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Antonino Baglieri

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Antonino Baglieri2018-09-06T22:28:40+00:00

ANTONINO BAGLIERI

SERVO DI DIO
Supplex libellus il 3-3-2012

Antonino Baglieri nasce a Modica (Siracusa) il 1° maggio 1951. Dopo aver frequentato le scuole elementari e aver intrapreso il mestiere di muratore, a diciassette anni, il 6 maggio 1968 precipita da un’impalcatura alta 17 metri. Ricoverato d’urgenza, Nino si accorge con amarezza di essere rimasto completamente paralizzato. Di fronte a questa drammatica situazione la mamma Giuseppina, donna forte nella fede, si rende disponibile ad accudirlo personalmente per tutta la vita. Inizia così il cammino di sofferenza di Nino, che passa da un centro ospedaliero all’altro, ma senza alcun miglioramento. Ritornato nel 1970 al paese natio, dopo i primi giorni di visite degli amici iniziano per Nino dieci lunghi anni oscuri, senza uscire da casa, in solitudine, sofferenza e tanta disperazione. Per dieci anni Nino Baglieri nuota in tale disperazione, bestemmiando e non vedendo alcuno spiraglio di luce. Accanto a lui la mamma prega, proprio come la mamma di Sant’Agostino pregò per la conversione del figlio.

Il 24 marzo 1978, Venerdì Santo, un gruppo di persone facenti parte del Rinnovamento nello Spirito pregano per lui; Nino sente in sé una trasformazione, come lui stesso racconterà: “Era il Venerdì Santo del 1978; non potrò mai dimenticare questa data. Erano le quattro del pomeriggio; venne il sacerdote con un gruppetto di persone, cominciò a pregare su di me, mi pose le mani sulla testa e ha invocato lo Spirito Santo; proprio in quel preciso momento, mentre invocava lo Spirito, ho sentito un gran calore invadere il mio corpo, un formicolio, come se una forza nuova entrasse in me e qualcosa di vecchio uscisse. In quell’istante ho accettato la Croce, ho detto il mio ‘sì’ al Signore, ho accettato Cristo nella mia vita e sono rinato a vita nuova. In quel momento desideravo la guarigione fisica, invece il Signore ha operato qualcosa di più grande: la guarigione dello spirito. Sono rinato a vita nuova, un uomo nuovo con un cuore nuovo; pur restando nella stessa sofferenza il mio cuore è stato riempito di gioia nuova, una gioia che io non avevo mai conosciuto”.

Da quel momento Nino incominciò a leggere il Vangelo e la Bibbia: riscoprì le meraviglie della fede. Fu proprio in quel tempo che, aiutando alcuni ragazzini, vicini di casa, a fare i compiti, imparò a scrivere con la bocca. Ed ecco come trascorre le sue giornate: redige le proprie memorie, scrive lettere a persone di ogni categoria in varie parti del mondo, personalizza immagini-ricordo che omaggia a quanti vanno a visitarlo. Grazie a un’asticella, compone i numeri telefonici e si mette in contatto diretto con tante persone ammalate: la sua parola calma e convincente li conforta. Comincia un continuo flusso di relazioni, che non solo lo fa uscire dall’isolamento, ma lo porta a testimoniare il Vangelo della gioia e della speranza, con coraggio e senza alcun timore. A Loreto, parlando a un folto gruppo di giovani che lo guardavano con una certa commiserazione, ebbe il coraggio di dire: “Se qualcuno di voi è in peccato mortale, sta molto peggio di me!”. Dal 6 maggio 1982 in poi, Nino festeggia l’Anniversario della Croce e, lo stesso anno, entra a far parte della Famiglia Salesiana come Salesiano Cooperatore. Il 31 agosto 2004 emette la professione perpetua tra i Volontari con Don Bosco (CDB). Il 2 marzo 2007, alle ore 8, Nino Baglieri, dopo un periodo di lunga sofferenza e di prova, rende la sua anima a Dio. Dopo la morte, viene vestito con la tuta e le scarpe da ginnastica, affinché, come aveva detto: “Nel mio ultimo viaggio verso Dio, potrò corrergli incontro”.

In questa corsa verso Dio, Nino ha coinvolto tanti che, avendolo conosciuto personalmente e avendo ascoltato la sua parola, hanno ritrovato grazie a lui speranza e forza. La testimonianza di Nino ricorda che il rinnovamento della Chiesa passa anche attraverso la testimonianza offerta dalla vita dei credenti. Con la loro stessa esistenza nel mondo i cristiani sono infatti chiamati a far risplendere la Parola di verità che il Signore Gesù ci ha lasciato. Con il suo messaggio Nino ci ricorda che le prove della vita, mentre consentono di comprendere il mistero della croce e di partecipare alle sofferenze di Cristo, sono preludio alla gioia eterna, cui la fede conduce. Il cardinale Angelo Comastri, che ebbe occasione di incontrare e conoscere Nino Baglieri, ha dichiarato: “Quando lo si incontrava dava la sensazione che fosse abitato dallo Spirito Santo […].

Celebrava l’anniversario della sua chiamata alla croce come gli altri celebrano l’anniversario del matrimonio o dell’ordinazione religiosa […]. Nino Baglieri è diventato un apostolo instancabile, una calamita di bontà, che ha attirato tantissimi giovani all’amore di Dio. Dove trovava la forza? Nella Santa Eucaristia! Nel suo diario, scritto tenendo la penna in bocca, egli ha confidato una toccante preghiera che dice così: ‘Signore, nella Santa Eucaristia ti lasci assorbire per trasformarci in te, per essere come te, per amare e servire come te. Trasforma la mia vita, o Signore, cambiala a modo tuo, fa’ che anch’io possa essere ostia per i miei fratelli, possa donarmi agli altri con lo stesso tuo amore: come te ti doni a me, fa’ che anch’io mi doni a tutti’”.

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