Statuto della Confederazione Mondiale – Exallievi ed Exallieve di Don Bosco
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Statuto della Confederazione Mondiale

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Statuto della Confederazione Mondiale 2018-01-15T13:28:44+00:00
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Statuto della Confederazione Mondiale Exallievi/e di Don Bosco ...

Confederazione Mondiale Exallievi ed Exallieve di Don Bosco

STATUTO
DELLA CONFEDERAZIONE MONDIALE DEGLI EXALLIEVI ED EXALLIEVE DI DON BOSCO
Roma, 5 dicembre 2015
Præit ac tuetur
Ci precede e ci protegge
Presentazione
Carissimi Exallievi ed Exallieve,
scrivo a voi nel giorno della memoria del Beato Filippo Rinaldi. Un uomo aperto alle cose nuove, in grado di saper leggere i bisogni delle persone e della società. Egli aveva una particolare attenzione alla promozione del laicato.
Don Rinaldi ha scoperto il valore dell’associazionismo per promuovere il laicato ancora molto subordinato al clericalismo. È stato lui a regolare la Federazione. A volerla non ridotta a un piccolo nucleo embrionale e limitato, inorganico e puramente sentimentale, ma forza viva e operante con fini concreti e obiettivi chiari.
La fondazione dell’Associazione, come tale, è stata opera di Don Rinaldi, che le diede forma giuridica nell’anno 1911. Ora, nel contesto del Bicentenario della nascita di Don Bosco, io stesso ho la gioia di presentarvi lo Statuto definitivo della Confederazione Mondiale degli Exallievi. Penso che si tratti di una coincidenza provvidenziale e assai significativa, perché ci permette di guardare al passato per sapere qual è stata la finalità originale, e di affrontare il presente e il futuro per discernere che cosa si attende Dio da questa Associazione. Quello che importa è una fedeltà creativa e dinamica, all’ispirazione originale di San Giovanni Bosco e del Beato Filippo Rinaldi e alla situazione odierna del Mondo e della Chiesa.
Lo Statuto è stato il frutto di un lungo cammino di lavoro di tutta la Confederazione Mondiale, che si è concluso nella “V Assemblea Mondiale Elettiva Statutaria”, svoltasi a Roma dal 3 ottobre al 6 ottobre 2015. Cioè, dopo sei anni di approvazione ad experimentum, l’Associazione ha studiato e vissuto lo Statuto che è stato approvato definitivamente nella menzionata assise. Adesso inizia una nuova primavera, che farà fiorire abbondantemente l’identità e la missione degli Exallievi all’interno della Famiglia Salesiana, nella Chiesa e nel Mondo.
A questo punto voglio mettere in risalto alcuni arricchimenti fatti al documento. Nel capitolo I, sull’“identità e origine” avete introdotto un testo biblico che viene a costituire come la chiave di lettura di tutto il testo dello Statuto: ogni Exallievo è chiamato ad essere “sale della terra e luce del mondo” (Mt 5, 13-14). Inoltre avete introdotto un nuovo capitolo, il II, sull’“Appartenenza, impegno e formazione nell’Associazione”. Si sottolineano tre aspetti nodali per l’Associazione, da cui dipende il presente e il futuro delle Unioni locali, delle Federazioni ispettoriali e nazionali. L’impegno e l’appartenenza li avete elevati e direi solennizzati con una “Preghiera-Promessa dell’Exallievo di Don Bosco” che può essere proclamata dagli associati a livello personale, negli incontri e soprattutto farla pubblicamente quando un exallievo decide di vivere la sua appartenenza all’Associazione come «un progetto di vita, come una scelta o come una missione».
Tra gli Exallievi c’è una pluralità originale da rilevare. L’Associazione e la Confederazione dichiarano la loro appartenenza ecclesiale, ma vi sono membri, a pieno titolo e diritto, di diverse confessioni cristiane, di vario livello per ciò che riguarda l’accoglienza e la pratica della fede, e anche di diverse religioni. Ciò che dà unità all’Associazione e riunisce in comunione tutti i suoi membri è lo stesso Don Bosco, il suo Sistema Educativo e la sua missione.
Carissimi Exallievi ed Exallieve, in questo particolare momento storico, la società, la Chiesa e la Famiglia Salesiana vi chiedono di avere a cuore la difesa e la promozione di quei valori che noi tutti consideriamo “non negoziabili”. Essi rappresentano infatti la garanzia di una vita veramente umana per tutti. Mi riferisco in concreto ai valori della vita, della libertà e della verità.
Voi, inseriti nel tessuto vivo della società, siete chiamati ad essere i difensori di questi valori. In questa missione manifesterete al mondo cosa significhi essere “sale della terra” e “luce del mondo”, vivendo la vostra esistenza di laici guidati da una chiara coscienza morale, svolgendo il vostro lavoro con un’accurata competenza professionale ed esprimendo la vostra apertura al mondo di oggi con un concreto impegno sociale.
Don Bosco vi chiama ancora una volta ad essere “buoni cristiani e onesti cittadini”; a promuovere la dignità umana e l’identità della famiglia; a praticare la solidarietà nell’Associazione e fuori di essa, soprattutto a favore dei giovani più disagiati; ad essere in contatto con i giovani che terminano i processi educativi nelle case salesiane, al fine di invitarli ad inserirsi attivamente nell’Associazione, che li farà sentire sempre “allievi di Don Bosco” ed offrirà loro l’opportunità di una formazione continua e di un’aggregazione concreta per il loro impegno sociale.
A tutti voi vorrei indicare che il dinamismo dell’Associazione degli Exallievi si gioca prima di tutto nelle Unioni locali. Esse sono il campo naturale per l’integrazione, la formazione e l’impegno dei membri dell’Associazione. Perciò è assolutamente necessario che le Unioni locali s’irrobustiscano numericamente e qualitativamente. Abbiano poi un Delegato che le accompagni con costanza e dedizione, secondo un adeguato programma di formazione. Esprimano infine la loro vitalità in iniziative e progetti che risultino significativi nel territorio.
Nell’animazione e governo dell’Associazione non dimenticate di adoperare gli strumenti che i leader e i gerenti idonei sanno usufruire con grande successo, quali: “il piano strategico e il piano operativo annuale” come giustamente viene indicato dal vostro Statuto (art. 21, f).
L’“educazione ricevuta” in passato non può rimanere solo un ricordo, ma si deve trasformare in una forza che trascina l’Exallievo ad incidere nel mondo per trasformarlo e renderlo più umano.
Cari Exallievi ed Exallieve, vi consegno lo Statuto come un dono prezioso, invitandovi a studiarlo e renderlo operativo.

Affido tutti voi, le vostre persone, i vostri cari, i vostri impegni alla cura e alla guida materna di Maria Ausiliatrice!

Con affetto e stima grande, come quella di Don Bosco.
Don Ángel Fernández Artime

Rettore Maggiore

Proemio
«Una cosa però della quale fin d’ora dobbiamo ringraziare grandemente il Signore, e che forma la mia più grande consola zione si è che dovunque vado, ascolto sempre buone notizie di voi: da tutte le parti si parla bene dei miei antichi figliuoli, tutti lo dano questa nostra adunanza, perché è il vero mezzo per ricor dare gli avvisi ed i consigli che io vi davo quando eravate fanciulli. Si, lo ripeto, questo mi dà la più grande consolazione, è l’onore e la gloria dei miei ultimi anni.
Vedo che molti di voi hanno già la testa calva, i capelli incanutiti e la fronte solcata da rughe. Non siete più quei ragazzi che io amavo tanto; ma sento che ora vi amo ancor più di una volta.

Continuate nella buona via che da tanti anni battete, cosicché possiate dirvi contenti di essere venuti qui; Don Bosco sarà pure contento e potrà gloriarsi che quei giovani da lui un giorno tanto amati, ora fatti uomini, hanno saputo conservare e praticare quell’insegnamento che hanno ricevuto dal suo labbro. Voi eravate un piccolo gregge: questo è cresciuto, cresciuto molto, ma si moltiplicherà ancora. Voi sarete luce che risplende in mezzo al mondo, e col vostro esempio insegnerete agli altri come si debba fare il bene e detestare e fuggire il male. Sono certo che voi continuerete a essere la consolazione di Don Bosco. Cari figli miei, che il Signore ci aiuti colla sua grazie cosicché possiamo un giorno trovarci tutti insieme in Paradiso»1

Prefazione
Sappiamo quanto Don Bosco amasse i suoi allievi: terminato il loro curricolo educativo li seguiva, li invitava, li accoglieva, li orientava ancora, li ammoniva se fosse il caso, si preoccupava del loro bene soprattutto spirituale…
«Colla vostra presenza mi assicurate che stan saldi nel vostro cuore quei principi di nostra santa religione che io vi ho insegnati e che questi sono la guida della vostra vita…»2.
In altra occasione, parlando agli Exallievi, disse: «Una cosa più di ogni altra vi raccomando, o miei cari figlioli, ed è questa: dovunque vi troviate, mostratevi sempre buoni cristiani e uomini probi… Molti di voi hanno già famiglia. Ebbene, quell’educazione che voi avete ricevuta nell’oratorio da Don Bosco, partecipatela ai vostri cari»3.
Dal punto di vista pratico, «Don Bosco offriva ai suoi giovani la possibilità di far fruttificare l’“educazione ricevuta” o nel gruppo impegnato degli Exallievi, o nella Pia Unione dei Cooperatori, o nella vita sacerdotale e religiosa, o nella sua Congregazione Salesiana. Ciò che interessa sottolineare era l’importanza che egli dava alla fecondità dell’educazione nell’Oratorio»4.
Come risposta all’amore profondo di Don Bosco, il 24 giugno del 1870, in occasione della ricorrenza di san Giovanni Battista e festa onomastica di Don Bosco, «si riunirono ufficialmente una dozzina di Antichi Allievi; si diedero come capo il simpatico e generoso Carlo Gastini, che considerò sempre l’Oratorio come la sua seconda famiglia; s’impegnarono a cercare un maggior numero di aderenti; nominarono poi una commissione per organizzare meglio in seguito quelle annuali manifestazioni di affetto e di gratitudine»5.
Fra le tante iniziative sorte a contatto diretto con Don Bosco, a beneficio degli antichi allievi, ne ricordiamo una particolarmente significativa. È dell’anno 1878. «Don Bosco propone agli Antichi Allievi una Società di mutuo soccorso per far fronte alle difficoltà: “Fate che questo vantaggio non si limiti solo a voi, ma si estenda a quei giovani di buona condotta che già voi conoscete, o a tutti voi che siete radunati qui”. Carlo Gastini, capo degli antichi allievi, si preoccupò subito dell’organizzazione, servendosi di uno Statuto compilato anni addietro dallo stesso Don Bosco per un’identica istituzione tra i giovani operai»6.
«A poco a poco, soprattutto dopo la morte di Don Bosco, gli antichi allievi si suddivisero in gruppi locali, in unioni e società, fino alla vera organizzazione promossa da Don Filippo Rinaldi»7.
Dal 1901 si susseguirono diverse fasi di organizzazione. «La struttura nacque formalmente nel 1° Congresso Internazionale degli antichi allievi del 1911, quale Federazione delle varie unioni locali, circoli e società. Fino allora si erano chiamati “Antichi Al lievi”8; da quella data in poi si chiameranno “Exallievi”»9. Artefice ed animatore di tale organizzazione fu Don Rinaldi. «Così poté dare struttura organica a un movimento di affetti, di riconoscenza, di ideali di vita che facesse dell’ “educazione ricevuta” e vissuta una forza più viva ed operante»10.
Scrive Arturo Poesio, un antico presidente della Confederazione: «L’eloquenza di Don Rinaldi era semplice, spontanea, paterna e convincente. Soltanto una volta assunse un aspetto e un linguaggio di autorità dichiarando, nella sua qualifica di Rettor Maggiore della Società di san Francesco di Sales, che l’organizzazione degli Exallievi deve essere considerata nel novero di quelle “novas familias” per merito di Don Bosco fiorite nella Santa Chiesa, a cui si allude nell’Oremus proprio del Santo»11.
Dall’attività organizzatrice iniziata da Don Bosco e perfezionata da Don Rinaldi, l’associazione degli Exallievi è andata estendendosi sempre di più in tutte le opere salesiane dandosi strutture organiche e articolate. Ne sono testimoni le varie manifestazioni svoltesi lungo questi decenni. Gli Exallievi si sono sempre mostrati figli affettuosi e con un sempre maggiore impegno ad operare nella società.
L’Associazione degli Exallievi ha oltre 100 anni di vita. Questo indica che è un’istituzione matura, che ha avuto in passato e nel presente laici, laiche, religiosi e sacerdoti salesiani impegnati con grande senso d’appartenenza; che hanno esercitato l’animazione e governo seguendo i criteri che richiedevano i tempi; che hanno saputo accettare i momenti brutti e belli senza scoraggiarsi, con audacia, fermezza e dedizione; persone disposte ad offrire il loro tempo e il loro lavoro per far fiorire il monumento di ringraziamento a Don Bosco, la Confederazione Mondiale degli Exallievi; persone con famiglie generose che hanno capito cosa vuol dire servire la società, la Chiesa, la Famiglia Salesiana e l’Associazione stessa senza lamentarsi12.
Si considera opportuno come gesto di riconoscenza e ringraziamento, almeno nominare i Presidenti e i Delegati mondiali che si sono succeduti e hanno esercitato il loro servizio nella Confederazione Mondiale con una dedizione esemplare. Presidenti: Piero Gribaudi, Felice Masoero, Arturo Poesio, José María Taboada Lago, José María González Torres, Giuseppe Castelli, Antonio Guilhermino Pires, Francesco Muceo e Michal Hort che è stato eletto il 5 ottobre 2015. I Delegati: Don Giorgio Gustave Seriè, don Guido Borra, don Luigi Fiora, don Umberto Bastasi, don Carlo Borgetti, don Charles Cini, don Henri Alen, don Mark Vellanganny, don Jerônimo da Rocha Monteiro e don José Pastor Ramírez Fernández. Occorre anche ricordare Tommaso Natale, per tantissimi anni Segretario Generale della Confederazione.
A tutti loro un profondo e sincero ringraziamento.
I vari Rettori Maggiori succedutisi hanno portato anche il loro contributo nell’animazione degli Exallievi ed Exallieve e, con loro, molti altri salesiani. Fra di essi non si possono dimenticare i nomi di Don Luigi Ricceri e Don Giovanni Raineri.
Don Egidio Viganò ha scritto una lettera ai Salesiani, importante e stimolatrice, sull’animazione degli Exallievi da parte dei Salesiani di Don Bosco, che rimarrà documento fondamentale per gli Exallievi stessi.
Don E. Vecchi ha offerto alla Confederazione un ricco contributo nell’ “VIII Congresso Nazionale Exallievi di Don Bosco d’Italia. Rinnovarsi per rinnovare”, a Rimini, dal 10 al 13 ottobre 1996 e in alti diversi interventi.
Don Pascual Chávez nelle diverse visite di animazione alle Ispettorie e nei diversi incontri con gli Exallievi manifesta il suo interesse per l’Associazione invitando tutti alla «competenza professionale, alla coscienza morale e all’impegno sociale». Inoltre chiede la difesa ad ogni costo dei valori, soprattutto della vita, della libertà e della verità.
Ultimamente don Ángel Fernández Artime ogni volta che incontra la Famiglia Salesiana incoraggia a vivere la comunione, la collaborazione, a crescere nel senso d’appartenenza ai propri gruppi e alla Famiglia Salesiana, a non lamentarsi. «La nostra forza è di vivere una vera vita di comunione e di fraternità che sia più evangelica in modo da essere più interpellante, attraente di per sé, e la nostra comunione nel servizio, all’interno di ciascuna delle nostre istituzioni o gruppi, e nella nostra stessa Famiglia parlerà da sé stessa».
Don Artime «incoraggia continuamente gli Exallievi a non lamentarsi, non bisogna più guardare il passato ma bisogna proiettarsi al futuro, ponendo le basi per un riscatto delle Unioni, delle Federazioni e Confederazioni. Cari Exallievi, urge un vostro impegno nelle realtà in cui operate. Ritorniamo ad essere giovani, nel cuore, per aiutare chi ha bisogno, per lasciare un segno della nostra esistenza. La verità bisogna viverla, non la si scrive soltanto, la si vive con coraggio! Tocca a voi agire di conseguenza, tocca a voi salvare il salvabile, tocca a voi porre le basi per un nuovo futuro. Credo che voi tutti Exallievi avete questo compito: approfondire come essere oggi laici nel mondo, con la capacità di fare realtà quello che avete ricevuto negli anni, attualizzarlo. Concretizzare anche ciò che si continua a ricevere nella quotidianità in tutti gli ambienti salesiani»13.
Il Capitolo Generale XXII dei Salesiani definisce l’appartenenza degli Exallievi alla Famiglia Salesiana e la sancisce nell’articolo 5 delle Costituzioni. Dà come ragione di questa appartenenza l’educazione ricevuta: tale educazione fa nascere di fatto, in essi, livelli differenti di partecipazione alla missione salesiana nel mondo… «Gli Exallievi sono, di per sé, particolarmente preparati, appunto per l’educazione ricevuta, ad assumere responsabilità di collaborazione secondo le finalità proprie del progetto salesiano. La scelta evangelizzatrice fatta da non pochi di loro non è alternativa al titolo dell’educazione ricevuta, ma è una sua espressione privilegiata: non costituisce, quindi, un titolo differente da applicare a una specie di nuovo Gruppo»14.
Il proposito di vivere questa “educazione ricevuta”, ha fatto sor- gere i vari centri locali che si raggruppano in federazioni ispettoriali e nazionali. L’insieme di esse costituisce la Confederazione Mondiale che è il gruppo strutturato per mezzo del quale si esprime il senso di appartenenza alla Famiglia Salesiana.
Exallievi ed Exallieve di Don Bosco
FEDERAZIONE ISPETTORIALE PUGLIESE

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