LA PERSONALITÀ MORALE DELL’EXALLIEVO E DELL’EXALLIEVA DI DON BOSCO
2017
Don Gianni Russo
Delegato della Federazione Italiana Exallievi/e di Don Bosco
1. Superare le logiche del mondo
La personalità morale di un soggetto indica la consapevolezza che ha della sua dignità e del suo compito nella società. Per un credente, poi, Gesù Cristo è il nostro modello e il nostro punto di riferimento in ogni comportamento. Sappiamo che per conformarci a Cristo dobbiamo superare le logiche della carne e del mondo e vivere la nostra vocazione e il nostro progetto di santità.
Alla scuola di Don Bosco abbiamo imparato che la santità è possibile e consiste in uno stile di vita allegro – perché pienamente fiducioso nell’amore del Padre e nelle risorse dei sacramenti – e nell’esatta osservanza dei nostri doveri. Così diventiamo “figli della luce” (Ef 5,8), chiamati a dare nella società la bella testimonianza della nostra fede, presentandoci, come voleva Don Bosco, “buoni cristiani e onesti cittadini”.

L’Exallievo/a di Don Bosco sa che la sua “profezia” di Cristo nella società è tutto, ed è qui che gioca tutta la sua libertà. Don Bosco ha voluto i suoi figli persone aperte e schiette, chiare nelle convinzioni morali, capaci di libertà responsabile, vigili e consapevoli che il Maligno può distoglierci dal bene dell’amore autentico.

2. Le Logiche di “dominio” sugli altri
Le logiche del mondo non ci appartengono: sono logiche di affermazione di sé a tutti i costi, prevaricando sugli altri. Ai figli di Don Bosco appartengono le logiche del loro padre e maestro: affabilità e bontà e un cuore magnanimo. Lo stile grossolano, aggressivo, risentito non possono caratterizzare coloro che sono cresciuti alla scuola di un santo.

Nella società di oggi ciò che conta è affermarsi, nel senso di imporsi sugli altri. Lo si fa in tutti i modi, soprattutto con le “alleanze”, anche le più basse, costruite attorno alle colazioni di lavoro, pianificando chi abbattere, per portare avanti programmi esclusivistici e non di bene comune. Questo non può appartenere agli Exallievi e alle Exallieve, non ci si può coalizzare per annullare la diversità di opinione, per difendere interessi particolari a discapito del bene dell’associazione. Qua e là si notano atteggiamenti di “disinvoltura morale” per farsi strada. Cosa c’entrano queste logiche con Gesù Cristo e con Don Bosco?

3. Dominio e “poltrone”
La politica oggi è spesso impostata sulla spartizione del potere e quindi sulla assegnazione delle “poltrone”. Una logica che mai potrà sposarsi con i figli e le figlie di Don Bosco.
Il governo e l’amministrazione della cosa pubblica, sia a livello civile che ecclesiale, ha niente a che fare con il potere. Il cristiano segue lo stile del servizio e dell’offerta generosa e sacrificata di sé per il bene della collettività. E come associazione esistiamo non per un nostalgico e infantile ricordo dell’educazione ricevuta, ma per essere educatori maturi di altri giovani e testimoni nella società dei valori del Vangelo.
“L’educazione ricevuta in passato non può rimanere solo un ricordo, ma si deve trasformare in una forza che trascina l’Exallievo e quindi tutta la Famiglia Salesiana ad incidere nel mondo per trasformarlo e renderlo più umano” (Don Ángel Fernández Artime, 29 ottobre 2016).
Ho più volte sottolineato che non mancano Exallievi/e che sembrano troppo attaccati alle “poltrone”. Ancor oggi si notano Unioni o intere Ispettorie che soffrono a motivo dell’ostinato attaccamento alla poltrona da parte di persone in ruolo, che non sanno fare un passo indietro anche di fronte all’evidenza del tutto fermo.
La ricerca del proprio “successo” in associazione e il culto della persona “spengono lo Spirito” (cf 1 Ts 5,19). Il Regolamento ricorda che ogni carica è per il “servizio” e non per il potere: “Le cariche elettive e le prestazioni, ai vari livelli associativi, sono un servizio che l’Exallievo/a svolge con spirito di famiglia, gratuitamente e con senso di responsabilità” (art. 8).
Non sono poi indifferenti alcuni atteggiamenti morali, presenti anche in chi, dall’alto di una carica, dovrebbe essere di esempio ai più giovani (Gex), alle Unioni. Si notano ancora, infatti, personalità litigiose, persistenti nell’aggressività, suscettibili e permalose, risentite e rancorose, che mancano di rispetto con le parole, che si lamentano di tutto e di tutti, tranne che di sé stessi. Per non parlare di chi non è trasparente nel rendere conto dal punto di vista amministrativo, lasciando sospesa la rendicontazione per anni, e chi, in ruolo, lascia passare situazioni di questo genere.
I figli di Don Bosco non possono essere così, ma vogliono realizzare quanto il padre continua a ricordare: “Sono certo che continuerete ad essere la consolazione di Don Bosco” (MB XVII, 173).

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Di Don Gianni Russo, sdb
Delegato della Federazione Italiana Exallievi/e di Don Bosco
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Inserimento2 Gennaio 2018
Aggiornamento15 Aprile 2019
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