Vi dono il cuore e l’anima mia – Exallievi ed Exallieve di Don Bosco
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Vi dono il cuore e l’anima mia

di Don Enrico Peretti

//Vi dono il cuore e l’anima mia

Vi dono il cuore e l’anima mia

“Una mamma pensa alla salute dei figli educandoli anche ad affrontare le difficoltà della vita. Non si educa, non si cura la salute evitando i problemi, come se la vita fosse un’autostrada senza ostacoli. La mamma aiuta i figli a guardare con realismo i problemi della vita e a non perdersi in essi, ma ad affrontarli con coraggio, a non essere deboli, e a saperli superare, in un sano equilibrio che una madre “sente” tra gli ambiti di sicurezza e le zone di rischio […]. Maria ha vissuto molti momenti non facili nella sua vita, dalla nascita di Gesù, quando “per loro non c’era posto nell’alloggio” (Lc 2,7), fino al Calvario (cfr Gv 19,25). E come una buona madre ci è vicina, perché non perdiamo mai il coraggio di fronte alle avversità della vita, di fronte alla nostra debolezza, di fronte ai nostri peccati: ci dà forza, ci indica il cammino di suo Figlio. Gesù dalla croce dice a Maria, indicando Giovanni: “Donna, ecco tuo figlio!” e a Giovanni: “Ecco tua madre!” (Papa Francesco Preghiera del Rosario, 4 maggio 2013).

In compagnia dei tanti cristiani santi e martiri che qui alle catacombe di San Callisto sono sepolti, ho recitato ieri il Rosario camminando nei viali. Nell’aria fresca dopo la giornata calda il tempo sembrava darmi un rifugio di serenità. Ho chiamato Maria a camminare con me nella recita dei misteri dolorosi della vita di Gesù. Mi sono chiesto come ha fatto Maria a sopportare il dolore tragico di vedere morire (e in che modo!) il figlio suo.

In realtà ho sempre pensato che tra la madre Maria e il figlio Gesù ci sia sempre stata una condivisione assoluta, che Maria vivesse in dialogo continuo con Lui. E sono convinto che tra le prime apparizioni di risorto Gesù abbia voluto incontrare sua madre Maria. Mi sembrerebbe ingiusto che non fosse stato così. Se sul Calvario due erano le croci, quella cui era appeso Gesù e quella incisa sul cuore di sua madre, la resurrezione doveva essere altrettanto condivisa.

Per questo noi recitiamo il rosario: per condividere la vita di Gesù in compagnia di Maria, dalla nascita senza una casa alla gloria della resurrezione, dalla fuga in Egitto per timore di Erode (quanti anche oggi con altro nome!), al dono dello Spirito che la costituisce madre della Chiesa e guida di ciascuno “… adesso e nell’ora della nostra morte”. Non ci sfugga allora la necessità di vivere nella Chiesa in confidenza con Maria.

Il mese di maggio nasce dall’esperienza degli innamorati che nel tempo del fiorire di primavera si scambiano fiori e segni di affetto. Nella devozione cristiana si trasformano in “fioretti” da offrire a Maria, come gesto d’amore e di riconoscenza filiale. Il rosario è un mazzetto di fiori che raccogliamo con Maria nella vita sua e di Gesù per far crescere la nostra. Maria ci accompagna come Madre della Chiesa e nostra e si propone come guida ed esempio. Spesso ricorriamo a Lei perché le fatiche della vita ci sembrano pesanti. Ma una madre che vuole il bene dei suoi figli non toglie le fatiche della vita ma insegna a portarle.

C’è una indicazione forte per le nostre famiglie e per l’educazione dei nostri ragazzi che papa Francesco ci invita a cogliere nell’esempio di Maria: Non si educa, non si cura la salute evitando i problemi, come se la vita fosse un’autostrada senza ostacoli. La mamma aiuta i figli a guardare con realismo i problemi della vita e a non perdersi in essi, ma ad affrontarli con coraggio, a non essere deboli, e a saperli superare, in un sano equilibrio che una madre “sente” tra gli ambiti di sicurezza e le zone di rischio […].

Nel mese di maggio il nostro cuore salesiano ci suggerisca come aiutare i nostri figli a vivere la vita in maniera serena e forte, capace di affrontare le avversità e le sfide della formazione all’età adulta, alla responsabilità per il bene comune. Stiamo crescendo forse figli troppo fragili o senza capacità di conoscere e sentire il dolore degli altri. Maria ci insegna ad ascoltare il dolore di tutti portando la croce con Gesù e attendendo la Pentecoste con la piccola e paurosa comunità degli apostoli: “… come una buona madre ci è vicina, perché non perdiamo mai il coraggio di fronte alle avversità della vita, di fronte alla nostra debolezza, di fronte ai nostri peccati: ci dà forza, ci indica il cammino di suo Figlio […]”. È un rapporto affettuoso di figli con la propria mamma. Ce lo insegna anche don Bosco come ricorda don Rua nel processo di beatificazione: “A Maria ricorreva … nelle sue necessità spirituali e temporali … ben sovente accadeva che parlando di lei si commuovesse fino alle lacrime, eccitando generale commozione nei suoi uditori”.

Il mese di maggio è quindi il mese in cui risvegliare gli affetti della nostra fede che non è solo appello alla ragione e alla vita morale, ma una esperienza vitale che coinvolge le scelte di ciascuno e il cuore e i sentimenti fino alla ragione e ai comportamenti.

Un augurio quindi: che la fede con l’aiuto di Maria trovi senso e dia risposte anche alle domande del cuore, ci apra alla visione del mondo con il cuore di Dio che è Padre, sotto la guida della Maestra cui Gesù affidò Giovannino nel sogno dei nove anni. Sia così per sempre, adesso e nell’ora della nostra morte.

Vi invito a ricordarci tutti ogni giorno con un’Ave Maria.

By |2018-05-13T19:58:09+00:00maggio 13th, 2018|Exallievi|Commenti disabilitati su Vi dono il cuore e l’anima mia
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