ADDIO SIGNOR GIANNANDREA

Nella notte di oggi il Signor Andrea Giannandrea, Salesiano Coadiutore, è tornato alla Casa del Padre.

Gli Exallievi e le Exallieve di Don Bosco dell’Unione di Corigliano d’Otranto pregano il Signore affinché lo accolga nella Sua Casa Celeste, tra le braccia di Maria Ausiliatrice, a fianco di Don Bosco e dei Santi della Famiglia Salesiana. Le nostre condoglianze ai suoi confratelli salesiani, ai familiari, parenti, amici e a quanti piangono la sua dipartita.

Il Signor Andrea è giunto a Corigliano d’Otranto nell’anno 1959 per rimanervi fino al 1963 e successivamente dal 1978 al 2012: oltre 38 lunghissimi anni.

Lo ringraziamo per il servizio reso alla nostra Comunità con umiltà, soprattutto ai giovani e agli adolescenti e per il suo amore verso di essa. Lo ricordiamo per la sua mitezza e il forte attaccamento alla congregazione e ai valori salesiani.

Il Presidente dell’Unione

Angelo Fontanarosa

LETTERA DELL’ISPETTORE DON ANGELO SANTORSOLA AI AI SUOI CONFRATELLI

Carissimi confratelli,

poche ore fa vi è stata annunciata l’improvvisa scomparsa del carissimo Sig. Andrea Giannandrea, salesiano coadiutore di anni 87 e 62 di professione religiosa.

La notizia mi è giunta questa mattina dal caro Don Pasquale Martino tramite un messaggio, visto che mi trovo in Albania per l’insediamento del primo parroco salesiano nella nuova missione di Lushnje.

Non vi nascondo che leggendo il messaggio ho sentito un dolore grande e mi sono commosso tanto pensando al caro Giannandrea al quale ero davvero molto affezionato.

Lo avevo visto non molte settimane fa e, come sempre, salutandolo ho ricevuto tanta ricchezza di spiritualità salesiana che mi ha riempito il cuore di gioia e gratitudine. Per me Giannandrea era un “santo della porta accanto”.

Il suo sguardo e il suo volto erano la migliore spiegazione della “gioia e ottimismo” salesiano, dello “spirito di famiglia” e dell’unione con Dio nel quotidiano. Se dovessi definire la semplicità evangelica direi… Giannandrea! Se dovessi spiegare lo spirito di pietà direi… Giannandrea! Se dovessi indicare un modello di “lavoro e temperanza” direi… Giannandrea! Incontrare i suoi occhi, era “tuffarsi” nello sguardo di Dio e sentirsi profondamente amato. Il suo volto ti metteva subito a tuo agio e ti faceva sentire “a casa”! Giannandrea viveva un’allegria quotidiana autentica che nasceva da una gioia profonda, da un cuore in pace con Dio e con gli uomini. La sua gioia aveva la sua radice nella “Buona Novella” di Gesù di cui il salesiano è annunciatore. Andrea ha predicato con la vita questa verità: non solo è stato allegro, ma è stato comunicatore di gioia e di festa. La sua gioia era diffusiva, contagiosa, aveva bisogno di espandersi, di diventare festa che coinvolgeva chi lo avvicinava. Me lo immagino in casa Trinità, preparando qualcosa di bello per Don Bosco che ha sempre amato, incarnando pienamente il suo carisma nel quotidiano. Pensando a tutta la sua vita, non mi è difficile affermare che è la migliore sintesi di cosa vuol dire essere “mistici nello spirito, profeti di fraternità e servi dei giovani”. Giannandrea ha sempre amato Corigliano d’Otranto dove ha trascorso una parte importante della sua vita. Ogni volta che gli parlavo di Corigliano e di quanto fanno i laici nel continuare il carisma salesiano, i suoi occhi brillavano ancora di più di gioia e con commozione cominciava a ricordare quanto aveva vissuto con i coriglianesi.

Gli ultimi tempi vissuti a Salerno, certamente lo hanno visto sacrificato rispetto a come viveva prima, ma mai, mai, mai, una parola di lamentela è affiorata sulle sue labbra. Quando gli chiedevo come lo trattavano le suore e come si trovava, illuminando tutto il suo volto, mi rispondeva sempre: “Non mi manca niente, sono trattato come un re e le suore sono dei veri angeli!”

Grazie, Signore, perché ce lo hai donato e perché in lui ci hai ricordato che il Regno è dei piccoli e che i migliori “maestri” di vita sono i testimoni della “Buona notizia” nel quotidiano. Grazie, Giannandrea, per quello che sei stato per me e per tutti i confratelli che ti hanno incontrato. Gli ho voluto bene, gli voglio bene e gli vorrò sempre bene!

Un Grazie immenso alla comunità di Salerno per essergli stata sempre vicino e in particolare alle straordinarie suore che con la loro amabilità, la loro maternità, lo hanno fatto sentire bene fino al suo ultimo respiro.

Chiediamo, insieme, al Signore che ci ricordi spesso il cuore evangelico di Giannandrea perché possiamo imitarlo. Preghiamolo perché ci doni nuove e sante vocazioni.

Un abbraccio a tutti

Vostro Don Angelo

SALUTO DEL SIGNOR CARLO BLAGHO

Giannandrea ha lasciato questa terra in punta di piedi. Ha attraversato la sua vita come uno che non voleva farsi notare.

Era molto taciturno, ascoltava in silenzio e, il silenzio, che la campagna gli offriva era suo amico.

Spesso lo si trovava assorto in muta preghiera davanti alla meravigliosa fioritura del creato: la terra, le piante, gli ortaggi, i frutti, i fiori e i volti della gente hanno nutrito di gratitudine i suoi giorni.

Dentro il cuore era germogliato un misterioso giardino di bontà, di umiltà, di appassionata vibrazione spirituale che lo spingeva a lodare il Signore della vita.

Ci ha lasciato una scia spirituale che può convenire a tutti noi. Dalla profondità dell’eternità ci sussurra: siate umili, siate sempre umili.

Carlo Blagho

Salesiano Coadiutore