Una Sfida e un Compito – Exallievi ed Exallieve di Don Bosco
Banner Pellegrinaggio Valdocco
Banner Pellegrinaggio Colle

Una Sfida e un Compito

di Don José Pastor Ramírez Fernández

/Una Sfida e un Compito
Una Sfida e un Compito 2017-05-22T11:36:50+00:00
Identità dell’Exallievo/a di Don Bosco: una sfida e un compito

Don José Pastor Ramírez Fernández
Delegato Mondiale degli Exallievi di don Bosco
Liege, Belgio 7-10 aprile 2011

Identità dell’Exallievo/a di Don Bosco: una sfida e un compito
La malattia è: “vivere nella routin”, con valori altrui, senza essere stato mai in contatto con la vita che scorre dentro da ognuno, senza avere sentito la complessità della propria esperienza, da dove sgorgano le alternative.
Oggi più che mai siamo chiamati ad essere protagonisti nella società, come cittadini, come cristiani e come salesiani, “facendo della Famiglia Salesiana (FS) un vasto movimento di persone per la salvezza dei giovani”. Il protagonismo dei gruppi della FS, specialmente degli Exallievi/e, sarà reale nella misura in cui si rafforzano i centri locali, si assuma la formazione come un compito permanente. Soltanto così si rafforzerà l’identità personale ed associativa dell’Exallievo/a, evitando così la minaccia della paralisi e dell’atrofia.
Il termine “identità” ha molti significati. Si può parlare d’identità, con riferimento ad una persona (io), ad una istituzione, ad una nazione, ad un continente (noi), ecc. I Gruppi della FS impiegano il concetto di “identità”, ma anche usano altri termini come per esempio: natura, finalità, missione, ecc.
Quando si analizza l’identità dei gruppi delle FS si dovrebbe tenere presente una serie di componenti: il nome o appellativo, l’età e il numero dei componenti, l’obiettivo perseguito, la struttura giuridica, i valori vissuti o voluti, le norme positive o morali che la governano, le culture a cui appartengono, ecc. L’identità degli individui e dei gruppi cambia nel tempo. La storia e l’identità dei vari gruppi della FS non è statica, ma dinamica. Qui ci riferiamo all’identità degli Exallievi di Don Bosco.
Oggi viviamo in una società in continuo cambiamento. La rapidità di tali cambiamenti provoca confusione e dubbio nella persona. Quando non si ha un’identità ben integrata si cade facilmente nel vuoto esistenziale dal quale è molto difficile emergere. Il processo di costruzione dell’identità personale è influenzato da questi cambiamenti.
Christopher Lasch parla di “cultura del narcisismo”, come un disturbo dell’identità arrugginito dal vuoto interiore. Simmel ritiene che la tragedia della modernità sia il culto della persona, che sarebbe stato un successo se non fosse evaporato il legame al comune e alla fiducia nelle istituzioni sociali. Ci si riduce a “folla solitaria”, come direbbe Riessman, che si rannicchia nell’epidermide, mentre disperde le anime. La stessa famiglia è colpita da divorzi, separazioni e una diversità di tipi di famiglie (famiglie monoparentali, estensive, ragazze madri, genitori separati, ecc). Si convive, senza appartenersi. L’individualismo annida in spirito come un sentimento mite che spinge all’isolamento e a ergere frontiere. Vive di diritti, ma non di obblighi. C’è una riluttanza ad entrare nel comune.
L’identità personale non si acquisisce adempiendo semplicemente le aspettative degli altri. Questa strada semplicemente potrebbe condurre ad una falsa identità. Mette in contraddizione atti, pensieri, emozioni, elimina la passione e abbassa l’autostima. Nella pedagogia della personalizzazione è cruciale la domanda: Sono io stesso o dipendo da ciò che gli altri si aspettano di me? Qui s’intersecano problemi psicologici di dipendenza, e anche l’ideologia del gruppo di appartenenza, quando questo ci insegna ad essere per gli altri. Per affermare l’identità, l’educazione richiede trarre dall’interno della persona il potenziale che portiamo dalla nascita.
La strutturazione dell’identità rappresenta un punto centrale della maturazione di una persona. Rappresenta il futuro come uomo libero e responsabile all’interno dei processi di socializzazione e di educazione. Attraverso la propria identità, la persona si “distingue” da chi è diverso da essa, e ” si considera” un essere irripetibile nei rapporti che essa stabilisce.
L’identità dipende da cosa si scelga di essere: progetto di vita (la vita matrimoniale, la vita consacrata, la vita celibe), professione (medico, casalinga, avvocato, assistente sociale …) Di solito si presentano attraverso le decisioni della carriera o dello stato di vita. In una riunione se ti chiedono chi sei rispondi: sono Mengano o Zutano e lavoro in questo o in quello.
Il cammino della personalizzazione insiste sulle differenze tra identità sociale e identità personale. Ciò che è importante non è che posizione ho nella società, in cosa mi riconoscono, ma chi sono io in senso stretto, perché io sono più di quello che faccio.
L’asse portante dell’identità sono i valori che la persona fa propri. Questi valori organizzati in un sistema coerente di significati, determinano il senso della propria vita e il riferimento attraverso il quale gli stimoli che spingono all’azione, interni ed esterni, sono presi, selezionati ed elaborati.

Si presentano di seguito, alcuni aspetti che cercano di orientare l’arduo camino che ci condurrà al raggiungimento di una salda identità dell’Exallievi/e di don Bosco.

1. Exallievo “di don Bosco” e non Exallievo salesiano.
Senza dubbio don Bosco è stato riconosciuto dai suoi discepoli come un punto di riferimento etico fondamentale per la loro vita e attività. I rapporti con lui fanno vedere il fascino che la sua persona esercitata su di loro.
E’ così che nasce la figura di don Bosco fondatore, padre e patriarca di una numerosa discendenza spirituale apostolica: con i suoi doni di natura e di grazia, egli è divenuto, per divina disposizione il centro fecondo di attrazione e di irradiazione per i collaboratori, che si sentirono chiamati a lavorare con lui nella creazione e realizzazione del suo progetto educativo e apostolico.
Don Bosco fondatore possiede alcune caratteristiche che sono uniche di lui e non sono trasferibili a nessun’altra persona:
  1.  l’ispirazione divina o la chiamata dello Spirito per creare una nuova famiglia apostolica;
  2.  il fatto di possedere doni personali straordinari in vista della fondazione e l’espansione della nuova fondazione;
  3.  il dono divino della paternità, sotto la quale lo Spirito attira verso di lui discepoli;
  4.  essere stato il primo a vivere con particolare intensità la forma di vita consacrata creata da lui e considerata in tutti gli elementi costitutivi.
Il gruppo degli Exallievi incominciò ad acquisire consistenza quando viveva don Bosco. I suoi inizi risalgono al 1870 in occasione della sua festa: il 24 giugno. Quell’anno si riunirono ufficialmente una dozzina di Antichi Allievi; si diedero come capo il simpatico e generoso Carlo Gastini; s’impegnarono a cercare un maggior numero di aderenti; nominarono poi una commissione per organizzare meglio in seguito quelle annuali manifestazioni di affetto e di gratitudine”.
A poco a poco, soprattutto dopo la morte di Don Bosco, gli Exallievi si suddivisero in gruppi locali, in unioni e società, fino alla vera organizzazione promossa da Don Filippo Rinaldi. Grazie ai suoi sforzi fu possibile la creazione della prima Federazione internazionale degli Exallievi in 1908, che adopererà una forma organizzativa stabile col nome di Confederazione Mondiale degli Exallievi nel 1954, in occasione della canonizzazione di san Domenico Savio. Essa vide la presenza di 36 presidenti di Federazioni nazionali. Nella storia salesiana rimassero famosi i primi due congressi internazionali, svoltisi entrambi a Torino, il primo nel 1911 e il secondo nel 1920. Il Rettor Maggiore don Albera coadiuvato da don Rinaldi diede alla Federazione un orientamento chiaramente apostolico e salesiano. L’obiettivo ultimo del congresso di Torino, a dire di don Rinaldi, era quello di mobilitare i Salesiani a fare un modo che “Cooperatori ed Exallievi formino e costituiscano coi Salesiani un’unica grande Famiglia.
Essendo don Filippo Rinaldi Rettor Maggiore della Società Salesiana, indica che l’Organizzazione degli Exallievi doveva apparire tra le “nuove famiglie” nate grazie a Don Bosco nella Santa Chiesa. Nel 1907 a un confratello inviato in Spagna diceva: “cura molto gli Exallievi: sono la nostra corona; o, se vuoi, sono la nostra stessa ragione di esistere, perché essendo noi una Congregazione educatrice, è chiaro che non educhiamo per il collegio, ma per la vita. Orbene, la vera vita, la vita reale comincia per essi quando lasciano le nostre Case”.
Tra i consigli di don Bosco ai suoi ragazzi ne indichiamo due: “Una cosa più di ogni altra vi raccomando, o miei cari figlioli, ed è questa: dovunque vi troviate, mostratevi sempre buoni cristiani e uomini probi
[…] Molti di voi hanno già famiglia. Ebbene, quell’educazione che voi avete ricevuta nell’Oratorio da Don Bosco, partecipatela ai vostri cari”. Don Bosco propone agli Exallievi una “Società di mutuo Soccorso”, per fare fronte alle difficoltà: “Fate che questo vantaggio non si limiti solo a voi, ma si estenda a quei giovani di buona condotta che uscissero dall’Oratorio, o a quei compagni che già voi conoscete, e a tutti voi che siete radunati qui”. Don Bosco interessava sottolineare l’importanza della fecondità pratica della “educazione ricevuta” nell’Oratorio. Don Bosco in queste due proposte presenta agli Exallievi una stupenda missione: la solidarietà, l’impegno sociale e la testimonianza di vita cristiana. Gli Exallievi sono chiamati non soltanto alla comprensione puntuale centrata in alcuni casi specifici, ma piuttosto, a svelare le strutture sociali che rovinano la persona.

In conclusione, “ci troviamo dunque in presenza di un titolo d’appartenenza che fa parte genuinamente del carisma del Fondatore. Per capirne meglio la natura e per chiarine le esigenze operative e organizzative nell’attuale svolta culturale ed ecclesiale, bisognerà rifarsi al Sistema Preventivo”.

2. Identità personale dell’Exallievo/a di Don Bosco.
L’articolo 5 delle Costituzioni dei salesiani afferma che la ragione dell’appartenenza degli Exallievi/e alla FS è “l’educazione ricevuta”, e aggiunge che tale appartenenza diviene più stretta “quando si impegnano a partecipare alla missione salesiana”. L’educazione ricevuta”, può proiettarsi in vari impegni della vasta missione di don Bosco: sia in impegni educativi nei multiformi campi della cultura, sia in impegni legati specificamente ai valori del Sistema preventivo”. L’articolo precedentemente citato utilizza un’altra espressione: “quando si impegnano a partecipare alla missione salesiana nel mondo”, viene ad indicare che, di per sé, gli Exallievi sono particolarmente preparati, appunto per l’educazione ricevuta, ad assumere una responsabilità di collaborazione per le finalità proprie del progetto salesiano”. Anche per l’”educazione ricevuta” sono chiamati a svolgere un apostolato specifico che può essere nei settori dell’istruzione e dell’evangelizzazione. L’impegno in queste aree pastorali dovrebbe portare ad una scelta consapevole di lavoro nel settore della missione giovanile comune. Un tale impegno può essere assunto a diversi livelli e con diversi gradi d’intensità.
Il Capitolo Generale Speciale rivolge un invito che possiamo trovare nell’articolo 39 dei Regolamenti Generali dei Salesiani, afferma: “è auspicabile che all’interno del movimento Exallievi […] quelli che ne abbiano il dono e la volontà si impegnino o come Cooperatori o in gruppi apostolici per una più intima partecipazione allo spirito e all’azione della FS”.
Diceva Don Vecchi che l’Exallievo di Don Bosco presenta volti molteplici che sembrano irriducibili ad un unico identikit. Forse ciò è dovuto anche all’”educazione ricevuta” che ha cercato di formare persone sviluppando l’originalità di ciascuno.
C’è una pluralità più originale da rilevare. L’Associazione e la Confederazione dichiarano la loro appartenenza ecclesiale, ma ne sono membri, a pieno titolo e diritto, persone di diverse confessioni cristiane, di vario livello per ciò che riguarda l’accoglienza e pratica della fede ed anche di diverse religioni.
A quale codice, che corrisponda ad una identità e non solo ad una appartenenza sociale, possiamo riferirci per indicare un cammino comune a tante diversità?
Allo stato nascente del Movimento quel 24 giugno 1870, si scorgono bene le energie vitali, avvenimenti, sentimenti, intenzioni, possibilità che, ancora oggi, sono caratteristici di ogni exallievo/a:
  1. un fatto di vita, per cui l’esperienza di essere stato in una opera salesiana viene vista come un semplice aneddoto, che non ha segnato la propria vita;
  2. una grazia, quella d’essere stati toccati dal fascino di Don Bosco, totalmente uomo e autenticamente santo, per cui dappertutto ci si ritiene Exallievi di Don Bosco;
  3. una missione, quella di sentirsi responsabili di comunicare alla società la ricchezza dell’educazione ricevuta e voler che altri possano sfruttare la grazia della educazione salesiana;
  4. un progetto di vita, che porta al bisogno di aggregarsi in associazione, con senso di istituzione, per promuoverne la crescita, continuare la propria formazione e realizzare progetti a favore della società e della Chiesa.

 L’educazione accolta, l’educazione ulteriormente sviluppata, l’educazione messa a frutto e comunicata! Tale è il carattere distintivo dell’exallievo/a salesiano. Egli ha avuto un’esperienza giovanile che lo ha intimamente soddisfatto, pur con gli inevitabili incidenti dovuti all’età e ai limiti di istituzioni e di educatori. Ha assaporato la gioia della crescita verso una sempre maggiore conoscenza della realtà e verso la maturità personale. Ha fatto esperienza di rapporti umani ispirati al rispetto e all’amore, che nella vita salesiana si concretizzano nello spirito di famiglia. È stato parte attiva di un ambiente o comunità educativa nella quale si è allenato nella partecipazione spontanea e nella corresponsabilità. Si è reso consapevole del dono della fede e ha avuto opportunità di incontrarsi con Cristo attraverso la Parola, i sacramenti, l’impegno.

3. Identità cristiana e missione dell’Exallievo/a
L’Exallievo può essere un laico cristiano o un non-Cristiano, un cristiano con l’ordine sacerdotale o religioso. I laici, afferma l’Esortazione Apostolica Christifideles Laici, “essi, debbono avere una sempre più chiara consapevolezza, non soltanto di appartenere alla Chiesa, ma di essere la Chiesa, vale a dire la comunità dei fedeli sulla terra sotto la guida del Capo comune, il Papa, e dei Vescovi in comunione con lui. Essi sono la Chiesa” .
Gli Exallievi/e non cristiani o di altre confessioni religiose vivranno il loro impegno dimostrandosi coerenti con la loro fede e sempre collegata ai valori umani e culturali dove sono nati. Essi sono anche chiamati a vivere “L’indole secolare è propria e peculiare dei laici”.
L’Exallievo è chiamato a essere un “credente impegnato”. Il suo impegno si fa visibile in un “nuovo rapporto con la fede”, vale a dire, una rinnovata conversione e una progressiva internalizzazione di atteggiamenti di fede, che conducono alla maturità; un “nuovo rapporto con la cultura”, cioè, è capace di superare la separazione tra valori culturali e esigenze evangelica, tra fede e cultura; “un nuovo modo di appartenenza alla Chiesa”, una partecipazione attiva e adulta, una appartenenza matura alla comunità ecclesiale; “un nuovo modo di vivere la comunione”, oggi sono richiesti credenti solidali, adulti e comunitari, disposti a vivere la propria fede “con gli altri”, nella comunità cristiana; “un nuovo modo di presenza nel mondo e di coscienza etica”, un credente “incarnato e impegnato” con la morale, con la famiglia e nel lavoro, nella politica, nel tempo libero e nella lotta per la trasformazione della società; un nuovo modo di vivere i rapporti tra le generazioni, evitando un atteggiamento autoritario o rinunciatario, paternalistico, ma piuttosto assumendo l’atteggiamento dell’educatore responsabile, pronto a condividere la fede e il dialogo con i più giovani.
La Christifideles Laici indica nel numero 42 che “per animare cristianamente l’ordine temporale, nel senso detto di servire la persona e la società, i fedeli laici non possono affatto abdicare alla partecipazione alla «politica», ossia alla molteplice e varia azione economica, sociale, legislativa, amministrativa e culturale, destinata a promuovere organicamente e istituzionalmente il bene comune”. Gli Exallievi sono chiamati a trasformare la politica in un’arte che cerca il bene comune, che favorisce la crescita e lo sviluppo di tutti. Vale a dire, l’espressione della carità. Continua sottolineando l’Esortazione che “i fedeli laici partecipano, per la loro parte, al triplice ufficio (sacerdotale, profetico e regale) di Gesù Cristo […] Proprio perché deriva dalla comunione ecclesiale, la partecipazione dei fedeli laici al triplice ufficio di Cristo esige d’essere vissuta e attuata nella comunione e per la crescita della comunione stessa”.
Di solito l’Exallievo/a di don Bosco che non assume un impegno sociale, ecclesiale o pastorale nella chiesa e nella società cerca di basare la propria identità “exalunnale” nel ricordo rimanendo al livello emozionale, si dedica semplicemente a ricreare il passato senza alcun impegno progettuale nel presente. L’”educazione ricevuta” in passato non può rimanere un mero ricordo, si deve trasformare in una forza che traina l’Exallievo a incidere nel presente per trasformarlo. E’ l’opportunità di rendere presente il patrimonio dei valori educativi vissuti, il Sistema Educativo di Don Bosco, nella società dei consumi. Soprattutto, nel “nuovo continente digitale”, una realtà virtuale che ha bisogno di essere evangelizzata e cristianizzata.
L’Exallievo/a cristiano/a e di altre confessioni religiose, è chiamato a esprimere e sviluppare oggi, come un adulto, i frutti dell’”educazione ricevuta”, ovvero, a svolgere la sua missione con:
  • competenza professionale: per dire una parola autorevole in qualunque campo della vita (la politica, l’economia, l’arte …) bisogna essere competenti, così da diventare autentico lievito nella società;
  • coscienza morale: vale a dire con qualità umane, arricchita da valori che permettano alla persona stessa di sapere discernere e scegliere con responsabilità, ma anche di orientare altri o diventare per loro punto di riferimento;
  • impegno sociale: lavorare non pensando soltanto al successo personale, ma piuttosto al bene comune. Si impegna a costruire un mondo migliore perché questo è possibile e pertanto ne è responsabile.
Con riferimento all’impegno sociale, politico ed economico, l’Exallievo dovrà avere presente e difendere ad ogni costo i valori, in particolar modo:
  • la vita: essa è sacra, dalla nascita fino alla morte. Occorre aiutare i giovani a trovare il senso della vita e ad impegnarsi a curare la qualità della vita, specie quella dei più poveri e bisognosi;
  • la libertà: specialmente quando i governi sembrano agire sempre più in modo autarchico, pur apparendo democratici, mettendo a repentaglio la libertà e l’impegno comune di costruire un mondo migliore dove la libertà venga garantita a tutti;
  • la verità: non solo scientifica, ma anche quella affettiva e spirituale, soprattutto quando si assiste al passaggio da un sano pluralismo al relativismo, per sbocciare in fine nel nichilismo, che porta alla perdita di qualsiasi quadro di riferimento e al disfacimento della società.
4. Identità associativa del/la Exalunno/a
All’Exallievo si chiederà un maggiore coinvolgimento nella vita dell’Associazione e negli obiettivi del Movimento. La Chiesa riafferma l’importanza della comunione spirituale e visibile. Nella società assistiamo ad aggregazioni nuove per quanto riguarda modalità e finalità, a una ricerca di rapporti e sinergie. Da soli non si fa niente e dispersi si viene assorbiti.
L’Associazione degli Exallievi è un’aggregazione veramente originale: e in questa sua originalità risiede il suo valore e la sua debolezza: cristiana per statuto, ammette a pieno diritto membri di diverse confessioni e di diverse religioni. In essa ci sono gli associati e coloro che sono collegati in un movimento più vasto e meno strutturato. Viene a essere simultaneamente, conforme alle domande dei singoli: un ambiente di formazione nella fede, uno spazio di dialogo religioso, un laboratorio di svariate collaborazioni, un campo aperto di evangelizzazione, una convergenza secondo le disposizioni di ciascuno per obiettivi sia religiosi che secolari.
Il rinnovamento della vita personale e il consolidamento associativo dovrebbero portare i singoli exallievi e le loro associazioni a “un rinnovato impegno per la città dell’uomo”, che la “città dell’uomo” non è promossa solo da rapporti di diritti e di doveri, ma ancor più e ancor prima da relazioni di gratuità, di misericordia e di comunione”. Tale impegno comprende il privato, il sociale, il politico come momenti collegati, attraverso i quali si va creando una cultura: quell’insieme di convincimenti collettivi, costumi, aspirazioni e modelli di comportamento che formano il patrimonio di una comunità. L’exallievo è chiamato ad assumere un impegno serio nell’ambito politico. È una maniera d’interessarsi al ben essere di tutti e di purificare il concetto di politica, affinché diventi un’espressione della carità.
L’Exallievo di don Bosco è consapevole del fatto che non soltanto ha diritti all’interno dell’Associazione e della FS, ma anche obblighi. Coloro che agiscono pensando che solo hanno diritti diventano esigenti, pretenziosi, intolleranti, impazienti, e con estrema facilità rompono i legami affettivi con gli altri, rivelando in questo modo la propria immaturità. Diritti e doveri s’integrano gradualmente in ogni attività sociale, politico e religioso dell’uomo. Mentre i diritti esaltano la libertà individuale, i doveri esprimono la dignità della libertà. Per garantire i diritti all’interno dell’Associazione e della FS occorre un accordo preliminare sui doveri nei confronti della stessa Associazione e della FS. Ogni volta che ti trovi davanti a un dovere trasformalo in un’elezione (Io scelgo …, Io decido …, ecc.).

E’ imprescindibile che l’Exallievo abbia la consapevolezza della necessità urgente della formazione umana, cristiana e salesiana e l’assuma col dovuto impegno. L’identità personale e associativa si rafforza con la formazione permanente. E’ essenziale che le unioni locali possiedano itinerari di formazione ben definiti. Conviene evitare con tutti i mezzi, la tentazione di ridurre le riunioni degli Exallievi a semplici attività sociali o gastronomiche. L’Associazione di Exallievi don Bosco non è un club sociale.

5. Identità vissuta nella Famiglia Salesiana.
Gli Exallievi di Don Bosco sono parte del grande FS. Chi è la Famiglia salesiana? J. Vecchi afferma che: “Noi, FS di Don Bosco, siamo un insieme di battezzati, riuniti in gruppi distinti e collegati dalla comune risposta allo Spirito del Signore, per vivere nella Chiesa una originale spiritualità e realizzare un progetto apostolico per la salvezza della gioventù pericolante [… ] Nella mente e nel cuore di Don Bosco dunque la FS è UNA! L’unità originale di questa Famiglia ha la sua radice ultima nella comunanza dello spirito e della missione ed indirizzata a servizio totale della gioventù e del popolo”.
Il fatto di appartenere alla FS, per condividere tra molti le stesse ricchezze spirituali, non sminuisce i valori e l’originalità di ogni singolo Gruppo. La fraternità non spegne, ma rafforza l’identità. Così anche le situazioni concrete delle persone e la loro collocazione ecclesiale vengono confermate, vivificate e arricchite.
Con l’energia del suo carisma, Don Bosco unifica nell’armonia di un’unica famiglia apostolica il religioso, il laico, lo sposato, il vedovo, il celibe, il prete variamente testimoni dello spirito delle beatitudini. Non toglie a nessuno la sua specifica spiritualità sacerdotale o laicale o religiosa. Il carisma di Don Bosco è un’energia superiore e globale che imprime il suo sigillo all’esistenza, assumendo e ordinando, specificandole e irrobustendole, le singole spiritualità.
In altre parole, la realtà associativa salesiana non traccia linee divisorie tra la laicità, il ministero sacerdotale o la consacrazione religiosa. Ci sono salesiani sacerdoti e laici, ci sono cooperatori laici e sacerdoti, ci sono exallievi/e laici religiosi e sacerdoti. Ciascuno vive la sua vocazione e opera nella sua situazione: dà e riceve, ispira, collabora e appoggia. Dalla componente laicale dell’Associazione ci si attende un contributo conforme a quanto sta maturando nella Chiesa. Difatti, l’insieme della Famiglia e del Movimento salesiano ha una forte connotazione laicale, legata alle scelte di campo e allo stile operativo. Laicale è lo spazio in cui si lavora, l’educazione, la promozione e la cultura. Laiche sono le istituzioni, laiche sono la maggior parte delle energie, laici sono i principi di attuazione ed efficienza.
Le sfide che hanno gli Exallievi/e nei confronti della FS sono diverse, soprattutto: operare in comunione, “la comunione è la prima e fondamentale opera apostolica… La dispersione delle forze apostoliche e l’individualismo nel bene riduce la testimonianza evangelica e l’efficacia operativa; lavorare insieme”; formarsi insieme, “imparare a pensare insieme, per non ridurre la realtà al proprio punto di vista, organizzarsi per lavorare insieme”. Assumiamo queste sfide perché siamo coscienti che “la società sempre più globalizzata ci rende vicini, ma non ci rende fratelli”.
Avanti Exallievi/e! Noi siamo il gruppo più numeroso della FS. Questa è un’opportunità che dobbiamo sfruttare per evangelizzare, cristianizzare e umanizzare tutta la società. “Sono certo che continuerete ad essere la consolazione di don Bosco”. “Ovunque vi troviate, ricordate che siete figli di Don Bosco”.
Il Signore, Maria Ausiliatrice e Don Bosco ci assistano nel bel compito di crescere nell’identità personale, associativa e nel senso di appartenenza alla FS, affinché possiamo diventare protagonisti della storia, facendo presente il Vangelo e il carisma salesiano nella realtà sociale e culturale nelle quali siamo inseriti.
Exallievi ed Exallieve di Don Bosco
FEDERAZIONE ISPETTORIALE PUGLIESE

Contact Info

Via Martiri d'Otranto 65 - C/o Opera Salesiana Redentore

Telefono: 080.57.50.111

Fax: 080.57.50.179

Web: Vai alla pagina contatti