Exallievi ed Exallieve di Don Bosco - Puglia
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Ana Maria Lozano Diaz

//Ana Maria Lozano Diaz
Ana Maria Lozano Diaz2018-09-06T22:16:31+00:00

ANA MARIA LOZANO DIAZ

SERVA DI DIO
(1883-1982)
Congregazione delle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria
“Nulla osta” della S. Sede il 15-12-2010

Nata il 24 settembre 1883 in Oicatá, Boyacá (Colombia), Anna Maria fu battezzata il 27 novembre successivo. I genitori, Eduardo Lozano e Teresa Díaz, fecero della loro casa un santuario di virtù. Dopo che la famiglia si trasferì a Tamara, Casanare, a causa della malattia di lebbra contratta dal padre, venne il giorno ardentemente desiderato dalla giovane Anna Maria: quello della sua Prima Comunione, ricevuta il 4 marzo 1894 dal vescovo monsignor Ezechiele Moreno, oggi santo. Fu un evento che lasciò nella sua anima un segno indelebile.

Di fronte all’urgenza di un trattamento specialistico il papà Edoardo si trasferì al lazzaretto di Agua de Dios, lasciando la sposa e la famiglia in un profondo dolore. La comunicazione tra gli sposi è frequente: “Edoardo – scrive Teresa – tu non puoi impedirmi che io mi ricongiunga a te con i miei figli; la tua sorte è la mia e dei miei figli”. Il 4 maggio 1897 la famiglia si trasferì in Agua de Dios, dove Anna Maria sentì fortemente la chiamata di Dio. Inizialmente avrebbe voluto entrare nella congregazione delle Suore della Presentazione, ma per la malattia di lebbra del suo amato padre vide svanire le proprie aspirazioni. Tuttavia il buon Dio l’aveva scelta come pietra angolare di un’opera benedetta, avendola provata fin da bambina nel crogiuolo del dolore e della sofferenza. In Agua de Dios incontrò, infatti, padre Luigi Variara, ardente di zelo sacerdotale, che con la sua tipica allegria e bontà salesiana, appresa dallo stesso don Bosco, diventò il maestro spirituale che orientò la giovane nella ricerca della volontà di Dio.

Il 19 giugno 1903, insieme a sua sorella Carmelita, fece la consacrazione al Sacro Cuore di Gesù, come vittima di amore e di riparazione. Il 7 maggio 1905 con l’approvazione dell’arcivescovo di Bogotà, monsignor Bernardo Herrera Restrepo, nasce l’istituto delle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, per rendere possibile la vita consacrata a giovani inferme di lebbra o figlie sane di lebbrosi. Lo stesso giorno Anna Maria iniziò il postulantato. Il 6 gennaio 1906 vestì l’abito religioso e iniziò il noviziato in un clima d’intensa orazione e con una carità senza limiti verso i bambini malati di lebbra dell’asilo Michele Unia. Sigillò la propria alleanza d’amore con Gesù Cristo il 19 marzo 1907.

Alla morte della prima superiora generale, la madre Oliva Sánchez Correa, la piccola comunità la elesse come nuova superiora il 24 giugno 1907: aveva 23 anni di età e tre mesi di professione! Confidando nell’azione santificatrice dello Spirito Santo e nell’aiuto materno di Maria Ausiliatrice, accettò l’incarico con spirito di semplicità e di umiltà, contando sull’appoggio e gli orientamenti del fondatore, il Beato Luigi Variara, e la carità delle sorelle. Nell’esercizio della sua autorità fu sempre madre e consigliera, facendo propri gli insegnamenti del fondatore: “Ricorda che sei madre più che superiora e procura di essere veramente tale con le tue figlie!”. Assunse così la maternità spirituale, che esercitò nella vita delle sorelle attraverso una progressiva maturazione vocazionale nella sequela di Gesù Cristo.

Sarà d’ora in poi la discepola più vicina al fondatore, l’erede, ma anche la responsabile nel trasmettere lo spirito proprio dell’Istituto, nel farlo crescere, attuarlo e allo stesso tempo mantenerlo fedele alle radici. Fu superiora generale per 55 anni, a più riprese (1907-1919; 1922-1925; 1928-1968), e consolidò il carisma vittimale nella spiritualità salesiana. Lo scopo del Beato Luigi Variara fu, infatti, quello di formare vere vittime: “Desidero che Gesù veda che gli abbiamo offerto la nostra volontà come vittime, non con le parole, ma con i fatti”. Alla luce di tale magistero Anna Maria s’impregnò sempre più dello spirito e della missione dell’istituto, assunse gli atteggiamenti di Gesù Buon Pastore, seppe leggere gli avvenimenti nell’ottica del Vangelo e nella luce del carisma salesiano vittimale. Con il suo ardore apostolico a favore dei bambini sani o infermi di lebbra nel lazzaretto di Agua de Dios, fondò le opere di Nazareth, Sant’Elena e Sant’Anna per i più poveri e abbandonati. Successivamente aprì opere in Colombia ed Ecuador. Nel 1930 ottenne dalla Santa Sede l’approvazione diocesana dell’Istituto. In seguito, prevedendone l’espansione, ottenne il permesso di ricevere novizie immuni dall’infermità della lebbra o nate da genitori sani. Riconoscendo la santità del fondatore sollecitò e ottenne il decreto per l’apertura della sua causa di beatificazione e canonizzazione. Con gioia spirituale accolse l’approvazione pontificia dell’Istituto con il Decretum laudis il 12 giugno 1953 e l’approvazione delle Costituzioni e dei Regolamenti il 24 maggio 1964.

La Lozano, in accordo con il dettato conciliare, convocò nel 1968 il VI Capitolo generale speciale. Nel corso del capitolo consegnò il governo alla nuova superiora, madre Evangelina Hernández Garavito. Concluso il Capitolo si ritirò presso la comunità Nazareth di Agua de Dios, luogo silenzioso e isolato, che le permise di raggiungere un grado più alto di contemplazione e sperimentare Dio come l’unico assoluto. Ella mantenne la lampada accesa e andò incontro al suo Signore il 5 marzo 1982 all’età di 98 anni, realizzando le parole del fondatore: “Le nozze iniziate su questa terra, ottengano il loro sigillo d’oro in cielo”.

La vita di madre Lozano manifesta: fedeltà dinamica e creativa al dono vocazionale; presenza viva di Gesù Cristo attraverso una squisita carità; incarnazione del carisma salesiano vittimale; interpretazione dei segni dei tempi per dare una risposta alle esigenze della storia e della Chiesa. In lei si accordano l’azione e la contemplazione nello stile di don Bosco e del Beato Luigi Variara, facendo della vita quotidiana una continua liturgia. La presenza di Dio in lei operò la sua santificazione su questi capisaldi: l’amore all’Eucaristia; la devozione alla Vergine Ausiliatrice, maestra e consigliera; la confidenza assoluta nella divina Provvidenza; una chiara coscienza dello spirito vittimale, vissuto nell’accettare e offrire tutte le situazioni quotidiane, specialmente le sofferenze e le contrarietà, mostrandosi sempre allegra e piena di bontà verso tutti.

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