UNIONE DI BARI

“Stefano Speranza”

Via Martiri d’Otranto 65 – Istituto Salesiano “Redentore” – 70123 Bari
Presidente

MASSIMO MAIORANO

Vice Presidente Vicario

MICHELE GRANDOLFO

Delegato
DON GIUSEPPE RUPPI

L’Unione di Bari è intitolata all’Exallievo di Don Bosco

STEFANO SPERANZA

(5/7/1950 – 19/6/1986)

Stefano Speranza nasce a Bari il 5 luglio 1950 da una famiglia semplice. Il papà, Leonardo, è un sottufficiale dell’Esercito decorato al valor militare per i fatti d’arme in Africa; la mamma Beatrice è insegnante di scuola elementare e catechista presso la Comunità parrocchiale di Santa Maria del Monte Carmelo.

Stefano, cresciuto in un ambiente dai profondi valori etici e religiosi, già da piccolo manifesta una sensibilità e attenzione verso il prossimo, in particolare a chi è in più in difficoltà. Frequenta la Scuola Media «Giovanni Pascoli» e si iscrive al Liceo Scientifico «Scacchi»; incomincia a frequentare l’Oratorio “Redentore” di Bari, dove fa parte del gruppo “Don Bosco” quando nell’oratorio c’erano gruppi associativi suddivisi per fasce di età e di cammino: San Domenico Savio, San Luigi, SS. Sacramento, Immacolata, Aspiranti, Effettivi…

Successivamente transita nel gruppo Giovani Exallievi Oratoriani, di cui ne diventa Presidente dell’Unione. Questo tipo di esperienza lo porta a rafforzare la propria dimensione di fede e a rendersi partecipe dei bisogni altrui: laddove c’era un ragazzo in difficoltà, lui era pronto ad agire. Le sue opere di carità non hanno limiti: volentieri si reca presso le case di riposo o negli ospedali a far visita ai sofferenti, ai piccoli, agli anziani.

Durante la permanenza in oratorio collabora alla realizzazione di cineforum, alla redazione della rivista “Dimensioni X 2”, a organizzare momenti culturali e teatrali particolari e, non ultimo, si dedica all’animazione di gruppi giovanili dietro la valida guida di Don Tommaso De Mitri direttore dell’oratorio.

Forte del carisma educativo di Don Bosco, presta la sua collaborazione, quale animatore del gruppo di giovani di Azione Cattolica, anche a livello diocesano e partecipa a corsi di formazione e campi estivi.

Al termine degli studi liceali, si iscrive alla Facoltà di ingegneria presso l’Università degli Studi di Bari, completandone il percorso di laurea nel 1975, nonostante una grave sclerosi multipla a placche lo avesse colpito, costringendolo a grandi sforzi fisici ed esistenziali con la perdita graduale dell’autonomia fisica.

Durante gli studi universitari, la Facoltà di ingegneria, riconoscendone le ottime qualità, gli affida incarichi di valutazione e sopralluoghi presso alcuni insediamenti rupestri in agro della Provincia di Bari e negli anni ‘70 una equipe di studenti della facoltà guidata da Stefano Speranza, esegue un sopralluogo nell’insediamento rupestre di Balsignano nei pressi di Modugno e al termine visita la Torre di Castiglione in Conversano.

Nel 1978 si trasferisce a Taranto dove, agli inizi degli anni ‘80, nonostante la salute cagionevole, svolge la professione di ingegnere, presso l’impresa «Edilizia Fasano», partecipando alla realizzazione di diversi progetti, di cui ancora oggi si ha traccia. Nel 1981 contrae matrimonio presso la Parrocchia salesiana San Giovanni Bosco di Taranto dove la moglie era catechista.

S. E. Mons. Guglielmo Motolese, Arcivescovo Metropolita di Taranto incontra Stefano a casa sua, ormai infermo. Purtroppo la malattia avanza ed è costretto a diversi ricoveri ospedalieri: per alcuni mesi sarà a Bari nel 1985, per poi ritornarci nella primavera del 1986. A giugno viene dimesso dal policlinico perché non c’era più nulla da fare per via delle gravissime condizioni di salute e viene trasferito a casa del papà a Bari. Il suo fisico non regge più e il 19 giugno 1986 rende l’ultimo respiro.

La malattia si è manifestata nel 1969/1970, ma già da piccolo avvertiva dei segni premonitori come la mancanza di sensibilità alle dita delle mani.

Ritornando al periodo della sua giovinezza, a Bari, non si possono dimenticare le sue «imprese coraggiose»: siamo negli anni della contestazione studentesca, il “’68”. Sorge il movimento studentesco barese e Stefano è stato punto di riferimento per gli studenti del liceo prima, e della facoltà di ingegneria di Bari, dopo.
Pur essendo cattolico e dichiarandosi cattolico apertamente, con equilibrio e saggezza capeggiò i gruppi studenteschi di chiara matrice estremista. Sarebbe molto lungo ricordare tutti gli episodi e gli eventi di quegli anni. Vogliamo ricordare solo due:

  1. Nel ’68, in pieno periodo assembleista, fu eletto all’unanimità, anche dai più «estremisti», presidente dell’organismo dello Scacchi. Fu l’unico organismo rappresentativo degli studenti (all’epoca erano di moda le assemblee spontanee e anarchiche), che funzionò non solo a Bari ma, si pensa, in tutta Italia, con possibili risultati sia per gli studenti che per i docenti;
  2. La grande manifestazione svoltasi nel centro di Bari, nel 1969, i giorni successivi al suicidio di Jan Palach, patriota cecoslovacco, divenuto simbolo della resistenza anti-sovietica del suo Paese (si dette fuoco 16 gennaio 1969 in piazza San Venceslao).

In questa occasione, relatore principale fu Stefano, che parlò per un’ora ad una folla sterminata di giovani. Spiegò, tra la commozione di tutti, che l’ammirazione e il rispetto per il giovane cecoslovacco non potevano portare a condividere la sua scelta del suicidio e come la violenza andava superata con il dialogo. Fu apprezzato da una platea a stragrande maggioranza, lontana dal suo credo politico e religioso.

Ancora oggi, non ci spieghiamo e non comprendiamo come fece a farsi accettare da tutti.

Nel 1986 la Federazione Italiana Exallievi/e di Don Bosco, lo insignì Distintivo d’Oro, per tutte le sue qualità umane e di profonda fede.

Nel 2011 gli amici e conoscenti organizzarono la Commemorazione del 25° Anniversario della sua scomparsa e successivamente l’Unione di Bari ha voluto rendere omaggio alla sua memoria dedicandogli il titolo dell’Unione.

Inoltre ha messo in atto diverse iniziative per far conoscere la vita eroica di Stefano Speranza, tra cui ha:

  • istituito una Borsa di Studio il cui destinatario è un oratoriano che si sia distinto per le sue qualità, all’interno dell’oratorio;
  • celebrato una commemorazione a livello cittadino presso l’Istituto Salesiano «Redentore»;
  • instaurato le pratiche necessarie per l’apertura del processo di Venerabilità.

A Stefano Speranza sarà intitolata una strada di Bari nei pressi della Casa salesiana “Redentore”.

Stefano Speranza

Motivazione della borsa di studio “Stefano Speranza”

L’urgenza di educare alla Vita Buona del Vangelo, la passione educativa di Don Bosco, la volontà di ricordare l’Exallievo Stefano Speranza e la necessità di aiutare i ragazzi e giovani particolarmente meritevoli che frequentano l’Oratorio Centro Giovanile Salesiano di Bari mostrando eccellenze nell’impegnarsi a vivere come buoni cristiani ed onesti cittadini sull’esempio di San Domenico Savio, ci stimola a bandire un concorso che permetterà al giovane oratoriano meritevole, di aggiudicarsi una borsa di studio dedicata a “Stefano Speranza”. Poiché il motto di vita di Domenico Savio, leader e santo, è: “Noi facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nel compiere bene i propri doveri”. Il Concorso vuole promuovere l’educazione ad uno stile di vita cristiano alto (Santo) e quindi felice che si fondi sulla responsabilità gioiosa e consapevole dei propri doveri, primi tra tutti lo studio.