò vale anche per le azioni on-line, dal momento che si possono dire cose che sarebbero inaccettabili nel discorso pubblico, ove le persone cercano di compensare il proprio malcontento dando la caccia agli altri. Nel pretendere di sostenere altri comandamenti ignorano completamente l’ottavo, che proibisce di falsificare la testimonianza o mentire e denigrare spietatamente gli altri.

È qui che si possono vedere le parole di Don Bosco ai suoi ragazzi: «Crescendo come buoni cristiani e cittadini onesti».

Seguendo le beatitudini, un ritratto del nostro stesso Signore Gesù, siamo chiamati ad essere poveri nello spirito, miti, operatori di pace, fame e sete di giustizia e così via. La misericordia, uno dei temi centrali del suo papato, ha due aspetti: servire gli altri e anche perdonare e comprendere. Il riassunto complessivo della santità di papa Francesco si basa sulla beatitudine: “Vedere e agire con misericordia”.

Quindi, miei cari amici, invito tutti in questo momento della nostra vita, ciascuno di noi, a riflettere: come abbiamo risposto finora alla chiamata di Dio alla santità? Voglio diventare un po’ più umano? Per essere un ex allievo migliore di Don Bosco? Andiamo coraggiosamente avanti su questa via di santità! Dio ti benedica!

Fr. Jayapalan Sdb
Delegato mondiale

Torino Valdocco, 24 maggio 2018

By |2018-10-02T00:10:52+00:00luglio 16th, 2018|Categories: Exallievi|Tags: , |Commenti disabilitati su Chiamati ad essere santi

Exallievi ed Exallieve di Don Bosco
FEDERAZIONE ISPETTORIALE PUGLIESE

Contatti >   –   Credits >

Breaking News