La nascita del Natale – Exallievi ed Exallieve di Don Bosco

La nascita del Natale

di Salvatore Avantaggiato

//La nascita del Natale

La nascita del Natale

Nella religione romana il natale era celebrato per la ricorrenza di una fondazione o di una nascita. Ogni tempio importante, la stessa Roma (21 aprile) avevano il loro natale. Ogni persona celebrava il suo natale e in età imperiale il natale dell’imperatore era una festa pubblica. Si celebrava anche il natale di alcune divinità: del Sole Invitto e di Mithra. Per quest’ultimo dio il natale era celebrato il 25 dicembre e costituiva un’importante festa solstiziale, ereditata poi dal cristianesimo come natale di Cristo.

I primi natali cristiani risalgono al secolo IV. Alla scelta del 25 dicembre (recenti ricerche attribuiscono la nascita di Gesù Cristo molto vicina a questa data) contribuì anche il simbolismo naturale: festeggiare nei giorni in cui la luce comincia a ricrescere, dopo il solstizio d’inverno, il natale di Cristo “sole di giustizia e di verità”. Anche per questo il Natale è tipica festa della luce, simbolo della divinità di Cristo. Questa festa si diffuse rapidamente e fu subito accolta da tutte le Chiese. Il sentimento in essa ricorrente è la gioia, perché la nascita di Cristo segna l’inizio della redenzione dell’umanità. La sua celebrazione è aperta dalla messa vespertina del 24 dicembre ed è caratterizzata dall’uso secolare di altre tre messe, a mezzanotte, all’aurora e nel giorno. Storicamente, la messa di mezzanotte cominciò con l’uso di celebrare il Natale di notte a Betlemme. A Roma, questa messa aveva luogo in una grotta artificiale, presso Santa Maria Maggiore.

Attorno al Natale, si è formata, poco per volta, una serie di altre feste, che sono un prolungamento e che comunemente indichiamo come “festività natalizie e di fine anno”: Santo Stefano, San Giovanni e i Santi Innocenti, la Sacra Famiglia nella domenica dopo il Natale, il nome di Gesù il 1º gennaio, l’adorazione dei Magi. Con l’Epifania, in sostanza, terminano le solennità natalizie ma la loro conclusione, sia in Oriente sia in Occidente dal punto di vista ecclesiastico è considerata la presentazione di Gesù al tempio (2 febbraio).

Folclori collegati con la festa del Natale sono degli usi che non sempre sono di origine cristiana, anzi per la maggior parte hanno le loro origini nelle religioni e civiltà precristiane. Nell’ambito del folclore europeo, il primo posto è rappresentato dal presepio, rievocazione della nascita di Gesù redentore. Le sue origini risalgono a San Francesco d’Assisi che nel 1223 allestì sulle colline intorno a Rieti e precisamente a Greccio, la rappresentazione sacra in ambiente naturale. La diffusione del presepio ha avuto luogo nel Quattrocento per opera degli ordini mendicanti e dei gesuiti i quali diedero vita a presepi più stabili. Il più antico è considerato quello di Arnolfo di Cambio creato intorno al 1280 e conservato in parte nella basilica di Santa Maria Maggiore. I materiali estremamente fragili, per lo più legno e terracotta, con cui erano costruiti in epoca duecentesca, hanno impedito la loro integrale conservazione.

Altro elemento diffuso del folclore natalizio è l’albero di Natale che si richiama all’arcaico culto degli alberi. Il piccolo abete o pino in occasione delle festività natalizie, viene posto nelle case e ornato di festoni, luci e doni, secondo una tradizione che si riallaccia ad un’antica credenza nordica. La tradizione irradiatasi dalla Germania, ha assunto la forma attuale da quasi due secoli e si è affermata in tutto il mondo. Altro esempio analogo è l’uso recente del vischio che va collegato alla religione celtica.

Il più diffuso di tutti non solo in Europa è Babbo Natale. Il vecchio dalla gran barba bianca e vestito di rosso che per la fantasia infantile ha il compito di distribuire doni ai bambini nella notte di Natale, è la personificazione del Natale dalle origini non remote. Babbo Natale ha riproposto nei Paesi latini, proveniente da quelli germanici e anglosassoni, la leggendaria figura di Santa Claus il cui nome deriva da San Nicola di Mira (Sinte Klaas, Sankt Nicolaus). La tradizione secondo la quale San Nicola porta doni ai bambini è testimoniata dal secolo XVI, quando si cominciò a lasciare fuori dalla porta di casa le scarpe dei bambini in cui il santo avrebbe dovuto deporre dei doni o, per punizione, carbone e radici amare.

Tipico della Scandinavia invece è lo Julebok, personaggio che indossa una maschera cornuta e che porta regali ai bambini.

Si hanno diversi altri usi di minore diffusione tra cui le luminarie, scambio di doni e regali ai bambini, derivanti dai Saturnali, festa dell’antica Roma imperiale che si prolungava per diverse giornate. Aveva un carattere carnevalesco con riferimenti agli dei Giove e Saturno, il primo garante dell’ordine, il secondo, titolare della festa, rappresentava il rovesciamento dell’ordine. La festa iniziava il 17 dicembre e aveva la peculiarità di consentire cose di norma vietate.

Nell’area nordica si conservano invece usi che derivano dall’antica festa solstiziale germanica, detta Yule. A questa festa risalgono usanze e credenze fra cui quella che nella notte di Natale la casa viene visitata dai morti della famiglia, ai quali si prepara la tavola imbandita. In Scandinavia e in Germania le comunità contadine sostenevano che dalla buona accoglienza fatta ai morti in quest’occasione dipendesse l’abbondanza del raccolto.

Tratti folcloristici più generici e diffusi sono alcune credenze collegate alla particolare sacralità della notte di Natale, come quella secondo cui a mezzanotte le bestie sarebbero in grado di parlare come all’origine dei tempi; oppure la credenza per la quale in tale notte è possibile la trasmissione delle formule magiche.

Per noi cristiani il Natale rappresenta la nascita di Gesù Cristo figlio di Dio, nato da Maria, morto e risorto per la redenzione dell’umanità.

Buon Natale!

     

By | 2017-11-24T20:29:45+00:00 novembre 24th, 2017|Generico|Commenti disabilitati su La nascita del Natale
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