Carlo Gastini nacque a Torino il 23 gennaio 1830, fu battezzato il giorno 25 nella parrocchia di San Dalmazio e morì il 28 gennaio 1902.

Incontro tra Don Bosco e Carlo Gastini

Don Bosco entrò un giorno in una barberia di Torino per farsi radere la barba. Colà egli trovò un ragazzetto che vi faceva l’apprendista, e secondo il suo solito gli volse tosto la parola per guadagnarlo al suo Oratorio festivo.

Come ti chiami, caro mio?
– Mi chiamo Carlino Gastini.
– Hai ancora i tuoi genitori?
– Ho solamente più la madre.
– Quanti anni hai?
– Undici.
– Hai già fatta la tua prima Comunione?
– Non ancora.
– Vai al Catechismo?
– Quando posso ci vado sempre.
– Oh! bravo, bravino! Ora in paga voglio che tu mi faccia la barba.
– Per carità, disse allora il padrone, non si arrischi, signor Teologo, perché questo ragazzo è da poco tempo che impara, ed è appena capace a radere la barba ai cani.
– Non importa, signor mio, rispose Don Bosco: se il garzoncello non fa la prova, non imparerà mai.
– La mi scusi, mio reverendo; la prova, se occorre, gliela farò fare sulla barba di un altro, ma non su quella di un Prete.

– Oh! bella! la barba mia è forse più preziosa che quella di un altro? Non si affanni dunque, signor barbiere; e qui svelato il suo nome, la mia barba, soggiunse, è barba di Bosco: purché il suo apprendista non mi tagli il naso, il resto non cale.

Fu quindi giuoco forza che il piccolo barbiere si accingesse all’operazione. Non occorre il dire che sotto quelle mani inesperte e tremanti il povero Don Bosco dovette ridere e piangere ad un tempo; ma lasciò fare intrepidamente. Finito il compito – Non c’è malaccio –, disse al fanciullo il paziente Sacerdote, – Non c’è malaccio; poco per volta, e tu diventerai un famoso barbiere -. Egli s’intrattenne ancora alquanto con lui, lo invitò all’Oratorio per la Domenica veniente, e il fanciulletto glielo promise di cuore.

(Memorie Biografiche di Don Giovanni Bosco, Vol. 3, 343-344)

Don Bosco pagò e andò via con il viso che gli bruciava ma contento di essersi guadagnato l’affetto di un nuovo ragazzo. Carluccio mantenne la parola e la Domenica successiva andò nell’oratorio di Don Bosco.

L’episodio delle “chiccarette” da caffè

Per tutta la vita, Carlo Gastini rimase amico e collaboratore stretto di Don Bosco; per molti anni fu il responsabile del laboratorio di legatoria e animò il teatro di Valdocco. Fu sempre disponibile a sostenere Don Bosco nel suo lavoro con i giovani.

Il 24 giugno 1870 Carlo Gastini e un gruppo dei primi exallievi di Valdocco andarono da Don Bosco per fargli gli auguri nel giorno del suo onomastico e gli portarono in dono delle tazzine da caffè come segno di riconoscenza per l’educazione e l’amore ricevuti. Fu in quell’occasione che Don Bosco parlò per la prima volta ai suoi ragazzi come “Exallievi” e da quel primo gruppo sorse e si diffuse un movimento oggi vastissimo e presente in tutto il mondo.

Carlo Gastini e i suoi sodali facevano parte dei più antichi allievi dell’Oratorio, quelli che nei primi tempi dell’opera di Don Bosco avevano potuto godere, più degli altri, della formazione spirituale e dell’affetto di Don Bosco.