Io, la Chiesa, l’Associazione. – Exallievi ed Exallieve di Don Bosco
Exallievi ed Exallieve di Don Bosco - Puglia

Io, la Chiesa, l’Associazione.

di Don Pino Ruppi, sdb

//Io, la Chiesa, l’Associazione.

Io, la Chiesa, l’Associazione.

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Formazione Salesiani Cooperatori Puglia di Don Pino Ruppi Molfetta 24 settembre 2017 ...
Io, l’Associazione e la Chiesa.
Giornata di Formazione per Salesiani Cooperatori
Schema di Don Pino Ruppi

(Delegato Regionale della Famiglia Salesiana di Puglia)

Molfetta, Domenica 24 settembre 2017

Obiettivo: Riscoprire, da parte del salesiano cooperatore, la sua identità di battezzato crismato – eucaristizzato e, dunque, la sua appartenenza all’associazione ecclesiale dei Salesiani Cooperatori con una specificità carismatica salesiana che mi fa essere Chiesa e mi fa servire la comunione ecclesiale per la missione ecclesiale.

Rappresentare disegno: a sinistra mettere uomo e donna a destra la comunità ecclesiale rappresentata da vescovo, sacerdoti, suore e anche laici. Sotto questo disegno mettere il nome e il logo dell’associazione (Salesiani Cooperatori).

CONTESTO
  1. Non è facile parlare di Chiesa ai giovani. E con gli adulti la situazione non è certo migliore. Subito si sollevano tanti “se” e “ma”, obiezioni e recriminazioni. Questo è il clima culturale e mediatico che ormai da decenni si respira. Se poi si chiede cosa si intende per Chiesa, emergono chiaramente i limiti di una conoscenza superficiale e ripetitiva, spesso fatta di luoghi comuni e di tanta astiosità.
  2. Ci sono polarizzazioni e contrapposizioni che non fanno emergere il senso profondo della realtà, né della Bibbia né di quanto ricevuto nella fede: Cristo sì, Chiesa no; gerarchia e fedeli battezzati; il Papa e la Curia romana; Chiesa dei poveri e Chiesa del potere… Non si vuole fare un’apologia della Chiesa, né cancellare o negare quanto avvenuto nella storia. Siamo certi che una maggiore comprensione del Mistero della Chiesa, nella sua realtà umano-divina, santa per vocazione ma sempre perfettibile, Popolo di Dio in cammino al seguito del suo Signore, sia il valore aggiunto del giovane cristiano, che si sperimenta fratello tra fratelli e peccatore, ma amato da Dio e dal prossimo, salvato e benedetto nella propria debolezza.
  3. «Si capisce allora perché fuori da questo corpo, da questa unità della Chiesa in Cristo, da questa Chiesa che – secondo le parole di Romano Guardini – “è la portatrice storica dello sguardo plenario di Cristo sul mondo”, la fede perde la sua “misura”, non trova più il suo equilibrio, lo spazio necessario per sorreggersi. La fede ha una forma necessariamente ecclesiale, si confessa dall’interno del corpo di Cristo, come comunione concreta dei credenti. È da questo luogo ecclesiale che essa apre il singolo cristiano verso tutti gli uomini» (Lumen Fidei 22).
  4. Un’altra citazione di Papa Francesco ci aiuta a cogliere il valore della Chiesa per la fede di ogni siglo discepolo e il legame materno e mariano che intercorre tra il fedele e il Popolo di Dio, offrendo anche ulteriori ragioni e fondamento alla fraternità che intercorre tra tutti i discepoli del Signore Gesù, e in Lui, con tutte le creature: «Anzitutto una mamma genera alla vita, porta nel suo grembo per nove mesi il proprio figlio e poi lo apre alla vita, generandolo. Così è la Chiesa: ci genera nella fede, per opera dello Spirito Santo che la rende feconda, come la Vergine Maria. La Chiesa e la Vergine Maria sono mamme, ambedue; quello che si dice della Chiesa si può dire anche della Madonna e quello che si dice della Madonna si può dire anche della Chiesa! Certo la fede è un atto personale: “io credo, io personalmente rispondo a Dio che si fa conoscere e vuole entrare in amicizia con me (cfr. Lumen Fidei 39). Ma la fede io la ricevo da altri, in una famiglia, in una comunità che mi insegna a dire “io credo”, “noi crediamo”. Un cristiano non è un’isola! Noi non diventiamo cristiani in laboratorio, noi non diventiamo cristiani da soli e con le nostre forze, ma la fede è un regalo, è un dono di Dio che ci viene dato nella Chiesa e attraverso la Chiesa» (Udienza, Roma 11 settembre 2013).
RISCOPRIRE
La mia identità
Vocazione umana:
  • Chi sono io?
  • Da dove vengo io?
  • Dove vado?
  • Qual è il senso della mia vita
La mia umanità:
  • Il mio corpo
  • Il mio temperamento
  • Il mio carattere
  • Il mio agire
Sono in relazione:
  • Chi mi ama?
  • Mi amo?
  • Chi amo?
  • Come amo?
  • Perché amo?
Relazione con il trascendente:
  • Dio Amore?
  • Padre e Figlio e Spirito Santo
  • Introdotto nel mistero dell’amore
Il mio essere Cristo-Chiesa e nella Chiesa-popolo di Dio
Vocazione cristiana:
  • Riascoltare quotidianamente la chiamata di Dio
  • Padre chiama (voca)
  • Il Figlio è chiamato (vocato)
  • Lo Spirito Santo è la chiamata (vocazione)
  • Il Catecumenato
  • La Storia della Salvezza
Iniziazione cristiana:
  • Dall’IO al NOI
  • Riscoprirsi Figli di Dio non come singoli, ma come parte di una comunità (Atti 2,4)
  • Il modello di vita cristiana: Maria
  • L’iniziazione cristiana
Battesimo:
  • Da una GRAZIA ricevuta ad una GRAZIA donata (Atti 3,6)
  • Segno della croce
  • Litania dei santi
  • Acqua
  • Crisma
  • Veste bianca
  • Cero pasquale
Cresima:
Da una GRAZIA ricevuta ad una GRAZIA donata (Atti 3,6)
  • La Cresima
  • L’azione dello Spirito Santo
  • Testimoni del Risorto
Eucarestia:
  • Da una GRAZIA ricevuta ad una GRAZIA donata (Atti 3,6)
    • Dalla carità all’Eucaristia
    • Un dono gravido di tanti doni:
      • fraternità, Parola di Dio,
      • la Sua presenza nel Corpo e nel Sangue, Eucaristia
      • l’invio nel mondo
  • Tanti doni che ci sollecitano a farci dono
  • Una Chiesa che è popolo di Dio:
    • ecclesiologia di comunione
La Missione della Chiesa: La vocazione alla santità per tutti
  • Vocazione universale alla santità di tutti i battezzati
La Lumen Gentium afferma che l’universale vocazione alla santità di tutti i fedeli in qualsiasi stato di vita si trovino. Questa è l’essenza del cristianesimo, la santificazione della persona, la santificazione del popolo, la santificazione del mondo, cioè la comunicazione effettiva dell’Amore rivelato in Cristo. Per la Lumen Gentium la parola santificazione significa semplicemente vivere la vocazione universale dell’Amore, che Cristo è venuto a rivelare con la sua incarnazione, morte e risurrezione. Non vi è nella Chiesa nessuno stato di vita che non sia stato di santificazione, stato in cui vivere fino in fondo il battesimo, la chiamata ad essere figli di Dio, portatori della gioia del Vangelo, dell’Amore che Cristo è venuto a comunicare.

Unica e radicale è la vocazione di tutti, che è quella battesimale, ma vi è una vocazione particolare, quella della vita religiosa, che è a servizio della vocazione universale alla santità.
Ciò che prima era in qualche modo proprio solo della vita religiosa, viene attribuito a tutta la soggettività battesimale, persino l’indole escatologica. È il popolo di Dio che o è un popolo escatologico o non è il Popolo di Dio. Da qui l’indicazione di Maria come la figura cristiana compiuta, colei che è già pienamente nella meta a cui tutti siamo chiamati.

I compiti del laico: i laici nella Chiesa
Il Concilio mette a tema la struttura gerarchica della Chiesa e il sacramento dell’ordine solo dopo aver messo a tema il battesimo, questa è la grande risposta che il Concilio dà alla questione sorta tra Lutero e il Concilio di Trento. Si dichiara che l’affermazione fondamentale del battesimo e la struttura gerarchica della Chiesa non sono in contrapposizione. Certo il battesimo viene prima, costituisce l’identità del popolo di Dio, ma perché ci sia un popolo sacerdotale vi è bisogno che qualcuno viva la chiamata a vivere il sacerdozio presbiterale a servizio del sacerdozio comune.

Riconquistando la parola laico nel suo valore fondamentale, non solo come membro del popolo di Dio, ma come quel membro del popolo di Dio che vive immerso nelle condizioni comuni dell’esistenza, venendo chiamato a vivere qui la condizione di battezzato e assumendo la condizione laicale, cioè la condizione che condivide con tutti gli altri fratelli nel mondo.

RISCOPRIRE

La mia appartenenza alla Associazione Salesiana Cooperatori che mi fa essere, come Famiglia Salesiana, “Chiesa del grembiule”.

Riconciliazione
  • Dal vivacchiare ad una vita buona, bella e sensata
    • Non accontentarsi del “non fare il male”, ma scegliere attivamente una “vita piena e abbondante”
    • Il Sacramento della Riconciliazione
    • L’abbraccio benedicente del Padre ci rialza e ci rimette in cammino nella vita, in abbondanza
    • Riconciliati per Riconciliare
    • I Salesiani Cooperatori s’impegnano responsabilmente in questa via che porta alla santità (PVA 11)
  • I SS.CC. vocazione specifica nella Chiesa – L’impegno “salesiano” come occasione
    • Art 2 (Progetto Vita Apostolica)
Ogni vocazione suppone un’elezione divina. Dio fa sentire la sua chiamata a colui che si è scelto. Ogni vocazione ha come oggetto una missione da compiere: Dio chiama per mandare; a tutti coloro che sceglie e chiama ripete lo stesso ordine: “Va’”. Ogni vocazione implica una strada da percorrere: colui che è stato chiamato a compiere una missione deve riconoscere e seguire le vie di Dio: la via diritta del bene, della virtù, della verità, della giustizia, dell’amore, della pace, al via che conduce alla vita; non la via tortuosa del male che porta alla perdizione e alla morte.
Cosa significa avere questa vocazione salesiana di Cooperatore o Cooperatrice? Significa innanzitutto tutto sentirsi attratti dalla figura evangelica di don Bosco e costatare che la sua personalità, opera e spirito realista e dinamico, il suo metodo educativo corrispondono a certi tratti della propria esperienza cristiana.

Avere la vocazione salesiana di Cooperatore o di Cooperatrice significa essere convinti che lo Spirito di Dio è Amore e Libertà. Egli “chiama” ogni cristiano a trovare il suo posto originale nel Popolo di Dio e ad assolvere il suo compito particolare nella missione della Chiesa.

     

By | 2017-09-28T22:12:46+00:00 settembre 26th, 2017|Cooperatori|Commenti disabilitati su Io, la Chiesa, l’Associazione.
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