Pascual Chávez – Exallievi ed Exallieve di Don Bosco
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Pascual Chávez

Pascual Chávez 2017-05-22T17:02:44+00:00

Pascual Chávez

Pascual Chávez

Rettor Maggiore dal 2002 al 2014

IX Successore di Don Bosco

Don Chávez è messicano, nato a Real de Catorce (San Luis de Potosì), zona mineraria nel cuore del nord del Messico, il 19 dicembre del 1947. Dopo alcuni anni, la famiglia si trasferisce a Saltillo (stato di Coahuila) dove Pascual frequenta la scuola salesiana “Colegio Mexico”; qui nasce la sua vocazione e matura l’intenzione di seguire Don Bosco. Emette la sua prima professione nell’agosto del 1964 a Coacalco e nell’agosto del 1970 diventa salesiano con voti perpetui a Guadalajara. Ha ricevuto il ministero diaconale il 10 marzo del 1973 ancora a Guadalajara, e sempre nella “Perla Tapatia”, capitale ddello stato di Jalisco, l’8 dicembre del 1973 è ordinato sacerdote. Vive i primi anni del suo ministero nella comunità dei giovani salesiani in formazione di Chapalita (Guadalajara). Dal 1975 al 1977 studia a Roma all’Istitituto Biblico dove ottiene la licenza in Sacra Scrittura.

Il nuovo Rettor Maggiore è stato direttore dell’Istituto Teologico di San Pedro Tlaquepaque dal 1980 al 1988 dove ha insegnato Sacra Scrittura. Dal 1986 al 1989 è anche consigliere ispettoriale dell’ispettoria di Messico-Guadalajara. Dal 1989 al 1994 è ispettore di quella stessa provincia che comprende tutto il nord del Messico sino ai confini degli Stati Uniti. Nel 1995 inizia il suo dottorato in Teologia Biblica e risiede a Madrid-Carabanchel dove vi rimane sino al conseguimento del titolo ottenuto alla Università Pontificia di Salamanca (Spagna). Nel 1996, durante il CG24, viene raggiunto dalla telefonata del Rettor Maggiore don Vecchi che gli propone di diventare consigliere regionale per la regione Interamerica, nonostante non fosse membro di diritto di quel Capitolo. Accettata la proposta, si trasferisce alla casa generalizia di Roma dove risiede attualmente.

Oltre che al CG25, don Chávez ha partecipato come capitolare anche al CG23 del 1990 per il quale ha lavorato come membro della commissione precapitolare.

La lingua madre del nuovo Rettor Maggiore è lo spagnolo, ma parla correttamente l’inglese e l’italiano. Comprende anche il tedesco, il francese e l’ebraico.

Oltre che in possesso di titoli ecclesiastici, don Chávez ha ottenuto il titolo di insegnamento basilare di discipline scientifiche. L’una e l’altra formazione lo hanno reso un uomo concretamente spirituale.

É una persona intelligente e mentalmente organizzata, di dialogo, che affronta i problemi immediatamente senza rimandarli ad altro tempo. Capace di captare le problematiche e affrontarle alla radice con tenacia e costanza, coinvolgendo le parti in causa e indirizzandosi alle soluzioni intraviste. Sa rendersi vicino senza cadere nel paternalismo. Persona preparata, profonda e pragmatica, ha condotto a termine ogni suo impegno di studio nei tempi stretti tra un incarico di responsabilità e l’altro ottenendo i risultati previsti in poco tempo ma non per questo non brillanti. Di profonda cultura scritturistica, è notevole in lui il senso delle cose che lo rende uomo pratico e concreto, figlio di quella sensibilità latino-americana che imposta la sua lettura cristiana della vita sull’uomo e la sua realtà quotidiana. L’aggiornamento costante sui fatti della vita e della storia, lo ha reso particolarmente attento ai segni dei tempi. A riprova di tutto questo, depone l’entusiasmo che ha messo nel consolidare e rafforzare l’opera degli oratori di frontiera di Tijuana (Messico) iniziata dal suo predecessore don Humberto Meneses. Come servizio ai più poveri ed emarginati. Anche se non ha mai avuto impegni di pastorale diretta con i giovani, è sempre stato forte in lui il senso salesiano del contatto con i ragazzi per i quali ha condotto la sua missione di responsabile dell’ispettoria di Messico-Guadalajara. I giovani con i quali ha lavorato direttamente sono i salesiani in formazione teologica di Tlaquepaque ai quali ha trasmesso non solo la sua formazione scritturistica ma anche la sua passione salesiana per i giovani.

Come Consigliere regionale ha animato una regione comprendente 14 ispettorie, fortemente variegata per cultura, tradizioni, tenore di vita, vissuto religioso e salesiano. La regione infatti raccoglie nazioni del Nord e del Centro America, dei Caraibi e le nazioni della zona andina del Sud America (Colombia, Venezuela, Ecuador, Perù e Bolivia). L’animazione che ha condotto ha comunque centrato gli obiettivi prefissati riuscendo ad amalgamare tali molteplicità e a visitare tutte le ispettorie almeno una volta l’anno nei sei anni in cui ha mantenuto l’incarico.

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