Descrizione Progetto

20 APRILE DIES NATALIS DEL SERVO DI DIO DON TONINO BELLO (1993)

Domani 20 aprile ricorre il XXVIII anniversario del “dies natalis” di don Tonino Bello.

Molti di voi sanno quanto nella mia vita sacerdotale mi sia ispirato a questo “santo” vescovo. Ho letto tutto e non mi stanco di rileggerlo per una dinamica di quella nuova evangelizzazione che ritengo indispensabile oggi, ancora di più, vista la pandemia e quello che ci attende.

Di don Tonino si è detto molto. Io non voglio che si ripetano le sue frasi come quelli che si fregiano di un titolo di conoscenza.

Sebbene la profeticità dei suoi testi sia inequivocabile, ritengo che sia giunto il tempo di quell’attualizzazione pastorale proprio a partire da quanto ha scritto e detto.

I tre testi che ho scritto qualche anno fa vanno in questa direzione. Ve li ripropongo. Sarebbe stupendo rileggerli e confrontarsi. Nell’intreccio tra Don Tonino e papa Francesco c’è quel mondo straordinario che siamo chiamati a realizzare per essere una “Chiesa di schiodati e schiodanti” dove anche i lontani non sono assenti, ma semplicemente meno accorti e che vanno coinvolti.

E’ proprio quel voler bene a tutti che dobbiamo realizzare sulla spinta di chi, come don Tonino ha dato tutto fino alla fine.

A venticinque anni dalla morte di don Tonino Bello, in un immaginario incontro che lo vede protagonista insieme a papa Francesco, questo libro rivela come la svolta dell’evangelizzazione abbia radici profonde nella profeticità degli scritti del vescovo pugliese che oggi sono proposti con parresia da chi è venuto dalla fine del mondo. Il testo, agile e scorrevole, è utile per tutti: per chi s’imbatte per la prima volta nei testi del “don”, per chi lo ha già conosciuto, per la catechesi, per i campi-scuola di giovani, ragazzi e adulti e per tutti coloro che non si sono stancati di sognare e di credere che il Vangelo è proprio una bella notizia.

La figura di don Tonino Bello, verso la santità, presentata attraverso la dottrina pastorale di Papa Francesco. Il testo intende condurre i lettori alla conoscenza non solo dei testi dell’amato pastore pugliese che è riuscito a scalfire anche il cuore dei lontani, ma soprattutto a “motivare” i giovani della società dell’indifferenza e della globalizzazione a rinnovarsi partendo dagli input contenuti nell’ultima Esortazione Apostolica di papa Francesco sulla santità. Don Tonino Bello non è “passato di moda” e non è un “santino” trovabile tra le bancarelle. Lui è la faccia concreta di quelli “schiodanti” che sono i testimoni della risurrezione dei nostri giorni, e che hanno un volto giovane e inossidabile.

Antonio Ruccia, conquistato dall’esempio di don Tonino Bello, vuole una Chiesa che sconfigge le sonnolenze e combatte le dis-missioni di persone e di comunità. Non si può mai dire: «La Missione è finita». Abbiamo bisogno di persone affascinate da Gesù, missionari senza confini. Abbiamo bisogno di una Chiesa «estroversa, protesa, non avviluppata dentro di sé», a cui papa Francesco ha aggiunto: «contempl-attiva, innamorata di Dio e appassionata dell’uomo», riprendendo proprio le parole di Tonino Bello.

È la proposta di una nuova pastorale per tutti i cristiani, espressa con un linguaggio provocatorio, spiazzante, che costringe a riflettere e non permette alcun «non tocca a me!». Le parole di don Ruccia vanno di pari passo con quelle di don Tonino Bello, scelte dagli interventi più illuminanti, provocanti e pungenti – ma anche appassionati e gonfi di tenerezza – del vescovo salentino.

Antonio (don) Ruccia