La Casa Salesiana – Exallievi ed Exallieve di Don Bosco
Exallievi ed Exallieve di Don Bosco - Puglia

La Casa Salesiana

Corigliano d'Otranto

//La Casa Salesiana
La Casa Salesiana2018-04-08T22:16:31+00:00

L’Opera Salesiana di Corigliano d’Otranto fu inaugurata il 16 novembre 1901: è stata la prima casa salesiana in terra di Puglia.

Opera Salesiana Corigliano d'OtrantoLa prima comunità di Salesiani composta dal Direttore Don Giovanni Battista Martina, agronomo, dal Chierico Francesco Sonetti, agronomo anch’egli, dal Geometra Giuseppe Ricrei e da Pietro Donato, contadino, era arrivata in treno il 21 ottobre 1901 alle ore 16.30. L’opera, composta dalla casa e da un’azienda agricola di 23 ettari, era stata donata dal Barone Nicola Comi.

Fin dall’inizio cominciò a funzionare un Oratorio. Fu inaugurato nel 1901, nell’anno stesso dell’apertura della Casa. All’inizio gli oratoriani furono solo 30, ma il loro numero andò aumentando sempre più. Il Direttore dell’Oratorio, i preti, gli assistenti e i coadiutori erano sempre prodighi di qualche caramella, di buoni consigli, di “paroline nell’orecchio”, di “castighi” (se meritati); nell’ampio cortile in terra battuta si giocava a pallone, si girava sul passo volante, si saliva sull’altalena, sulla pertica o sulla fune; tra gli alberi di gelso si giocava a nascondino o si cercavano bachi da seta; accanto al tronco immenso di un baobab si chiacchierava, si scambiavano i giornalini di Tex o Capitan Miki; nella sala si giocava a dama, a pingpong, si guardava la televisione. L’oratorio rappresentava l’unico luogo di evasione e di incontro per i ragazzi di Corigliano d’Otranto.

Oggi il cortile è stato asfaltato, c’è un nuovo campo di calcio, ci sono campi di calcetto, di palla a canestro, di palla a volo, tutti illuminati per giocare anche di sera; c’è la villetta Don Bosco… ma noi adulti siamo rimasti affezionati ai giochi della nostra infanzia; non possiamo cancellare dalla mente Don Giovanni Baranello, Don Rosario Adamo, Don Giorgio Micaletto, Don Tommaso Demitri.

C’è, inoltre, rimasto nel sangue e fa parte del nostro DNA l’insegnamento più vero e autentico della ultracentenaria presenza dei Salesiani a Corigliano: il senso della tolleranza e del rispetto dell’altro, l’ospitalità sincera e disinteressata, la solidarietà verso gli altri, soprattutto se bisognosi, il senso di gioia e convivialità, una religiosità autentica, vissuta nell’intimo dell’animo senza ostentazioni: sono qualità che fanno di Corigliano un unicum nella realtà del centro del Salento.
Un altro campo di azione dei Salesiani a Corigliano fu l’istruzione. Infatti, nella casa nel 1918 fu istituita la quarta classe elementare e nel 1927 la quinta classe: l’istruzione elementare pubblica si fermava alla terza classe. Nel 1920 fu istituita la Scuola Agraria “Nicola Comi” trasformatasi, poi, nel 1939-1940 in Scuola di avviamento tipo agrario e in Scuola Media nell’anno scolastico 1962-1963. Questa fu soppressa nel 1971 con l’istituzione della Scuola Media pubblica.

Frequentavano la scuola sia alunni interni che esterni. I giovani terminavano gli studi molto preparati e trovavano facile inserimento nel mondo del lavoro.

Ma l’attività preminente dell’Opera fu l’azienda agricola e l’internato. La casa accoglieva ragazzi provenienti da tutta la provincia e dava loro ospitalità e una sana formazione umana e religiosa. Il numero degli interni andò aumentando sempre più e raggiunse i picchi nei periodi immediatamente successivi ai due conflitti mondiali che resero orfani molti ragazzi e resero più precarie le condizioni di molte famiglie. Negli anni ’60 gli interni erano circa 160 e si ritenne opportuno un ampliamento della casa con la costruzione dell’edificio a sud-ovest della vecchia casa. Funzionava anche un semiconvitto per i coriglianesi che frequentavano la scuola.

L’azienda agricola, comprendente 23 ettari di terreno, venne dissodata e divenne presto campo sperimentale per la coltivazione di agrumi, cereali, frutti vari; per ovviare all’atavica mancanza di acqua, tra la diffidenza e la curiosità dei contadini locali, venne scavato un pozzo artesiano (1927) dal quale era possibile attingere acqua in abbondanza. Questo incrementò notevolmente la produzione ortofrutticola e di bovini.

Il periodo di maggiore floridezza per l’Opera coincide con gli anni ’50, ’60, ’70. In quegli anni l’azienda meritò diversi diplomi e medaglie da parte dell’Ispettorato Agrario Provinciale di Lecce e dell’Associazione Provinciale Allevatori di Lecce.

Animatore di questa frenetica attività in campo agricolo era il Coadiutore Antonio Valle, perito agrario, sperimentatore e studioso. Egli, nei ventuno lunghi anni della sua pernanenza a Corigliano, seppe dare un impulso notevole allo sviluppo dell’azienda con le sue riforme nel campo dell’agricoltura e nell’allevamento del bestiame bovino, ovino, suino e avicolo. Ne traeva vantaggio tutta la comunità coriglianese che poteva acquistare direttamente e a buon mercato agrumi, ortaggi, polli, galline, uova fresche, latte, ricotta, formaggio…

Nella coltivazione della terra veniva privilegiata la coltivazione del tabacco, considerata ad alto rendimento. Venne anche istituita una fabbrica per la lavorazione del tabacco a foglia; lì, fino al 1971, quando l’attività della fabbrica fu soppressa, hanno trovato lavoro molte operaie di Corigliano.

I cambiamenti sopravvenuti nella realtà italiana nella seconda metà degli anni ’70, con il processo di industrializzazione e la conseguente riduzione del rendimento fondiario, hanno determinato la crisi economica dell’azienda agricola e della casa di Corigliano.

Si facevano sentire le conseguenze della chiusura della scuola. Infatti, gli allievi con le esercitazioni agrarie (di innesto, di pulitura delle piante, di preparazione del terreno, di raccolta delle olive o del tabacco ecc.) davano un valido contributo alla conduzione dell’azienda.

Senza di questi, i costi di gestione salirono vertiginosamente per l’assunzione di molti salariati; ci furono, inoltre, alcune vertenze sindacali.Oratorio Corigliano d'Otranto

Queste circostanze, unite alla diminuzione sempre crescente di interni dovuta alle migliorate condizioni economiche delle famiglie, hanno acutizzato, per tutta l’Opera, la profonda crisi che, dagli anni ’80, è continuata fino ai nostri giorni. A migliorare la situazione non è bastata la riduzione dell’azienda con la cessione al Comune di una vasta area per la costruzione di abitazioni di edilizia economica e popolare (zona 167) e per l’edificazione del Palazzetto dello sport. Né ha avuto miglior fortuna l’esperienza dei corsi professionali iniziata dall’allora direttore Don Vittorio Lacenere.

Oggi l’internato è stato sostituito dalla Comunità Famiglia San Domenico Savio che può ospitare fino a 10 ragazzi; l’azienda è stata data in affitto ad una s.r.l.
Corigliano considera i Salesiani parte integrante del suo tessuto sociale e lo ha dimostrato concedendo la cittadinanza onoraria a Don Ernesto Presta e a Don Giorgio Micaletto in rappresentanza di tutti i Salesiani passati per Corigliano. Nel 2001, nell’ambito dei festeggiamenti per il centenario dell’Opera, è stata concessa la cittadinanza onoraria anche al Rettor Maggiore, Don Juan Edmundo Vecchi, in segno di riconoscimento per quanto i Salesiani hanno fatto in Corigliano. (In quella circostanza ha ritirato il diploma il Vicario del Rettor Maggiore Don Luc Van Looy).

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