Exallievi per la Patria: con concordia e servizio!



Attraverso la bellezza della nostra storia dobbiamo servire la Patria senza vergognarci della nostra appartenenza a Don Bosco, con orgoglio e servizio. "La mia politica è quella del Padre Nostro": lo disse Don Bosco a chi lo voleva coinvolgere in una scelta di partito. Può suonare come un non volersi mescolare nel confronto che ha luogo nella società, tutt'altro: è un'affermazione proprio in senso contrario! Dobbiamo metterci le nostre mani pulite, servire chi ha bisogno (non sono solo gli ultimi!!!), aiutare chi vuole osare.

Don Bosco, fuori da ogni attivismo ideologico, ha partecipato alla politica. Ha lavorato per il bene della società educando i giovani ad essere onesti cittadini che lievitassero il corpo sociale. Per questo si faceva insistentemente presente presso gli uomini di governo mettendo a prova la sua e la loro pazienza. Non era un uomo di partito ma un uomo della società che senza tradire il suo essere prete ha promosso una politica a favore dei giovani. Noi exallievi abbiamo l'obbligo di servire il carisma salesiano, nel sociale, attraverso i ruoli che esercitiamo, senza vergognarci di essere exallievi servitori della Repubblica, con concordia, per il tricolore.

Don Bosco insegnava che è possibile prevenire l'iniquità e la violenza della società, attuando la giustizia, ossia, offrendo ai giovani, oltre a una casa e a una famiglia, l'istruzione necessaria per poter esercitare un mestiere o una professione.

Dobbiamo dare agli exallievi giovani gli strumenti necessari per essere imprenditori di sé stessi, per rifocillare la nostra organizzazione che lentamente va invecchiando (l'associazione di promozione Marvelli serve proprio a questo).

E' urgente, perché dobbiamo saper leggere e servire le novità che il marketing politico ed economico ci offrono e non possiamo rimanere impreparati. Per tanti di noi le tre “C” di Don Bosco sono significative, ci fanno provare ancora un'emozione: Casa, Chiesa e Cortile. Al di là del chiacchiericcio quotidiano, delle strategie politiche di parte intraprese dai vari attori istituzionali, noi exallievi dobbiamo avere la capacità, con la dovuta saggezza, di saper andare oltre l'istinto emotivo del momento, perché ce lo richiede la Patria con responsabilità e rispetto di chi, in questo momento, rappresenta il nostro Paese, rimanendo lontani dalle tifoserie da stadio. So che è difficile, ma dobbiamo sapere guardare in alto, dobbiamo far capire, a coloro i quali ci osservano, che siamo dei veri figli di Don Bosco.

Promuoviamo le storie delle nostre case salesiane in cui abbiamo operato, li si custodiscono le grandi e piccole gesta quotidiane di chi, silenziosamente e con umiltà, ha educato intere generazioni di giovani formandone carattere, tempra, istruzione. Ho sentito dire che ai giovani la migliore formazione la fanno altri giovani: e per il resto a chi ci dobbiamo affidare? In tutto quello che facciamo dobbiamo metterci il cuore, andando sempre alla ricerca delle nostre radici. In che modo riusciremo a disarmare i nostri interlocutori? Con la gioia ed il sorriso. Proviamoci, scommettiamoci con complicità.

Mentre gli altri bisticciano, fanno a gara a chi riesce a manipolare più gente, a chi raggiunge i suoi traguardi annientando gli altri con borghese ipocrisia, noi Exallievi lavoriamo sodo, in silenzio, senza clamore, con umiltà e determinazione per cambiare rotta, per cambiare la rotta della nostra vita, per quella che ci rimane da vivere, per lasciare un segno, il segno dell'educazione ricevuta. Don Bosco sarà fiero di ciascuno di noi!