Coltiviamo l’arte di ascoltare e… – Exallievi ed Exallieve di Don Bosco
Exallievi ed Exallieve di Don Bosco - Puglia

Coltiviamo l’arte di ascoltare e di accompagnare

di Don Gianni Russo

//Coltiviamo l’arte di ascoltare e…

Coltiviamo l’arte di ascoltare e…

Formazione del Delegato Nazionale

Strenna 2018 “Signore, dammi di quest’acqua” (Gv 4,15)

La Strenna, di cui ci fa dono il nostro Rettor Maggiore don Ángel, evidenzia due valori fondamentali della virtù massima del cristiano che è la carità: saper ascoltare e accompagnare. Due valori prettamente “umani” e, nello stesso tempo, massimamente cristiani; perché, soprattutto in questo caso, Cristo porta veramente a compimento la nostra umanità.

In primo luogo l’ascolto. Ascoltare significa assumere una certa posizione nei confronti sia di sé stessi che degli altri. Ascoltare è saper stare davanti a sé stessi e agli altri e incontrare la parola che dà senso. Senza ascolto non c’è né senso, né conoscenza (della vita e di noi stessi). L’ascolto di noi stessi, degli altri e della realtà che ci sta attorno è il requisito per una vera conoscenza. L’ascolto di sé stesso è l’attitudine di chi conosce ciò che ha vissuto, di chi sa sentire ciò che viene da sé stesso. Non si tratta di farsi “silenzio attorno”, quasi da certosini, ma di occupare di fronte a sé stessi quello spazio che non può essere concesso a nessuno.

L’ascoltatore deve saper ascoltare con il “terzo orecchio”. Una delle caratteristiche di questo terzo orecchio è che esso funziona in due modi: può catturare ciò che l’altro pensa e sente, ma non lo dice, ma può anche percepire “voci interne” che altrimenti non si percepiscono, perché possono essere tenute a bada dal nostro conscio. Da qui la capacità nell’ascolto di leggere i segnali che vengono dall’interno delle persone, dal loro profondo.

Questo è proprio ciò che ha fatto Gesù con la Samaritana presso il pozzo di Giacobbe (Gv 4,15), che è l’icona biblica di questa strenna; nell’incontro con Lui la donna si sente ascoltata, rispettata e apprezzata; ed ecco che il suo cuore la spinge a chiedere qualcosa di più prezioso: “Signore, dammi di quest’acqua” (l’acqua di vita piena, che mi stai offrendo). “Da questa situazione – dice don Ángel – possiamo cogliere qualcosa di grande interesse per noi: un luogo profano e ‘all’aperto’, un pozzo in mezzo alla campagna, e un incontro, che si trasformerà in luogo di incontro con Dio. Gesù, vero protagonista e soggetto primo dell’incontro, dell’ascolto e del dialogo iniziale, ‘disegna’ la strategia di questo incontro, incominciando con l’ascolto dell’altra persona e della situazione, che Egli intuisce. Abbiamo bisogno di esercitarci nell’arte di ascoltare, quell’arte che richiede attenzione sollecita verso la persona, le sue lotte e le sue debolezze, le sue gioie, le sue sofferenze e le sue attese; non ci limitiamo, infatti, ad ascoltare qualcosa, ma siamo in ascolto di qualcuno”.

L’altro valore è l’accompagnamento. L’accompagnamento è anzitutto la condizione dell’esser compagni, di uno stare insieme benevolo e pieno di presenza. Anzi, l’accompagnamento è fondamentalmente presenza, esserci, essere insieme nella gioia e nella prova, nella bellezza del sogno della vita e nella solitudine che a volte invade il cuore dell’uomo. Accompagnare è esserci, è prossimità e comprensione dello stato che l’altro vive, è quasi un affrontare insieme il problema.

Nell’accompagnamento l’esperienza di pace e di serenità interiore sono possibili perché trasfusi dalla presenza fedele del compagno, una presenza che è un sì alla vita, sempre, fedeli fino in fondo. La fedeltà gioca il valore determinante, perché indica la gratuità dell’accompagnamento stesso e qualifica la vita come valore trascendente ogni umana convenienza. La fedeltà del compagno consiste nel poter contare sulla sua solidarietà e disponibilità, sul suo sostegno e conforto, sul suo bagaglio di valori.

Il Rettor Maggiore ci dice che di fatto, i giovani non si avvicinano tanto in cerca di accompagnamento ma piuttosto spinti dalla necessità, quando si trovano di fronte a dubbi, problemi, urgenze e difficoltà, conflitti, tensioni, decisioni da prendere, situazioni problematiche da affrontare. E, in generale, succede che essi si avvicinino se vi è qualcuno che fa un primo gesto di avvicinamento, di interesse verso di loro, se va loro incontro, se si mostra disponibile. Gesù stesso in tanti momenti del Nuovo Testamento si fa prossimo e compagno di strada per comunicarsi e per incontrarsi in modo personale con le persone del suo tempo, come Gesù con i discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35) e con la donna, che si era recata al pozzo solamente per attingere acqua.

Perciò, accompagnare comporta conoscere il cammino che fa l’altra persona, a che punto si trova e verso dove si dirige, per poter camminare insieme. L’accompagnatore e compagno di strada deve farsi testimone e annunciatore dell’azione dello Spirito nell’accompagnato, ma in modo discreto, rimanendo al fianco. In verità l’accompagnatore spirituale si forgia nell’esperienza fondante di essersi prima incontrato con Gesù. Ed è importante, dice Don Ángel, accompagnare i giovani con le famiglie, con i papà e con le mamme, che hanno bisogno di percorrere questo cammino.

Ascoltare e accompagnare sono dunque i due valori che ci predispongono alla bella esperienza dello Spirito che sarà il prossimo Sinodo sui giovani: “I Giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. È centrale per tutta la nostra Famiglia salesiana coltivare l’arte preziosa dell’ascolto e dell’accompagnamento, nel cammino della crescita personale cristiana e vocazionale dei giovani. Ascoltare e accompagnare sono gli ambiti fondamentali del discernimento, che è “lo strumento principe, che permette di salvaguardare lo spazio inviolabile della coscienza, senza pretendere di sostituirsi ad essa” (Francesco, Documento preparatorio al Sinodo), perché “siamo chiamati a formare le coscienze, non a pretendere di sostituirle” (AL 37), proprio come Gesù con la Samaritana, ascoltando e accompagnando per discernere la chiamata di Dio.

 

     

By |2017-09-22T23:53:41+00:00settembre 22nd, 2017|Exallievi|Commenti disabilitati su Coltiviamo l’arte di ascoltare e…
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