Controcorrente – Exallievi ed Exallieve di Don Bosco
Exallievi ed Exallieve di Don Bosco - Puglia

Controcorrente

di Don Enrico Peretti, sdb

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Controcorrente

Carissimi amici, ieri sera quando ho cominciato a riflettere sulla buonanotte di questo mese mi sono imbattuto in questa riflessione su un blog che leggo sporadicamente. E mi è sembrata ottima per il nostro cammino e per il disordine che proviamo da cristiani in questo tempo così privo di riferimenti. Ve la propongo come buonanotte.

Ci vuole una grande forza per andare contro natura, come per andare controcorrente. Lo so che, nell’intendere a cui siamo abituati, andare controcorrente è una cosa giusta e doverosa: ma fermiamoci un attimo al significato originario del termine.

Non so se avete mai nuotato o remato controcorrente per davvero. Come correre contro un vento impetuoso: fai fatica, ci metti tutto te stesso ma sei sospinto indietro. Perché il fluire delle cose va in senso opposto a te.

Un tempo non erano rari certi racconti di quel moralismo tipico del calvinismo nordeuropeo: pieni di bambini cui accadevano disgrazie terrificanti perché disubbidivano ai genitori. Quei racconti erano fasulli, nel senso che se si viene colpiti da un qualche accidente non è colpa di un dio vendicativo, ma perché disubbidire, trasgredire, andare contro corrente e contro natura è spesso troppo faticoso per le nostre forze. Se corri al buio ti prendi una storta non perché tu abbia trasgredito un comandamento, ma perché non vedi dove vai. Chi corre al buio e si trova una caviglia slogata può sentirsi maledetto, ribaltare la colpa sulla società o sulla cattiveria dei tempi, ma in realtà l’unica cosa di cui può accusare il mondo è di non essere perfettamente liscio.

Il non sapere che il mondo non è liscio può chiamarsi in vario modo: ingenuità, ignoranza, o stupidità. Come chiameremmo però chi incoraggia nella trasgressione? Oggi sembra prevalere il racconto immorale: il nuovo conformismo è fare l’opposto del ragionevole.

Se i cristiani avvertono che certe pratiche sono contro l’ordine naturale e andrebbero evitate, non è che invocano la disgrazia su chi le mette in atto. Si limitano a segnalare che il mondo va in una direzione, e che sarebbe decisamente meglio non correre nell’altro verso. Il pericolo è inciampare, e cadere rovinosamente trascinando anche altri con sé.

Il peccato, così come ci è stato insegnato, non è infrangere un moralismo ridicolo e arretrato, ma decidere di fare qualcosa di male pur essendo stati avvisati.
Andare contromano in autostrada può essere visto anche come un atto di libertà, ma più verosimilmente è un atto criminale. Ad andare controcorrente si finisce per essere trascinati dove non penseremmo, perché anche i migliori nuotatori si stancano molto prima che l’acqua smetta di fluire.

L’avviso che la corrente è troppo forte, che la strada è buia e sconnessa, che stiamo imboccando un senso vietato andrebbe sempre preso sul serio. Potete anche ignorarlo, e irriderlo, come alcuni di voi lettori faranno con il presente articolo; e allora spero per voi in un pavimento sempre liscio, una barca sempre pronta, un’autostrada vuota.

È perché l’amore di Dio vuole evitarci il disagio di star male che ci dona dei percorsi da compiere, delle regole da seguire. I comandamenti, le beatitudini, il suggerimento delle opere di misericordia sono una indicazione per la vita buona, non una serie di gravami da caricarci sulle spalle. Se poi ci troviamo ad essere ritenuti dei retrogradi perché proponiamo una lettura etica dell’esistenza, pazienza: vogliamo così bene al mondo da non darcene peso. Sempre ieri ho ricevuto una mail che mi chiede di firmare per un appello all’ONU che ci fa capire questa corsa al buio di disperati: “Proposta shock del Consiglio ONU dei diritti umani: promuovere il diritto alla vita è un atto di tortura contro le donne”. (citizengo.org/it/lf/35160-onuproteggere-vita-e-un-reato) Mi piange il cuore al pensiero di chi non è voluto al mondo, e ancor più mi dispiace per chi in nome della libertà vuole portarci al male ossessionato dall’egoismo (ne potremmo ricordare tanti… troppi!).

Chiediamo al Signore il dono della confidenza con la Sua Parola per non perdere la misura del bene che ci è preparato.

Buona estate!

Don Enrico

     

By | 2018-02-24T11:05:49+00:00 luglio 24th, 2016|Exallievi|Commenti disabilitati su Controcorrente
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