Incontrare Gesù – Exallievi ed Exallieve di Don Bosco
Exallievi ed Exallieve di Don Bosco - Puglia

Scoperchiare il tetto per incontrare Gesù

di Don Enrico Peretti, sdb

//Incontrare Gesù

Incontrare Gesù

Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov’egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. (Mc 2,1-12)

Siamo ormai prossimi alla festa di don Bosco e tutto in noi ricorda la paternità che abbiamo sperimentato alla sua scuola, dall’accoglienza festosa all’accompagnamento faticoso e tempo pieno di grazia della scuola, dalle passeggiate con gli amici e le tante accademie che riempivano di allegria le serate di prove e le recite appassionate.

C’è nella memoria che purifica anche i ricordi tristi, una storia che è tutta nostra e riempie l’album dei ricordi.

Nel meditare il Vangelo che introduce questa buonanotte, ho pensato proprio a come l’avventura dell’amicizia diventi la salvezza della vita. Il povero paralitico probabilmente le aveva tentate tutte per guarire. Ora sente parlare di un maestro che fa miracoli, ma la gente è troppa, la calca impedisce anche di avvicinarsi al Signore. Dove però non arrivano le opportunità arriva l’amore degli amici. Devono avergli voluto molto bene quegli amici! Non potendo entrare dalla porta né dalla finestra lo portano sul tetto e lo calano giù, davanti al Signore che per guarirlo lo rende testimone della salvezza.

Che lezione possiamo trarre dalla guarigione del paralitico e dalla splendida prova di amicizia dei suoi benefattori?

Proviamo a chiederlo a don Bosco, che potrebbe dirci così.

Non sapete quante lacrime ho versato quella volta che don Cafasso mi ha portato con lui al carcere: vedere la bellezza di quelle vite giovani distrutte dalla bruttezza e dalla miseria senza possibilità di perdono, mi ha convinto che solo diventando loro amico avrei potuto aiutarli.

Ho desiderato di fermarmi alla porta del carcere per attendere la liberazione di ciascuno e offrire subito loro una casa, un padre, un fratello, un amico!

Ho fatto proprio come gli amici del paralitico: loro non erano in grado di incontrare Gesù ma io ho scoperchiato un tetto per ciascuno perché potesse parlare con Lui faccia a faccia. E ho visto i miracoli!

Ho visto Domenico Savio diventare un gigante tanto che di fronte al suo desiderio di santità mi sono sentito di fare tutto quanto era nelle mie possibilità perché non fosse sporcato dal peccato.

Ho voluto un bene dell’anima a Michele Magone: fiero della sua autonomia e delle sue spacconate, fino a quando non ha capito che Quel Maestro era l’Unico da seguire. E guardate che ad accompagnarlo all’incontro con Gesù, a scoperchiare il tetto anche per lui è stato proprio Domenico Savio che si era accorto della sua tristezza e l’ha accompagnato da me! Poi mi è bastato che dicesse che “aveva la coscienza imbrogliata” per capire che Gesù voleva abitare nel suo cuore!

E che dire di Francesco Besucco? Era un ragazzino buonissimo e fedele, facevo tutto con serenità.

Quanto gli avevano insegnato bastava ad aprirgli il cuore al desiderio del Paradiso.

Era l’amico di tutti e Gesù l’ha fatto camminare con gioia nella strada migliore.

Provi ciascuno di noi a ricordare gli amici che l’hanno accompagnato nell’avventura di diventare grande… provate proprio a ricordare i nomi e i volti: vi farò molto bene!

E poi provate a ricordare quando qualcuno ha scoperchiato un tetto per voi, per farvi incontrare Gesù. Ci sono esperienze, momenti, illuminazioni che ci hanno dato la gioia di sentirci nel progetto di Dio. Ricordo con affetto le salite notturne sul Monte Grappa, in compagnia di don Alberto e degli amici, quando al primo albeggiare ci fermavamo a pregare e a cantare. Mi sembra ancora di sentire quelle voci: “Dolce sentire come nel mio cuore ora umilmente sta nascendo amore, dolce capire che non son più solo ma che son parte di una immensa vita…”.

Ognuno ringrazi don Bosco di aver incrociato il proprio cammino, di averci accompagnati davanti a Gesù per donargli la nostra vita e poterla ammirare ora piena di così tante esperienze ricca “di gioie e dolori, fatiche e speranze”.

Tanti ragazzi oggi non trovano amici così veri come quelli del paralitico, preoccupati della loro felicità non solo di qualche soddisfazione.

Credo che dal nostro cuore, per la festa di don Bosco oltre al grazie riconoscente per la nostra vita, debba scaturire la preghiera perché il Signore doni ai giovani, amici ed educatori appassionati alla loro felicità. Per meno di questo non vale la pena.

Caro don Bosco e cari amici: buona festa!

 

 

     

By |2018-02-26T14:19:28+00:00gennaio 29th, 2018|Exallievi|Commenti disabilitati su Incontrare Gesù
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